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martedì 3 luglio 2012

Estate cialtrona e caccia al tesoro

La famiglia Cialtrons è entrata nella (detestata) versione estiva che comporta:
- fine delle attività "regolari" dei bambini il 30 giugno e inizio di quelle costose il 2 luglio: lui al centro estivo, che non è altro che una scuola materna senza maestre ma gestita da diciottenni rincoglionite all'apparenza defunte; lei sempre nel suo nido ma con la retta raddoppiata
- arrivo di Caronte (che pare sarà seguito da Lucifero) e conseguente boccheggio nella casa assolata e priva di aria condizionata: quindi fnestre e scuri chiusi fino alle 19, quando finalmente apriamo tutto facendo entrare una piacevole aria bollente. Io resisto, mi consolo (un pochino) pensando che c'è gente che sta molto peggio di noi, il marito soccombe e smadonna, i bambini si sollazzano in giardino con una tinozza d'acqua dopo un pomeriggio di disegni, cartoni e video di trattori (tutto rigorosamente al buio)
- divieto assoluto di accendere i fornelli: comodo e divertente quando non hai figli, un incubo quando i tuoi figli non mangiano verdure crude tranne i pomodori. L'anno scorso la mia amica Melazenzero mi aveva consigliato un sacco di ottime alternative al solito panino con prosciutto, quest'anno si sono anche un po' evoluti, quindi accettano mozzarella con pomodori, hummus (lui a cucchiaiate, lei con grissini), roasbeef freddo, pasta fredda (lui senza condimento, già!, lei con la qualunque), couscous e vagonate di yogurt. Mi direte che la pasta va comunque cotta... sì, lo faccio, alle 9 di mattina...
- secondo tentativo di spannolinamento notturno per  CialtrOne, che fa il figo ma ancora non ha capito che di notte ci si deve alzare per la pipì. L'estate scorsa ho gettato la spugna, stavolta, anche a costo di fare una lavatrice al giorno solo per le lenzuola, vincerò io
- tutto questo fino alla fine di luglio. In agosto ci salvano i nonni-santi-subito e tre settimane di ferie. E fanculo anche alle vacanze italiche, che in tutta Europa sanno come si fa.

MA
avevo iniziato questo post solo con l'obiettivo di partecipare alla Caccia al tesoro di Mammafelice, e con la solita fretta di pubblicare mi stavo perdendo!
Non ho mai partecipato ma quest'anno non potevo perderla, visto che inizia proprio con la proposta che più sento mia: presentami un blog! E io, che per passione i blog li seguo, li coccardo e li intervisto, non mi sono mai neanche preoccupata di presentare il mio, troppo cialtrona inside!
Vado:
Chiaradinome nasce nel luglio 2010 per una insana passione per il mondo dei blog mammeschi (poi ho un po' allargato la visuale, per fortuna) che leggevo complusivamente alla ricerca di risposte non convenzionali sulla maternità e sull'educazione dei figli. Grazie al blog sono diventata una mamma migliore, lo posso giurare, e una donna che ha trovato una realizzazione anche al di fuori della triade casa-famiglia-lavoro: ho conosciuto persone eccezionali con le quali, come dice Barbara, "siamo diventati una famiglia allargata".
Un buon motivo per seguirmi? Scrivo poco e raramente (quindi non intaso i feed), scrivo per elenchi (quindi si possono saltare i punti che non interessano), racconto di me cercando risposte (che spesso sono utili agli altri: ecco, quindi i commenti sono un altro buon motivo) e senza giudizi. Ah, i miei bimbi sono belli e simpatici, non vorrete perdervi le loro imprese che mi fanno uscire di testa?
Due post che vale la pena leggere: secondo me "La Puglia, Internet e la profondità di pensiero" (anche solo per il titolo) e questo, nato nel delirio della febbre. Di straforo segnalo anche 3 post di servizio: quello sulla sicurezza dei bimbi in auto, quello sul primo soccorso pediatrico e quello sulla coppetta mestruale (non poteva mancare!!!)
Se vi ho convinto a seguirmi, potete farlo agevolmente sulla pagina Facebook e su Instagram e non agevolmente su Twitter (dove il profilo è privato per il terrore che qualche collega, o peggio, qualche capo mi trovi - comunque basta richiedere l'accesso e vi sarà dato, a meno che non vi chiamiate @ilmiocapo o @ilvicinodiscrivania), oppure abbonandovi ai feed.

Alla prossima tappa!

martedì 5 giugno 2012

Solo per i nonni!


Venerdì 1 giugno abbiamo diplomato anche CialTwo...

domenica 18 settembre 2011

Cose che si possono fare su Internet

Il bello della rete? Fare di tutto senza spostarti da casa, potendo seguire i tuoi figli nella sistematica opera di distruzione della stessa; sopravvivere a un lavoro che detesti, che ti sminuisce come persona e che ti toglie ogni amor proprio; conoscere esattamente il tipo di persone che vorresti frequentare. 
Non è tutto qui...
- Si confrontano i primi giorni di tutti i blogfigli trovando anche il modo di far incazzare qualcuno: da questa incazzatura nasce su FB una stimolante discussione tra donne intelligenti e ironiche che portano un'altra Chiara a scrivere un post delizioso.
- Si creano gruppi di persone affini: dalle #donnexdonne alle #veretonne, passando per le #galline. Da quest'ultimo, che mi ha scatenato una crisi di ridarola mentre ero al lavoro, è nato un progetto grafico che vedrete tra poco su questi schermi (opera del #gallogaio, the artist, il creatore del bollino B.A.B.)
- Si fa il tifo, ma non per i calciatori, che sostanzialmente ci stanno sulle palle (a meno che non ci sia un buon motivo per farlo, vedi la schedina di Belqis...), ma per chi lotta, per chi s'impegna, per chi vuole cambiare. E ci si incazza (con dei buoni motivi, stavolta) perché meritiamo di meglio di un premier puttaniere e della sua corte di lecchini e zoccolette, incapaci e avidi; strano a dirsi, non se ne trova uno che ammetta di averlo votato. E cerchiamo un modo di uscire da schermi e tastiere e rovesciare questo regime che ci porterà alla rovina come ha scritto qualcuno su Twitter, è ora di rispondere a Se non ora, quando? con Adesso basta!
- Si approfondisce. La notizia dell'italiano arrestato in Svezia per aver picchiato il figlio occupa due minuti in cronaca e qualche dibattito, presto dimenticato, ma noi no, non ci fermiamo e ce la facciamo raccontare per bene da Serena, che in Svezia vive e che scatena anche lei un dibattito (più di 100 commenti!) sui pregiudizi, sui media, sui metodi educativi; o da Metilparaben, che invece risveglia, suo malgrado, gli animi di chi difende, con argomentazioni paradossali, la violenza "a fin di bene".
- SI STIRA (... cioè.... io ci ho provato stasera, ma con tutto quello che dovevo fare qui...) Come? Lo suggerisce la mia amica Patrizia su FB "Io ho proposto i Gruppi di Stiro Solidale. Ci vorrebbe una app speciale, che ci legga FB e ci permetta di chattare mentre stiriamo, o anche di twittare. Che ne so #stecazzodimanicheasbuffo, #collettodimerda #mannaggiaachiregalal'abitoavolantallebambine. Si sa che se esterniamo e bestemmiamo un pò poi espletiamo i nostri doveri di schiave con più docilità, no?" Sì!!!!
E voi, cosa ci fate su Internet?

P.S. se tutto questo può sembrare cazzeggio me ne frego. Mi sta per scoppiare il cuore di felicità perchè incontrerò tutte le mie amichette virtuali al Mom Camp, sabato 24 settembre. Lo dico piano perchè ho il terrore che qualche sfiga mi impedisca di andarci (NON VEDO L'ORA CHE SIA SABATOOOOOOOOO!!!!)

martedì 12 aprile 2011

La mia scuola era migliore


Abbiamo protestato contro tutti quelli che ci sono passati per le mani e sopra le notre teste,  ma i nostri bersagli preferiti  di sempre sono state loro: la Falcucci (chi se la ricorda?!), la Iervolino, la Moratti. E adesso la Gelmini. Ci hanno provato tutti, a riformarla, ma sono riusciti solo a peggiorare di volta in volta la situazione: non si riesce mai a trovare un convinto sostenitore de "La Riforma della scuola", tranne il povero ministro che è sicuro di aver trovato il busillis e di passare alla storia per la genialata partorita dopo notti di bagordi (si spiegano solo così, le deformi Riforme della scuola). 
Abbiamo studiato in aule spoglie, fredde, coi muri scrostati che nessuno ripara.
Abbiamo manifestato contro la guerra, il nazipreside, i termosifoni spenti, la crisi, la scala mobile.
Abbiamo speso tanti soldi per i libri, i quaderni, le penne, il compasso e la squadra, i dizionari, gli zaini, i diari.
Tutti uguali, tutti con le stesse possibilità, il figlio del medico e la figlia dell'operaio, siamo arrivati pari: la scuola ci ha accolto e ci ha dato gli stessi mezzi e richiesto gli stessi sforzi.
La differenza l'hanno fatta gli insegnanti. Opinione molto di parte perchè io ho sempre desiderato fare l'insegnante, l'ho fatto per poco tempo e all'estero (e sì, è stata l'esperienza lavorativa migliore in assoluto): ritengo che sia il "mestiere" più passionale di tutti, capace di dare grandi gioie, ma sudatissime, grandi delusioni da riscattare; esigente, in termini di tempo, di energie e di "sè"; pieno d'amore, per gli studenti, il sapere, la comunicazione. Una delle mie scrittrici preferite è Paola Mastrocola ed è anche il mio faro per quanto riguarda l'istruzione: "La scuola raccontata al mio cane" è un saggio che i ministri della distruzione dovrebbero leggere ogni sera, imparare a memoria e soprattutto sostituire alle loro ridicole riforme. Ho sempre sognato di avere un'insegnante come lei, ma se metto insieme i vari professori che si sono succeduti in cattedra, riconosco in loro dei tratti eccezionali:  la passione per la poesia e la narrativa, la tenacia nell'apprendimento, la fatica di sopperire a un sistema scolastico scoraggiante e fallimentare come quello italiano. Un sistema che non risponde più alle aspettative normali di nessuno dei suoi "utenti": studenti, professori, famiglie. Da quando non serve studiare perchè la promozione arriva comunque; da quando i genitori contestano gli insegnanti che danno le insufficienze; da quando è più importante il POF che le materie di studio; da quando la gita scolastica non dura 5 giorni ma 9 mesi; da quando ci si aspetta che la scuola insegni un mestiere. E così gli insegnanti non insegnano a studenti che non studiano. 
Pare che ne sia venuto fuori un amarcord molto nostalgico dei tempi che furono... (Sono come un vecchio muratore che si ferma a guardare i nuovi cantieri scuotendo la testa...) E' così. Io non mi riconosco nella scuola di oggi: io avevo rispetto per insegnanti (pure gli stronzi) e ne avevano i miei genitori, studiavo e mi sentivo male se ero impreparata, quando ho preso un 5 (è successo!) ho pianto, sentivo di compiere un dovere per me stessa e per la mia famiglia se ero una brava studentessa, ma soprattutto mi piaceva tanto studiare e mi sentivo una privilegiata a poterlo fare; i miei professori lavoravano con grande dedizione e godevano dei nostri successi, protestavano, certo, per la riforma di turno, ma non erano al tempo dei "missionari" sottopagati e frustrati. Oggi mi sembra che sia la sfiducia il sentimento che accumuna le parti in causa - con qualche eccezione di resistenza e lotta contro un nemico che non parla di ricerca, cultura, borse di studio, merito ma di tagli, baroni, furbi. E' successo qualcosa di brutto alla scuola italiana. Potrei dire che ha nome e cognome, ma non corrisponde alla realtà: non è solo colpa sua se gli insegnanti non insegnano a studenti che non studiano. Spero che il danno non sia irreparabile, perchè fra qualche anno ci andranno anche i miei figli e mi piacerebbe che loro vivessero una scuola migliore, magari un po' simile alla mia.

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