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lunedì 3 dicembre 2012

La risposta del cavolo: una recensione cialtrona

"Mamma, ma la Daria come ha fatto a uscire dal tuo pancione? Ti si è rotta la pancia? È scoppiata?"



AIUT.



E ora cosa gli rispondo?
- Vado di api, fiori, cavoli, cicogne?
- "Si sono rotte le acque, sono andata in ospedale, visita, monitoraggio, dilatazione, massaggi, contrazioni, spinte, manovra della gina, e poi è uscita"
- Corro in bagno, mi disegno una cicatrice sulla pancia, esco trionfante e voilà (il cesareo è così facile da spiegare, ma perché diavolo non ho fatto un cesareo?!)

- Chiara?
- Chi? Io?
- Sì (cretina), tu...
- Sei un angelo venuto a salvarmi? Un angelo femmina?
- (Quant' si' scem') Chiara torna in te. Ricordi? Sei una mamma moderna, intelligente, sveglia!
- Moderna, sì.
- Dicevo, ritorna in te. E pensa al libro che hai appena letto, in anteprima (sì, perché solo i fighi veri leggono i libri inediti, nevvero?)...


- Gesù! Anzi Dio! Anzi angelo! Anzi BARBARA SUMMA! Avrei dovuto capire subito che eri tu la mia salvezza!
- L'accento abruzzo-olandese avrebbe dovuto suggerirti qualcosa, infatti...
- Già, ma la domanda del pupo mi ha rallentato le sinapsi...
- Allora, fammi vedere che hai capito quello che hai letto.
- Ok, la rifacciamo.

"Mamma, ma la Daria come ha fatto a uscire dal tuo pancione? Ti si è rotta la pancia? È scoppiata?"
"No, non si è rotta la pancia. La mamma ha spinto forte e Daria è uscita dalla patatina"
"Ah, ok"
#EPICWIN

Qui non voglio rivelarvi tutto il prezioso contenuto de "La risposta del cavolo. Guida semiseria per genitori disperati alle risposte dei figli su sesso e società" di Barbara Summa, la mitica Mammamsterdam (ma è anche ancora qui). Ma tra le leggi fondamentali del libro c'è "dare risposte chiare, concise e soprattutto comprensibili" (sperando che non generino ulteriori domande, magari più spinose): questa legge è ormai dentro di me (e il cielo stellato sopra di me) e la applico non solo alle (per ora rare) domande sul sesso. C'è da dire che i miei figli sono ancora piccoli e hanno delle menti semplici, mica come i suoi che le chiedono anche "come si fa a togliere il tampax": la temuta domanda successiva, "E come ha fatto la Daria a entrarci?" arriverà tra un po', ma anche per quella ho la risposta già pronta (ovvio che l'ho letta nel libro di Barbara).
[Figli miei non vi temo, chiedetemi la qualunque, le so tutte!]
Attenzione! Non è un manuale né un prontuario per genitori incapaci! Anzi, i capitoli finiscono con i contro-esempi dal titolo "Non fatelo anche voi" (anche i guru sbagliano, per fortuna!) tipo quando, riferendosi al classico pirata della strada, denominato lo stronzo, lei dice ai figli "E niente amore, più che uno stronzo è uno che crede di avere il pisello piccolo e se si siede su una moto grossa e rumorosa gli sembra di averlo più grande", vaglielo a spiegare poi...
Dicevo, non è un libretto d'istruzioni: è innanzitutto un godibile viaggio nel mondo di Barbara e della sua famiglia (io adoro sua madre!) raccontato con lo stile che noi lettori di Mammamstedam conosciamo bene, con qualche volo pindarico in meno (santa editor!) a vantaggio di una scrittura appassionante e coinvolgente. E poi è la comunicazione viva a attraente di un modo di affrontare i dubbi dei bambini, e dei genitori, su tutti i temi che riguardano la sessualità e la società: si passa dal rispetto del corpo alla masturbazione, dalla pedofilia alla prostituzione, ma c'è spazio per omosessualità, separazione, sessismo, internet.
E si fa pace con gli errori che abbiamo fatto e che per fortuna faremo ancora: insomma, si cresce. Ma ridendo un sacco, anche.

(Post it)
Io mi sono commossa già dall'introduzione di Massimo Giuliani, potete leggerne una parte qui.
Ma ancora di più mi commuove questa possibilità, per noi forti lettori (quelli che conosco sono tutti così: entrano in libreria e cambiano espressione, si estraniano per ore; ricevono il pacco di libri ordinati su Internet e lo aprono come se fosse il regalo di Natale tanto atteso; non importa se su carta o su tablet, il libro è per noi una magia, sempre): quella di conoscere, anche se solo virtualmente (ormail la odio questa parola), gli autori dei libri che leggiamo o che leggeremo. Li seguiamo nella fase della scrittura, esultiamo per la pubblicazione, andiamo alle presentazioni come a trovare gli amici, ci scambiamo opinioni... Questo non toglie nulla alla magia della scrittura, e neanche la soggezione che continuano a incutermi gli Scrittori. Però quanto mi dà soddisfazione leggere quei nomi in copertina e conoscerli già? L'altra sera con Barbara, la mia MSS, discutevamo del nostro carrello dei libri di Natale... "Ne abbiamo una cifra da prendere: quello di Claudia, quello di Elisa, poi Barbara, Luana, Anna, Zelda, Rossella...". Capito cosa intendo?

(Post it 2 fondamentale)
"La risposta del cavolo" esce il 5 dicembre, ma si può già prenotare e acquistare qui:
Amazon
La Feltrinelli
Ibs
e per restare aggiornati sul tour di presentazioni c'è la pagina di FB.

giovedì 22 novembre 2012

Non-pidocchi e Minuscolo

No, ma dai! Da quanto tempo!
Che leggoleggoleggo e non commento l'ho già detto? .
Che non so mai che catso scrivere? Sì, già detto.
Che sono mezza esaurita? Oh, Yes. (Tra l'altro appena scrivo che i mostri mi fanno impazzire diventano degli angioletti per ORE intere... un classico)

Ah già, abbiamo avuto i pidocchi. O forse no. Sulla porta della scuola materna c'è sempre affisso il cartello "Si sono verificati casi di pediculosi, vi preghiamo di controllare i bambini e nel caso di fare il trattamento": solo a leggerlo mi viene da grattarmi la testa. Finora l'abbiamo sempre sfangata, ma qualche giorno fa anche la bimba ha cominciato a grattarsi, senza peraltro aver letto il cartello. E anch'io, forse per solidarietà. Non so se li avesse veramente, perché non li ho visti, ma lascio immaginare quanto sia facile ispezionare una capellona schiava del cartone di Rapunzel. Insomma, per tagliare la testa al toro, anzi, al pidocchio, ho fatto il trattamento a lei, al fratello e pure a me. Un trattamento social, ovviamente: ho chiesto consigli a tutta la rete e ho trovato la Maestra Spidocchiatrice Suprema, Barbarafattacosì, che ho assillato di sms e telefonate per venirne fuori. A quanto pare, ed è verificato, senza il pettinino di metallo da 18 euro il trattamento è inutile: e comunque, alla prova pettinino ne è uscita indenne da parassiti, gaudeamus igitur. Io invece continuo a grattarmi... e visto che, come dice la mia M.S.S. "Nessuno spidocchia le mamme", sono pronta per la prova "shampoo colorante", l'ammoniaca ammazza i deboli e dovrò abbandonare il mio colore (ma anche i capelli bianchi) per qualche giorno, ma è per una nobile causa.

E Nina è incinta. E questa è la notizia più meravigliosa del secolo. Mi vengono ancora i brividi ogni volta che penso alla sua panza abitata da un Minuscolo miracolo e sono felicissima per lei e spero in un altro miracolo per tutte quelle che come lei cercano così fortemente e testardamente di diventare mamme. Lei fa benissimo a godersi ogni attimo di questa gravidanza e ha ragione a dire che non c'è nessun motivo per essere prudenti e aspettare, che non si sa mai, per precauzione o scaramanzia... Cito: "Perché se dolore ci sarà, avrà la stessa portata distruttiva, sia in un caso - quello che mi ha visto credere in questo miracolo con tutte le mie forze, entusiasmandomi - sia nell'altro - quello in cui sono stata misurata e ho inibito la mia voglia di gioire." Nina bella e gioiosa, saremo sempre con te!

Oggi esce su Genitoricrescono una nuova intervista, non perdetela!! (Io mi sono commossa a leggerla, perché adoro quella donna, quello che fa e come lo scrive)

[Me tapina! Non avevo segnalato qui l'intervista a Rossella Calabrò su Zebuk: donne, anzi, Gine! Sfanculate Mr Grey del cavolo e buttatevi (di più) sul Gigio. E se il Gigio si ribella, consolatelo con le "Cinquanta smagliature di Gina", successo e coppia gaudente assicurati!]
[Ah! News à gogo in arrivo: libri, tacchi, recita della scuola...]

giovedì 30 agosto 2012

E la tartaruga calabrese

Ho iniziato il "post del rientro" centoquindici volte. Begli incipit, eh (ma poi mancava il seguito). Uno era così "Non so come iniziare", un altro così "Grazie a Dio è passato un bel po' di tempo da quando avevamo l'obbligo di riempire una pagina dopo aver scritto l'orrido titolo "Le tue vacanze". Quindi, siccome non interessano a nessuno i miei racconti  di grigliate, scarpinate, dormite, bambini scorrazzanti, bagni nel lago", un altro ancora "Ciao! Sono tornata! Ma quante figate abbiamo fatto in vacanza?! Ora ve le elenco tutte:", e un altro "Uh non vedevo l'ora di tornare amici, vi sono mancata?". Sì, sono candidata allo Strega. E sì, sono intelligente ma non mi applico, al contrario di  un'unghia finta.
Prima della sessione di diapositive delle vacanze, mi appunto tre cose, ché a me il blog serve anche come agenda.
- Cialtrone ha ricominciato una fase di balbuzie (stavolta dice che la sua voce salta). Dura da circa un mese, ci è sembrata più pesante delle altre: noi abbiamo continuato a comportarci come se non ci fosse niente di strano nel suo modo di parlare, non gli abbiamo fatto notare niente e lui stavolta ha trovato un modo di non incepparsi: o parla come un robot, con tutte le sillabe scandite, o canta (ci siamo fatti due settimane di lago alpino con la fissa sull'album L.A. Woman dei Doors: immaginate di attraversare boschi silenziosi o costeggiare il sopracitato lago con Love her madly, L'America, The changeling e la sempreverde L.A. Woman).  A breve rivedremo il logopedista e riparlerò con le maestre. Non bastasse questo, il bambino che abita vicino alla nostra casetta di montagna gli ha insegnato un sacco di parolacce e bestemmie, carinissimo.
- Fare la nonnastra per un giorno mi ha confermato una certezza: i bambini sono falsi. Fanno impazzire i genitori e sono bravissimi con chiunque altro. Io, che ho avuto due non-dormienti-MAI, ho addormentato plurime volte la bambolina bionda (non senza vantarmi) senza fare niente altro che cullarla energicamente e cantarle stellastellina. Adorabili quanto falsi e bugiardi.
- Ho letto un libro meraviglioso, Accabadora di Michela Murgia. Pubblicato nel 2009, quando sono arrivata alla fine mi sono chiesta che cavolo di persona sono stata in questi tre anni senza avere dentro di me questa meraviglia. Straconsigliato. Ho letto anche Il momento è delicato di Ammaniti, tutt'altra cosa, ma divertente e a tratti da scompisciarsi, ad esempio nel racconto "Il mio tesoro" ridevo senza freni disturbando non poco il mio tesoro.

Come dite? Tutte queste cose c'entrano pochissimo con la vacanza? Ma per quello ci sono le foto...


Riassunto delle vacanze? Lago, lago, lago e tournée dei (bellissimi) parchi giochi della valle. 
E la tartaruga del titolo? L'abbiamo incontrata sui pascoli a 1600 metri, in mezzo ai campanacci delle mucche, era in vacanza coi suoi padroni (che si lamentavano del gran caldo di quest'estate...).

martedì 3 luglio 2012

Estate cialtrona e caccia al tesoro

La famiglia Cialtrons è entrata nella (detestata) versione estiva che comporta:
- fine delle attività "regolari" dei bambini il 30 giugno e inizio di quelle costose il 2 luglio: lui al centro estivo, che non è altro che una scuola materna senza maestre ma gestita da diciottenni rincoglionite all'apparenza defunte; lei sempre nel suo nido ma con la retta raddoppiata
- arrivo di Caronte (che pare sarà seguito da Lucifero) e conseguente boccheggio nella casa assolata e priva di aria condizionata: quindi fnestre e scuri chiusi fino alle 19, quando finalmente apriamo tutto facendo entrare una piacevole aria bollente. Io resisto, mi consolo (un pochino) pensando che c'è gente che sta molto peggio di noi, il marito soccombe e smadonna, i bambini si sollazzano in giardino con una tinozza d'acqua dopo un pomeriggio di disegni, cartoni e video di trattori (tutto rigorosamente al buio)
- divieto assoluto di accendere i fornelli: comodo e divertente quando non hai figli, un incubo quando i tuoi figli non mangiano verdure crude tranne i pomodori. L'anno scorso la mia amica Melazenzero mi aveva consigliato un sacco di ottime alternative al solito panino con prosciutto, quest'anno si sono anche un po' evoluti, quindi accettano mozzarella con pomodori, hummus (lui a cucchiaiate, lei con grissini), roasbeef freddo, pasta fredda (lui senza condimento, già!, lei con la qualunque), couscous e vagonate di yogurt. Mi direte che la pasta va comunque cotta... sì, lo faccio, alle 9 di mattina...
- secondo tentativo di spannolinamento notturno per  CialtrOne, che fa il figo ma ancora non ha capito che di notte ci si deve alzare per la pipì. L'estate scorsa ho gettato la spugna, stavolta, anche a costo di fare una lavatrice al giorno solo per le lenzuola, vincerò io
- tutto questo fino alla fine di luglio. In agosto ci salvano i nonni-santi-subito e tre settimane di ferie. E fanculo anche alle vacanze italiche, che in tutta Europa sanno come si fa.

MA
avevo iniziato questo post solo con l'obiettivo di partecipare alla Caccia al tesoro di Mammafelice, e con la solita fretta di pubblicare mi stavo perdendo!
Non ho mai partecipato ma quest'anno non potevo perderla, visto che inizia proprio con la proposta che più sento mia: presentami un blog! E io, che per passione i blog li seguo, li coccardo e li intervisto, non mi sono mai neanche preoccupata di presentare il mio, troppo cialtrona inside!
Vado:
Chiaradinome nasce nel luglio 2010 per una insana passione per il mondo dei blog mammeschi (poi ho un po' allargato la visuale, per fortuna) che leggevo complusivamente alla ricerca di risposte non convenzionali sulla maternità e sull'educazione dei figli. Grazie al blog sono diventata una mamma migliore, lo posso giurare, e una donna che ha trovato una realizzazione anche al di fuori della triade casa-famiglia-lavoro: ho conosciuto persone eccezionali con le quali, come dice Barbara, "siamo diventati una famiglia allargata".
Un buon motivo per seguirmi? Scrivo poco e raramente (quindi non intaso i feed), scrivo per elenchi (quindi si possono saltare i punti che non interessano), racconto di me cercando risposte (che spesso sono utili agli altri: ecco, quindi i commenti sono un altro buon motivo) e senza giudizi. Ah, i miei bimbi sono belli e simpatici, non vorrete perdervi le loro imprese che mi fanno uscire di testa?
Due post che vale la pena leggere: secondo me "La Puglia, Internet e la profondità di pensiero" (anche solo per il titolo) e questo, nato nel delirio della febbre. Di straforo segnalo anche 3 post di servizio: quello sulla sicurezza dei bimbi in auto, quello sul primo soccorso pediatrico e quello sulla coppetta mestruale (non poteva mancare!!!)
Se vi ho convinto a seguirmi, potete farlo agevolmente sulla pagina Facebook e su Instagram e non agevolmente su Twitter (dove il profilo è privato per il terrore che qualche collega, o peggio, qualche capo mi trovi - comunque basta richiedere l'accesso e vi sarà dato, a meno che non vi chiamiate @ilmiocapo o @ilvicinodiscrivania), oppure abbonandovi ai feed.

Alla prossima tappa!

giovedì 14 giugno 2012

Quello che resta di #mammacheblog

Barbara mi ha chiesto un post cazzaro, Patrizia dice che ormai scrivo per elenchi, io ci ho messo 3 giorni a riprendermi neanche fossi andata a un rave. Quindi ecco l'elenco cazzaro e psichedelico (naturalmente random).
- La seconda volta è anche meglio della prima. Stessa spiaggia stesso mare: la formula "ritroviamoci qui come l'altra volta" fa molto reunion, invita alla comunella e alla confidenza, dà sicurezza. La seconda volta non tremi alla vista delle stars, ti metti subito a tuo agio e te la godi molto di più. Io ho praticamente pranzato con Natalia, ma non me ne sto vantando in giro, nooooo...
- La seconda volta ti fa godere della gioia delle "primine" (fin dal viaggio di andata, con Barbara che ogni tanto mi toccava "Ma sei vera?!"), ma non ti evita in alcun modo gli urletti da pollaio quando incontro le altre galline.
- Il meteo (con lo zampino del marito) ha determinato il look: niente abitino sfizioso ma pantaloni verdi e camicia bianca e sandali neri. Ma mentre le altre blogger infilavano in borsa delle comode Birkenstock, io ci mettevo le scarpe coi tacchi, anzi LE scarpe: senza falsa modestia, le più fotografate della mia vita, e per molti, il mio segno distintivo... Maronn', ma quanto me la tiro?!

(Anna: "Dimmi almeno che ti fanno male" "Da morire")

- Ho parlato con Lucia di "Thomas Jay": poche parole, ma il fatto che sia piaciuto così tanto anche a lei mi rincuora e mi esalta, nonostante mesi di astinenza dai libri so ancora riconoscere un capolavoro.
- Ho fatto pochissime foto, tutta intenta a chiacchierare e a seguire i MomTalk. Di una sono proprio fiera: sono tre ragazze fantastiche, tutte e tre primine (la ormai-stra-citata Barbara, Giada di QuandoFuoriPiove e Camilla di Alice in Newland), bellissime. Io ho solo consigliato loro la regola della foto ben riuscita: mento in avanti... 

Vi rimando a blog molto più seri di questo l'approfondimento sui Mom Talk, che quest'anno sono stati molto approfonditi e partecipati: io ho seguito bene bene solo l'ultimo, mi sono divertita, mi ha coinvolto, mi ha lasciato molto su cui riflettere.
Il blog professionale non riesco a farlo: scrivo quando ho voglia, non sono costante, non ho tempo, e quel poco che ho lo disperdo in mille rivoli. Onore e merito a chi riesce a farne una professione e a chi semplicemente lo fa bene perché ha qualcosa da scrivere e sa farlo, ma io cerco di essere onesta con la me stessa blogger: più di così gnaaafò.

giovedì 19 aprile 2012

Ma non chiamatemi nonnastra

Chi figlia giovane ha molte possibilità di essere nonno/a giovane :-) e così ieri il mio marito adorato è diventato nonno di una bambina bellissima tutta rosa e incredibilmente bionda. Sono riuscita a farle una foto sfocata col telefono, mi tremavano le mani per l'emozione...
Una bimba tutta nuova che porta gioia e scaccia paure e fantasmi, una bimba che continua a dormire e ciucciare (chissà se anche lei sarà una "mangiaedorme"...).

Abbiamo vissuto il parto quasi in diretta, e non è per niente divertente stare dall'altra parte senza sapere cosa sta succedendo realmente (come dite? non è divertente neanche stare da "quella" parte?), perché quello che ti viene riferito è impreciso o incompleto e giustamente chi porta notizie ha anche altro da fare (tipo spingere o dire "dai tesoro spingi"). So solo che non è stato il parto che ci auguravamo per una ragazza così giovane e neanche per la pupetta, che giustamente voleva finire la sua crociera nella panza. Alcuni dettagli sono già noti alle mie social-amiche, alle quali chiedevo lumi su ossitocina e induzione. Approfitto dello spazio del blog per pormi, e porvi, delle domande e cercare di capirci un po' di più sul perché il parto naturale non medicalizzato non è la prassi (ovviamente in assenza di complicazioni e patologie) ma una gran botta di culo.

Nipotastra la settimana scorsa (38ma) pensa che sia giusto mettersi podalica dopo n mesi a testa in giù e come darle torto. Lunedì la mamma è in preda all'ansia e allo sconforto, gli ormoni je danno giù di brutto e va in ospedale, dove le dicono che in due giorni si è nuovamente riposizionata bene quindi
le inducono il parto perché hanno paura che si rimetta podalica.
Qui inizia a tremarmi la palpebra inferiore dal nervoso. Magari mi sbaglio ma dentro di me penso che sia un'idiozia e penso che lo facciano solo perché in quel momento hanno posto in reparto. 
Inizia l'induzione, blanda, con uno stick poi soprannominato "Effetto zero". Dopo 24 ore applicano il gel all'ossitocina, poi ribattezzato "Neanche il solletico". (Ora io non lo so se quando inizi l'induzione poi non ti puoi più fermare e quindi sto blaterando, ma 'sta bambina non ne vuole sapere di nascere e il travaglio non si avvia, quindi chiedo: è proprio necessario insistere?). La sera di martedì la portano in sala travaglio e le rompono le membrane e somministrano ancora quella cazzz di ossitocina. Finalmente iniziano le contrazioni,  pare che siano proprio quelle del travaglio ma non c'è dilatazione.
"Se non ti dilati entro un'ora ti facciamo il cesareo"
Quando ci arriva l'sms con questa notizia mi parte l'embolo. E l'insonnia da parto altrui. Mi alzo per smadonnare e fumare e smadonnare, dovendo anche controllarmi per non far preoccupare mio marito che era già in ansia. Abbiamo aspettato questa minchia di ora senza altre notizie; per calmarmi mi sono messa lo smalto. 
Alle 2 è nata la pupattola con taglio cesareo. 

E' bella bellissima, la mamma è distrutta ma felice, alla fine è andato tutto bene. Ma io penso che questa storia potesse essere raccontata in modo diverso, penso che avessero entrambe diritto a una nascita migliore e naturale. E mentre smadonnavo mi è arrivata la mail di Patrizia, che, col suo permesso, copincollo:
"Forse per alcune donne non è importante il modo in cui si nasce, per altre si. Quindi la sopravvalutazione o meno del trauma dipende dalla posizione. Io sono fra quelle traumatizzate dal primo parto che ha scoperto la possibilità di un parto migliore. Il mio "embolo" parte perché secondo me in molti ospedali non si rispetta la fisiologia, non si rispettano i tempi e la privacy della donna. Anche la donna non sa cosa le sta per succedere e quindi non si può difendere. Forse ti sembro estremista, ma vorrei che tutte potessimo ricordare il parto come un momento forte e dolce. È come per i propri familiari, o figli, non ci si augura per loro forse sempre il meglio, dal proprio punto di vista? Siccome per me il meglio è un parto naturale indisturbato, allora ecco perché vorrei che tutte avessimo un parto dolce."

Benvenuta tra noi, piccolina.

giovedì 16 febbraio 2012

3 giorni in ospedale: il post inevitabile

Come dice la mia amica Silvia "Il post di cronache da pediatria non ce lo leva nessuno, eh?" (ormai sei la mia ghotwriter ufficiale, tutti gli incipit sono tuoi!). E quindi cuccatevi le cronache della mamma che si è ritrovata decine di capelli bianchi in più grazie alle convulsioni febbrili della figlia duenne.

Io non sono una mamma ansiosa o iperprotettiva, se i bambini stanno male penso "Li curiamo come dobbiamo e guariranno", se so cosa devo fare lo faccio e basta: stavolta non ne avevo la più pallida idea. Sapevo dell'esistenza di questo bizzarro fenomeno, ma lo attribuivo a bambini più piccoli, predisposti e con altre patologie. Invece lunedì pomeriggio... avevo appena provato la febbre alla piccola, aveva 39,3°, le avevo messo la supposta di tachipirina da poco e avevo mandato il papà a prendere CialtrOne a scuola.  Dopo qualche minuto ha cominciato a emettere dei suoni gutturali, è diventata rigida, con lo sguardo perso nel vuoto, le labbra blu e ha cominciato a sbavare. Ho avuto il tempo di portarla in bagno pensando che dovesse vomitare, le ho dato qualche pacca sulla schiena temendo che le fosse andato qualcosa di traverso e poi ho capito che era una convulsione e che non potevo fare altro che aspettare che passasse. E' durato 15 secondi? (Non lo so, facciamo 10 capelli bianchi al secondo?) Poi le si ammoscia e si appisola. Dopo qualche minuto arriva mio marito, gli spiego cosa succede, chiama la pediatra che ci manda subito in pronto soccorso. Ci fanno passare davanti a tutti sia al PS che in pediatria, dove il medico mi conferma che si è trattato effettivamente di una convulsione e che la ricovera per almeno 48 ore. Coooooosa?!?!

La scelta della stanza
Infermiera: "Dottore, la mettiamo col trauma cranico o con l'infezione urinaria?"
Medico: "Mah, è lo stesso"
Io: "Ehm, io preferirei il trauma cranico"
Infermiera e medico: occhiataccia
Io: "No, sa, magari il trauma cranico non è contagioso..."
Infermiera: occhiataccia
Medico: "Ok per il trauma cranico"
Io: "Grazie dottore, non ho niente contro le infezioni urinarie, ma preferisco i traumi cranici :-)"
Medico: occhiataccia.

Problemi di logistica
Come faccio a dirlo in ufficio, sono appena arrivata, già mi faccio riconoscere...
Come facciamo con Cucciolone (che nel frattempo aveva messo a ferro e fuoco la sala d'aspetto della pediatria) che deve andare a scuola e tu al lavoro, nooo proprio questa settimana che sei a Culonia, tu esci di casa alle 6... Arriva in soccorso Santacognata che si fa carico di ben 3 risvegli malmostosi del nano e lo porta a scuola dopo una dose di cartoni animati (vietatissimi in regime ordinario!)

Compagni di stanza
Il bambino col cranio traumatizzato stava benissimo, anzi forse il cranio si è danneggiato con le 6 ore di Nintendo che si è sparato in un pomeriggio. Poi lo sfrattano a mezzanotte per fare posto a un bambino che aveva bisogno dell'ossigeno: ragazzi che spavento! E' arrivato questo bambino che respirava in un modo che mi ha fatto scoppiare a piangere come non ho mai fatto per i miei, gli avrei dato un polmone se avessi potuto... Per fortuna il giorno dopo stava meglio, ma abbiamo fatto una nottata da incubo, sua madre e io, con lui che ogni tanto rantolava paurosamente sotto lo sguardo preoccupato dei medici. Il terzo giorno lo hanno liberato da tutti i fili e si è fatto le gare di corsa in stanza con la mia picciona che era il ritratto della salute.


La mamma del bambino speciale
Ho scoperto che le mamme dei bambini speciali possono essere delle stronze imperiali proprio come tutte le altre, chissà che mi credevo... Certo che anche sua suocera ci metteva del suo...

La suocera
"Puccipucci mangia tutto sennò la mamma mi sgrida e io piango"
"Puccipucci certo che quando non c'è la mamma sei molto più bravo, eh!"

Co-sleeping
Cedo la poltrona letto alla mamma stronza (che infatti non la usa) e dormo nel letto con la nana.
"Mamma, pottati (spostati)!"
"Mamma vieni qui che ti faccio carezza!"
"Mamma spostati" "Amorino, spostati tu, hai tutto il letto dalla tua parte, sono sul bord... Azz amore mi butti giù!"
"Spostatiiiiiiii!!!"
Fanc* anche il co-sleeping va'!

La mamma del capo
C'è questo bambino ghanese di 5 anni, alto come uno di 12, enorme, che ti arriva alle spalle e ti chiede "Come ti chiami?" 10 volte fino a quando non riesce a ripetere bene il tuo nome e quando gli chiedi il suo ti risponde con un cognome lunghissimo e sua mamma ridendo del tuo sguardo perplesso ti corre in aiuto. Se ti vede al telefono ti chiede con chi parli, a pranzo "Cosa mangi???". E' stato nominato capo-reparto dalle infermiere perché lo conoscono tutti e lui si fa amare da tutti. Gioca tanto con la mia bambina, che a un certo punto gli porge una bambola... Arriva di corsa la mamma "Noooo, è un maschietto, non può giocare con le bambole!", e io "ma no signora, anche il mio gioca con le bambole, che problema c'è?" "Dici?" "Ma sì, dai!" E lei, a fiume: "No perché sai io ho tre figli maschi, giocano tutti con la macchinine... Anzi, adesso che ci penso, ne ho quattro di figli, anche mio marito, è uguale ai bambini, lui non sa niente, non trova mai niente, non sa neanche dove sono le sue mutande!".

La bambina slot machine
Medico: "Dov'è la nostra slot machine?" e i genitori giù a ridere per non tagliarsi le vene. La treenne bellissima gioca a fare le pappe e per sbaglio si ingoia una moneta da 5 centesimi*. Per fortuna piange subito, non si è fermata in gola, è andata nello stomaco*. Gliela tolgono con una gastroscopia in anestesia generale*. Pare che in famiglia da qual giorno entreranno solo soldi da 5 euro in su.
*ogni asterisco è un Porcaputtana che esclamavo durante il racconto della mamma.


Assurdità
Accendere tutte le luci della stanza a mezzanotte per far fare l'aerosol ai bambini mentre dormono (ovviamente si sveglieranno alla fine dell'operazione e si riaddormenetranno dopo due ore).
Rifarlo alle 6.
Svegliarti all'una per mettere il collirio alla piccola.
Aspettare due ore e mezza la lettera di dimissione.

La mancata dimissione
Aspetto il giro visite del mercoledì con la giacca addosso e la valigia pronta sul letto, la bimba è senza febbre, ha fatto già l'EEG...
"Signora, non la dimettiamo di certo oggi!"
"Ma cazzo dottore!! Perché, di grazia?"
"Perché vogliamo che stia almeno un giorno senza febbre"
"Ma porca di quella grandissima troia! Ah, ok (lacrima)"
"Porti pazienza, signora" ("porta pazienza" è l'espressione più usata nel veronese e significa "ti sto inc*lando, non lamentarti")

La dimissione
Accolta con trombette e coriandoli.
Poi a casa aveva 38°...

SocialGRAZIE
A tutti quelli che mi hanno sostenuta attraverso i vari tweet e post su FB. Non ce l'avrei mai fatta senza le belle parole, i messaggi e le risate che mi avete fatto fare.


sabato 14 gennaio 2012

Tutto nero

Tema: mio figlio colora tutti i suoi disegni di nero.
Anzi, prima disegna cose astrattissime ("cos'è questo?" "uno scarabocchio, mamma") o figure stilizzate di mamma e papà a testa in giù, tutti in rosso, marrone e altri mille colori, poi li ricopre di nero.
"Tesoro ma perché colori tutto di nero?" (espressione tra il perplesso e il preoccupato)
"Perché mi fa ridere il nero!" (e giù a ridere).

Svolgimento delle mie colleghe
"Non è che è un po' depresso? Lo porti alle festine?"
"Anche il cugino della panettiera di mia zia colorava tutto di nero, poi è diventato dark e ha tentato il suicidio"
"Un compagno di classe di mia figlia dodicenne è emo e indovina qual era il suo colore preferito all'asilo?"
"Fai sparire tutti i pennarelli neri da casa".

Svolgimento delle mie amiche cosiddette virtuali
"Non ti preoccupare è una fase, anche Picasso aveva le sue"
"Non ti preoccupare, i bambini amano i colori scuri perché risaltano di più sul foglio bianco, e spesso sono quelli che colorano meglio"
"Più che paranoica sei rompicoglioni"
"Lascia che esprima la sua creatività, ci penserà il mondo poi a frustrargliela, e poi finché non lo fa su tende e divani chettefrega?"
"Il mio ha affrescato tutta la casa"
"Io da piccola ho usato lo smalto delle unghie di mia madre per scrivere sulla porta del ripostiglio il nome del mio cavallo immaginario (il ripostiglio era la stalla ovviamente)".

Poi dice che una passa troppo tempo su Facebook.

venerdì 18 novembre 2011

Il mio bambino morde(va)

Squilli di tromba!
Rullo di tamburi!
Sono stata intervistata da Silvia di genitoricrescono! E non con domande tipo "quanto la tua sconfinata bellezza ti ha ostacolata?" oppure "come fai a mantenere quei rigogliosi rotoloni sulla panza?" e neanche "quale pensi che sia la strategia migliore per ridurre lo spread?" (le risposte sono nell'ordine "un tot", "Nutella" e "mah!"). Il post si chiama "Intervista a Chiaradinome: il bambino che morde" e vi invito caldamente a leggerlo e commentarlo: nella mia esperienza, tutti i post di GC hanno dato origine a bellissime discussioni dalle quali ho tratto idee e spunti educativi, magari anche in questo riuscirò a rivedere alcune strategie o a trovarne di migliori.

Piccola digressione.
Qualche giorno fa un'amica mi aveva chiesto un suggerimento su come comportarsi con le maestre del nido che, quando suo figlio mordeva un altro bambino, lo legavano sul passeggino e lo mettevano in disparte: e lei al momento di andare a prenderlo l'aveva trovato così, legato e mortificato. Io ho subito risposto "Chiama i Carabinieri! E ritira tuo figlio da quel nido!" (un filino impulsiva, lo ammetto) poi ho girato la questione alle amiche di Facebook, ricevendo una cinquantina di commenti, più o meno equamente divisi tra le filo-carabinieri e le filo-dialogoconlemaestre. Ci sono stati interventi che hanno sottolineato che la strategia educativa in questi casi vada concordata con le educatrici, altre che hanno visto in questo legare sul passeggino un atto di violenza, altre che suggerivano che forse siamo troppo orientate verso la difesa a oltranza dei nostri figli. C'erano le mamme dei bambini morsi e quelle dei morditori. 
Io sono dell'opinione che questo tipo di risposta non sia una strategia efficace (dice, infatti, la mia amica che appena lo fanno scendere dal passeggino lui ricomincia a mordere), anzi credo che produca solo rabbia in più che non porta a una crescita: al bambino non viene insegnato a smettere, viene solo punito e non ha i mezzi per associare la punizione al morso. E' vero però che ognuno deve fare il suo mestiere e se in quel momento l'educatrice ha deciso di fare così, se assume la responsabilità dei suoi atti: io non li condivido e, in quanto genitore del bambino aggressivo, sono tenuto a sapere come si comporta mio figlio all'asilo ma devo anche dialogare con le maestre per capire come possiamo INSIEME trovare una soluzione. (Io comunque lo ritirerei dal nido, per il momento senza chiamare i CC)


domenica 2 ottobre 2011

Stress da parco giochi

Tre giorni consecutivi al parco giochi hanno minato le mie facoltà mentali e fisiche.
Premessa: non vado mai al parco giochi con i bambini da sola perchè 1. sono due e piccoli 2. perché la nana si fissa sulle altalene mentre suo fratello scorrazza in giro e non riesco a tenerli d'occhio entrambi 3. perché il nano è un attaccabrighe.
Un pomeriggio invece siamo stati invitati a una rentrée post-asilo dalle mamme degli ex-compagni di nido del nano. Bello, bello rivedersi, sapere come sono andate le vacanze, l'inserimento alla scuola materna... ma loro quasi tutte monomamme, io sempre con due, quindi ecco uno stralcio dei dialoghi di quel pomeriggio:

- Ciao Chiara come stai?
- Benone, grazie... NANO metti giù quel bastone!!
- Com'è andato l'inserimento?
- Per ora tutto b... NANA non ti stai facendo la pipì addosso, vero?!
- Anche noi bene, ciao
- (sob)
- Ciao Chiara, quanto tempo! Come sono diventati grandi i tuoi bimbi che belli!
- Gra... NANI non picchiatevi! Anche la tua è bella cresciuta!
- Sì, grazie, mangia e dorme (a 3 anni??). Al lavoro tutto bene?
- Una bella merd... BAMBINI chiudete quell'acqua siete fradici venite qua subito!!!!!!!!!
- Ci vediamo eh?!

Grandi conversazioni! Ho corso come una pazza e fatto la figura dell'Erinni con mio figlio che si aggirava per il parco con un bastone appuntito, sono riuscita a partecipare al gelato collettivo senza traumi, ma quando la piccola ha iniziato la tragedia greca perché non riusciva a fare la cacca (quando finirà 'sta storia?) ho deciso di tornare a casa. E farmi una birra per domare lo stress.
Andarci con mio marito è tutta un'altra cosa: un bambino a testa, ogni tanto eccezionalmente riuniti per pestarsi giocare insieme e tranquillo gelato al circolo anziani adiacente al parco con contorno di milioni di bestemmie da briscola che fanno da punteggiatura alle infinite, incomprensibili, discussioni post-partita. Non vedo l'ora di iscrivermi anch'io (non ho visto donne, ma cambieremo anche questo!).
Il clou è stato raggiunto sabato, quando, nel parchetto del paesino, la mocciosa mi chiede di fare la pipì e io, inconsapevole zoticona, la porto nell'angolo più sperduto senza vedere che al di là della rete, seduti sotto un gazebo, ci sono due stronzi gioviali anziani. Me ne accorgo quando, appena abbasso i pantaloni alla nana, vengo coperta di insulti perchè "non è possibile far fare la pipì ai bambini sul prato, chiamiamo i carabinieri, non mi interessa quanti anni ha la bambina, andate al bar!". Chiedo scusa e mi riavvio mesta alla panchina, la nana riprende a giocare diemnticando il motivo per cui si era interrotta, mio marito ridacchia mi è solidale.
Quando arriva questo benedetto autunno che ci impedirà di andare allo stramaledettissimo parco giochi?

P.S. Tento di trarre una lezione dalla scenetta con gli stronzi anziani: da domani scatta la raccolta firme per una petizione al Comune per avere dei bagni chimici nei parchetti della zona. Ce la faranno i nostri eroi?

lunedì 26 settembre 2011

Il mio Mom Camp

Siamo partite, io, Chicca e Patrizia, con l'eccitazione delle adolescenti che vanno in gita: una macchina piena di chiacchiere, risate e aspettative (e un labile pensiero ai mariti rimasti a casa con la prole). Avevo in corpo pochissime ore di sonno, un po' perchè sono andata a letto tardissimo per preparare i gadget per me e The Artist (con lui che continuava a chiedermi foto e io non avevo niente di pronto da fotografare), un po' perchè avevo deciso di dedicarmi a trucco e parrucco (leggi: doccia) prima dell'alba, e molto perchè non riuscivo a dormire per l'emozione di quello che mi aspettava.
Temevo di fare figuracce, e qualcuna l'ho fatta, tipo chiedere su twitter a @forbiceverde se era anche lei al camp e l'avevo appena salutata - ma com'è difficile associare TUTTI i nomi e i volti a TUTTI i nickname che frequento?
Avevo paura che presentandomi avrei ricevuto un coro di "Chiaradecheeee??" e invece ci si salutava come se ci fossimo viste proprio ieri, e qualcuno mi ha anche detto "seguo il tuo blog, mi piaci un casino, eccetera" e io facevo fatica a crederci (poi la sera mio marito mi ha detto "Allora sono sposato con una famosa!").
Sapevo che avrei fatto anche un po' la figura della fan sfegatata un po' stalker, ma quando vedi Silvia Tropea come fai a non inginocchiarti davanti a lei?
La giornata è stata splendida.
Se chiedete alle donne che hanno partecipato un commento al volo sull'evento, il 90% di loro vi risponderanno "E' stato bellissmo conoscere persone con cui chiacchiero tutti i giorni attraverso il blog o su Facebook e poter finalmente dare un volto a un nickname. E pensare che in fondo è come conoscersi da sempre anche se ci si vede per la prima volta oggi". Sapete invece cosa ho risposto io, durante l'intervista alla web radio mammeinradio.it con le favolose #donnexdonne? "Mi ha colpito il fatto che pur essendo tutte donne, continuiamo a guardarci le tette: lo facciamo per leggere l'adesivo dove c'è scritto nome cognome e blog, ma è veramente surreale". Immaginate questa folla di tipe che si scrutano proprio lì, invece che guardarsi in faccia, e poi esclamano "Ah tu sei Stefania! Monica! Lucia! Pentapata!" (se è per questo io ho anche esclamato "Ah tu sei Equazioni!"...). Questo per quanto riguarda le neofite del camp o del mondo dei blog. Le vip invece tentano disperatamente di raggiungere una pizzetta (sono proprio gggente come noi!) mentre orde di fans le ferma per foto, per scambiare quattro chiacchiere o per rifilargli il proprio gadget (questa sono io). A parte gli scherzi, ho avuto modo di conoscere le vip, Mammafelice, Claudia Porta, Wonderland, e sono davvero fantastiche, disponibili, alla mano (direi anche un po' soprannaturali, perchè io continuo a non capire come fanno a fare così tante cose senza strinare e anche avere il tempo di mandarti messaggi carini il giorno dopo).
Io mi porto nel cuore gli abbracci con Silvia di genitoricrescono,  la simpatia delle due Chiara, la grinta di Silvietta, le risate con Barbara, le chiacchiere con Marlene (e mi vanto di aver pranzato con lei), lo sguardo di Lucia, la complicità tonnesca con Monica e Stefania, l'energia di Jolanda (che ha organizzato tutto!), le twittate con chi non c'era. Mi dispiace solo che l'evento non sia durato un po' di più perchè avere il tempo di parlare con tutte proprio non c'è stato, anche perchè c'erano degli interventi molto interessanti da seguire (non tutti lo sono stati, devo dire...) e pareva brutto fare proprio come a scuola, dove si chiacchiera nelle ultime file...

E siccome alla lotteria il mio povero biglietto 34 azzurro non ha rimendiato neanche un ciuccio, ho deciso di  consolarmi premiando i miei preferiti (che non vincono niente, ça va sans dire) tra i partecipanti. Rullo di tamburi...
And the winner is...
- la miglior scoperta: lo staff di mammeinradio.it featuring Veronica, che hanno allietato lo spazio esterno con interviste allegre e interessanti
- la più timida: Marlene (continuo a chiamarla così anche se ora so il suo vero nome!), che, pur tremando, ha fatto l'intervento che ha colpito e centrato meglio il tema del camp. Marlene vince anche nelle categorie "grinta" e "dolcezza". Fantastica.
- il miglior esordio: Barbara Damiano, aka Mammafelice, "Grazie per avermi messo dopo la nutrizionista!" Ovazione. E poi "Ciao, sono Barbara Damiano, ho 35 anni e non mi connetto a Internet da un'ora e mezza". Standing ovation. E qualcuno ha proposto di portare le vuvuzelas per i suoi interventi ai prossimi camp.
- gli outfit migliori: tutta la vita Jolanda in bianco e tutti gli accessori versi come i pantaloni. Poi Le Funky Mamas, Sabrina di Vivere semplice e Costanza ItMom. Ma anche il caftano di Lanterna. E la collana di Anna Lo Piano / Piattins.
- la più inseguita: Wonderland, che però ricambiava proponendo a tutti gli adesivi del nuovo sito Mums Up con uno squillante "Ti posso stickerare?"
- la più geek: parimerito tra Lucia che twittava (a me e Stefania che eravamo 2 metri dietro di lei) mentre ascoltava gli interventi e Barbara che con un'utilissima app ha calcolato le calorie della trippa (85 in100 grammi se vi interessa)
- la più commossa: Silvia, che ha ricevuto decine di apprezzamenti per genitoricrescono e se lo meritano, lei e la sua capa a Stoccolma.
Se volete leggere le impressioni degli altri partecipanti andate sul sito del Mom Camp, dove troverete anche alcuno video. Qui invece ci sono le mie foto. Alla prossima!!
Le #veretonne

Veronica intervista Silvia "Facce ride'"

Lo spazio per i depliant e in primo piano i segnalibri miei e di Queen

Bismama interviene da casa via Skype

Silvietta presenta le mamme OGM con un'illustre valletta

Complicità

4 blogger su 6 si chiamano Chiara!
Io e Silvia

domenica 18 settembre 2011

Cose che si possono fare su Internet

Il bello della rete? Fare di tutto senza spostarti da casa, potendo seguire i tuoi figli nella sistematica opera di distruzione della stessa; sopravvivere a un lavoro che detesti, che ti sminuisce come persona e che ti toglie ogni amor proprio; conoscere esattamente il tipo di persone che vorresti frequentare. 
Non è tutto qui...
- Si confrontano i primi giorni di tutti i blogfigli trovando anche il modo di far incazzare qualcuno: da questa incazzatura nasce su FB una stimolante discussione tra donne intelligenti e ironiche che portano un'altra Chiara a scrivere un post delizioso.
- Si creano gruppi di persone affini: dalle #donnexdonne alle #veretonne, passando per le #galline. Da quest'ultimo, che mi ha scatenato una crisi di ridarola mentre ero al lavoro, è nato un progetto grafico che vedrete tra poco su questi schermi (opera del #gallogaio, the artist, il creatore del bollino B.A.B.)
- Si fa il tifo, ma non per i calciatori, che sostanzialmente ci stanno sulle palle (a meno che non ci sia un buon motivo per farlo, vedi la schedina di Belqis...), ma per chi lotta, per chi s'impegna, per chi vuole cambiare. E ci si incazza (con dei buoni motivi, stavolta) perché meritiamo di meglio di un premier puttaniere e della sua corte di lecchini e zoccolette, incapaci e avidi; strano a dirsi, non se ne trova uno che ammetta di averlo votato. E cerchiamo un modo di uscire da schermi e tastiere e rovesciare questo regime che ci porterà alla rovina come ha scritto qualcuno su Twitter, è ora di rispondere a Se non ora, quando? con Adesso basta!
- Si approfondisce. La notizia dell'italiano arrestato in Svezia per aver picchiato il figlio occupa due minuti in cronaca e qualche dibattito, presto dimenticato, ma noi no, non ci fermiamo e ce la facciamo raccontare per bene da Serena, che in Svezia vive e che scatena anche lei un dibattito (più di 100 commenti!) sui pregiudizi, sui media, sui metodi educativi; o da Metilparaben, che invece risveglia, suo malgrado, gli animi di chi difende, con argomentazioni paradossali, la violenza "a fin di bene".
- SI STIRA (... cioè.... io ci ho provato stasera, ma con tutto quello che dovevo fare qui...) Come? Lo suggerisce la mia amica Patrizia su FB "Io ho proposto i Gruppi di Stiro Solidale. Ci vorrebbe una app speciale, che ci legga FB e ci permetta di chattare mentre stiriamo, o anche di twittare. Che ne so #stecazzodimanicheasbuffo, #collettodimerda #mannaggiaachiregalal'abitoavolantallebambine. Si sa che se esterniamo e bestemmiamo un pò poi espletiamo i nostri doveri di schiave con più docilità, no?" Sì!!!!
E voi, cosa ci fate su Internet?

P.S. se tutto questo può sembrare cazzeggio me ne frego. Mi sta per scoppiare il cuore di felicità perchè incontrerò tutte le mie amichette virtuali al Mom Camp, sabato 24 settembre. Lo dico piano perchè ho il terrore che qualche sfiga mi impedisca di andarci (NON VEDO L'ORA CHE SIA SABATOOOOOOOOO!!!!)

lunedì 12 settembre 2011

Magoni, spritz e una sorpresa

Stavo per scrivere un post acidissimo sulle mamme in lacrime il primo giorno di asilo, scuola elementare, media... facendo la cinica snob perchè il mio sta solo per iniziare la materna dopo anni di nido, ecchesaràmmai... buahhhh! il mio bambino, cresciuto così in fretta, mi sembrava ieri che entravo in sala parto (seeeeee, un travaglio di 3 anni...).
Avevo già ironizzato con Silvia sul kit di lacrime posticce delle #bravemamme, sotto le quali si celava una risata di sollievo e liberazione. Poi ho cominciato a leggere i post delle mamme che effettivamnte stamattina hanno vissuto questa tappa e le ho ironicamente divise in "mammemagone" e "mammespritz": non vorrete mica che ve le elenchi? Guardate il blogroll a destra ;-) 

Ma adesso non è neanche di questo che voglio scrivere ma della grande emozione che mi ha dato leggere il post di Nora, che adesso ha un cuore in più. Chi conosce la sua storia sta commosso davanti al video e incrocia le dita per lei. Io la ringrazio perché in una giornata come oggi, in cui i mocciosi mi hanno sfiancato e succhiato ogni residuo di energia e amor proprio, leggere Nora e ricordare il momento in cui ho visto il cuore dei miei figli la prima volta mi ha riconciliato con loro e con me stessa.
Però mercoledì, bambini miei, vita mia, cuoricini pulsanti... voi nido e materna, io spritz. Grazie.

mercoledì 11 maggio 2011

Consigli

Tutta la notte? 
Sì, neanche un risveglio.
Beata te, la mia si sveglia 2-3 volte, piange, vuole stare in braccio...
Ma guarda che io l'ho abituato da subito, in camera sua nel lettino appena tornati dall'ospedale. E quando piangeva lo lasciavo fare, anche per un'ora... Cioè non è che posso star sveglia tutta la notte perchè lui vuole venire nel lettone, scherziamo?
Ma io non riesco a lasciar piangere la bambina, cosa diranno i vicini?
Beh, si abituano! Ma mi raccomando non prenderla in braccio, sennò prende il vizio! Guarda che sono già furbissimi anche da neonati: lei ha imparato che tu la tiri su quando piange e adesso non te la cavi più. I vizi sono le prime cose che imparano!
Anche il pediatra me l'ha detto "Signora, la bambina deve imparare che siete i suoi genitori, non i suoi amici!"... Ma io proprio non ci riesco a farla piangere, anche perchè la allatto, magari ha fame...
Sicuramente hai poco latte! La fai la doppia pesata? Come no? E come fai a sapere se ha mangiato? La pediatra mi ha detto che non devono mangiare di notte sennò poi si abituano e sei schiava.
Adesso la attacco ancora un po'...
Ma se l'hai allattata un'ora fa? Poi non digerisce se mangia così spesso. Vedi che non hai latte?! Altrimenti a quest'ora sarebbe sazia. Ti ha presa proprio per il suo ciuccio, ormai ha il vizio. Ma poi ti metti ad allattare al parco, in pubblico?!
Ma piange!
Sono capricci, non l'hai ancora capito quant'è furba?

domenica 17 aprile 2011

Un'altra guerra tra donne

Prendo spunto da questo articolo e dalla discussione che ne è scaturita nei commenti allo stesso e nel profilo FB di un amico. Premessa: io sono stata da entrambi i lati della barricata quindi so di cosa parlano i single, ma ora sono dalla parte delle mamme e vi assicuro che di privilegi in campo lavorativo ne ho visti pochi. Ricordo molto bene il mio ritorno al lavoro e l'amarezza che mi ha accompagnato in ufficio per mesi: mi sono sentita frustrata, sminuita nelle mie capacità lavorative e intellettuali, scavalcata dall'ultima arrivata, ignorata; ho pagato caro il fatto di aver avuto la gravidanza a rischio e di aver preso tutto il congedo possibile - sono stata assente per mesi, è vero, non mi hanno licenziato (non potevano), anzi, mi hanno dato il part-time, ma queste "concessioni" le ho richieste e ottenute perchè non avevo scelta, non perchè avevo bisogno di più tempo libero (sarebbe il caso di definirlo anche, questo tempo libero: sono sicura che una mamma ne dà un significato molto diverso da una single - mettiamoci d'accordo sul fatto che è il tempo non dedicato al lavoro): i bambini erano piccolissimi e non potevo contare su aiuti familiari (nonni), i nidi hanno orari e calendari rigidissimi, e sono cari.
Si parla nell'articolo di prevaricazioni subite da chi non ha famiglia sul posto di lavoro riguardo a ferie e orari: chi ha figli ha la priorità di scelta del periodo di ferie e i single ne soffrono. Dice il mio amico: non è giusto che a me saltino le ferie perchè ci deve andare la mia collega-mamma e non è giusto che il mio amico debba fare turni doppi e senza ferie (stiamo parlando di medici: quando volete lamentarvi della sanità, chiedete prima al medico che vi cura da quante ore è in ospedale....) perchè ha due colleghe assenti perchè incinte; il mio tempo libero vale quanto il tuo. Copio-incollo: "Il problema reale é che nel lavoro la decisione splendida di costruire una famiglia non dovrebbe ricadere come peso lavorativo sui colleghi / e che o per scelta o per sfortuna sono single. O non hanno una famiglia " regolare" e certificata". E sono d'accordissimo! Ma allora perchè ci facciamo la guerra tra noi anzichè prendercela con un sistema lavorativo/scolastico/sociale che non sostiene nessuno dei due? Perchè le colleghe incinte non vengono sostituite per il periodo necessario? Perchè non mi ribello al capo che mi chiede gli straordinari non pagati quando c'è carenza di personale? Perchè le scuole chiudono per 3 mesi? Perchè dobbiamo fare le ferie tutti nello stesso periodo? Notare che stiamo parlando di una guerra tra ricchi, cioè persone che hanno un lavoro, che non sono state licenziate all'annuncio della gravidanza, che hanno potuto permettersi di stare a casa col 30% dello stipendio. E notare che in guerra ci vanno sempre le donne, stavolta sono le single contro le mamme, ma dove sono gli uomini?  Tutti lì a subire? I papà di quei bambini incastrati tra mille impegni, orari, vacanze; i capi che impongono riduzioni di ferie; i compagni di queste donne in lotta? Invece che affrontare il problema reale ci scanniamo tra di noi e restiamo in attesa di una nuova guerra. Quale sarà la prossima, dopo single contro mamme, allattamento al seno o artificiale, autonomi contro dipendenti, italiani e immigrati? Io la butto lì: è più intelligente la mora o la bionda?

P.S. ne parlano anche su Trashic donne molto molto argute.

giovedì 7 aprile 2011

Una nascita eccezionale

Oggi ho visto nascere due genitori. Ho visto le lacrime di una nonna per una nipotina di 9 mesi. Ho pianto fortissimo con la mia vicina di casa (poi ci siamo dovute ricomporre per andare a prendere i bimbi al nido). Ho la pelle d'oca ogni volta che ripenso a quei tre. Che sono nati oggi, a migliaia di chilometri da qui.

Come sapete ho due figli: due gravidanze e due parti diversi ma uniti dalle stesse emozioni - stupore, dolore, calore, intimità, scoperta, paura, amore. Posso dire tranquillamente di essermi innamorata dei miei figli appena li ho visti, li ho sentiti miei, li ho finalmente toccati. Tanta è stata la difficoltà nel farli venire al mondo, tanto il sollievo nel non doverli più trattenere. Sono stata fiera di aver partorito entrambi naturalmente, con l'aiuto di un'ostetrica bravissima (la stessa per entrambi!) e il sostegno di mio marito: è stata la prima volta che mi sono trovata all'angolo, senza possibilità di scelta, senza scorciatoie ipotizzabili, da lì dovevano passare... Poi lasciamo perdere che il primo aveva 4 giri di cordone intorno al corpo ("Abbiamo visto che c'era un po' di sofferenza fetale, ma abbiamo pensato di farti proseguire, andavi benissimo..." - vi è andata di culo, diciamolo) e della seconda sono riuscita a partorire solo la testa, poi la gine me l'ha spinta fuori con una manovra di karate. Ma che soddisfazione! E' andata bene, sono stata brava e faccio un tifo sfegatato per il parto naturale: ho avuto compagne di stanza cesarizzate e pativo con loro l'impossibilità di muoversi e di prendere il neonato in braccio. Naturalmente l'essere diventata mamma mi ha insegnato a sospendere il giudizio o, almeno, a non esprimerlo di fronte a chi si è trovato in situazioni diverse dalla mia, a chi ha fatto scelte diverse: consiglio alle mie amiche di provare il parto naturale, di allattare, di portare con la fascia, senza impormi, e non critico MAI chi fa diversamente. L'ultima soddisfazione mi è stata data da una cara amica, mamma da poco, in difficoltà con l'allattamento e con l'inevitabile coro di pareri soi-disant autorevoli e imprescindibili: le ho detto di fidarsi del proprio istinto, di seguire eventualmente una sola linea di condotta, di scegliere una persona di fiducia (che sia l'ostetrica, il pediatra, la ginecologa, l'amica, la mamma) che non la faccia sentire inadeguata o paranoica; ecco, quest'amica mi ha detto che ero la prima persona a farla stare bene come mamma.
Tutto questo preambolo per dire che le emozioni che ho vissuto e conosciuto con la gravidanza, il parto, l'allattamento non sono paragonabili a nient'altro nella vita. E invece no. Oggi ho visto una mamma senza pancia, senza sala parto e senza latte avere lo stesso sguardo di una mamma "naturale"; l'ho vista mostrare fiera le coscette della sua bambina. Ho visto un papà che non aveva abbastanza faccia da contenere il sorriso. Ho visto una nonna piangere perchè la bambina si buttava tra le braccia del papà, un papà che ha conosciuto oggi. E secondo me si sono riconosciuti subito anche loro, quando si sono visti, quando si sono potuti toccare e abbracciare. E già si assomigliano.
Una gravidanza lunga anni, un parto lungo un volo di 20 ore.

Questo post partecipa al blogstorming

mercoledì 9 marzo 2011

Due bambini nuovi di zecca

Auguri a due mamme che da poche ore hanno messo al mondo i loro cuccioli.

Due donne diversissime in tutto,
una precaria,
l'altra imprenditrice,
una credente,
l'altra mangiapreti,
una razionalissima, pessimista, tenace,
l'altra che sembra capitata per caso anche nel reparto maternità,
entrambe sposate, plurilaureate, lavoratrici...
Auguro loro di essere le madri che vogliono essere, libere da condizionamenti e imposizioni, affettuose quanto vogliono e ferme quando serve, felici di essere mamme nonostante tutto.
Auguro loro di aver messo al mondo una generazione migliore, più fortunata, più compresa, più amata.
Auguro ai loro meravigliosi neonati di crescere in un Paese migliore, che potranno scegliere di abitare e non dal quale vorranno scappare.
Auguro alla bambina di voler bene a se stessa e di essere una donna libera. E al bambino di amare se stesso e le donne che lo incontreranno.
Infine auguro ai loro papà di non perdere quella luce negli occhi che hanno ora che sono appena nati i loro cuccioli, nonostante le difficoltà, la stanchezza e i cambiamenti.
Benvenuti bambini!

sabato 4 dicembre 2010

Chi l'avrebbe mai detto?

Se qualcuno mi avesse detto che stamattina mi sarei divertita come una pazza, l'avrei preso a sberle. Che cosa c'entro io con nastrini, carte colorate, colla a caldo, stelline, paillettes dorate, pennelli, brillantini e soprattutto, BIGLIETTI DI AUGURI??? Niente, nada, nichts, ZERO! Io ho sempre detestato (ma forse invidiato) chi riesce a fare di tutto coi materiali di riciclo, découpage, scrapbooking e altre diavolerie: ammiro le opere ultimate ma non voglio sapere COME sono state fatte, quanti minchia di metri di nastro, aghi, fili e passamaneria hai dovuto impiegare per fare una bambolina di 7 centimetri... Non ho abilità manuale, cucio un bottone se proprio non si può farne a meno, sennò butto tutto il vestito; con la pasta di sale sono una frana, ci riesce meglio mio figlio che almeno pasticcia per ore e va fiero dei suoi mostri (ma forse quello che gli piace di più è proprio pasticciare); le altre attività "nanesche" le delego al nido, dove le mestre (bravissime) hanno pazienza e savoir-faire. Non sopporto le feste per tutto il contorno materiale che le accompagna: regali, biglietti di auguri, fiocchi, decorazioni... Lo so, è molto orsesco questo atteggiamento ma oggi ho capito anche da dove deriva: non ho il tempo, nè i materiali adatti, nè lo spazio per dedicarmi a queste attività, che peraltro si sono rivelate invece molto divertenti e foriere di soddisfazioni inaspettate. Infatti oggi le maestre del nido hanno organizzato una mattinata aperta a mamme e papà per creare le decorazioni dell'albero di Natale e il presepe. Quando sono arrivata e i bimbi sono stati mandati nella stanza dei giochi, mi sono trovata davanti i tavolini ricoperti da un tripudio di carte colorate, fiocchi, brillantini, colle, nastri, pennarelli... e mentre i papà facevano il presepe, le mamme dovevavo fare i biglietti di auguri da appendere all'albero: e tutti quei materiali variopinti erano un invito a nozze per tirare fuori creatività e manualità. Ecco le mie (ammirate) creazioni:




Ho ricevuto dei bei complimenti dalle mamme, come se fossi la dea del collage, ma a dire il vero neanche io mi aspettavo di avere tanta inventiva e capacità di realizzazione manuale... ehi, non è che me la sto tirando, ma giuro che è dalla scuola elementare che non produco oggetti simili...

Se avete tempo, e non l'avete già fatto, andatevi a leggere quello che ha scritto Wonder sulle "convinzioni pre-maternità": quello che ho fatto stamattina non era proprio un giuramento, ma una cosa che, prima di diventare mamma, non avrei mai immaginato di fare. E mi è riuscita. Applausi.

giovedì 21 ottobre 2010

Le mamme non devono lavorare

Questo è un post molto arrabbiato sul mondo del lavoro e in particolare su come il mondo del lavoro accoglie le donne al rientro dal congedo di maternità. Tengo a precisare (anche se sono stufa di farlo) che non sputo affatto sul mio lavoro: mi ha dato di che vivere per anni, ho un contratto a tempo indeterminato, ferie, malattia, rimborso spese sanitarie, dopo la maternità mi hanno concesso il part-time senza problemi. Posto che comunque mi sembra che questi siano dei diritti e non dei regali per i quali dobbiamo essere grati con l'inchino. Mi rendo conto che c'è chi sta messo molto peggio di me. Lo so. Ma io adesso sono arrabbiatissima per quello che sta succedendo a me, anche se me lo aspettavo.
Prima di diventare mamma facevo un lavoro che mi dava (pochine) soddisfazioni, all'interno di un callcenter: variava ogni giorno, dovevo impegnarmi e sapere un sacco di cose, il rapporto con le colleghe era perfino affettuoso e di amicizia, avevo una posizione di media responsabilità, c'erano persone che mi chiedevano consiglio, passavo per "quella che ne sapeva" (e lo ero!). Certo, era faticoso, spesso noioso e alcune procedure stupivano i più per quanto erano complicate e inutili. Ma in fondo mi piaceva.
Dopo la nascita del bimbo mi hanno "concesso" il part-time, mi hanno fatto un po' di formazione per rinfrescare un po' le mie nozioni e... mi hanno messa al telefono! Spiegandomi che era nella politica dell'azienda, tutte venivano spostate al telefono... A parte quelle che nel frattempo erano diventate "cape": età media 22 anni, senza figli, erano le tizie che fino all'anno prima chiedevano a me come fare, ora se la tiravano e "concedevano" un giorno di ferie o un'ora di permesso! Per fortuna la maternità mi ha portato ad avere una pazienza esagerata e una maggiore morbidezza nei rapporti con gli altri: me la sono messa via e mi sono fatta piacere il lavoro al telefono (le mie vecchie colleghe dicevano: "ma come? TU al telefono?!"). Davvero mi piaceva: in poche ore sentivo decine di persone da tutta l'Italia, ogni telefonata era un mondo a sè, e in più avevo cominciato a farmi apprezzare dalla capa senior, nonchè da capo de' capis...
Poi nuova gravidanza, a rischio per minaccia d'aborto, resto a casa quasi subito...
Ho ricominciato lunedì. Discorsetto del capo: adesso ti metti TRANQUILLA in quell'ufficetto, e molto tranquillamente aspetti che facciamo una nuova formazione, non prima di gennaio però, sai è cambiato tutto da quando sei andata via... Morale: faccio inserimento dati. Anzi: io e la mia laurea facciamo inserimento dati. Meglio: io, la mia laurea, gli anni di esperienza lavorativa, l'Erasmus e l'insegnamento a Parigi, facciamo INSERIMENTO DATI. Come se la maternità avesse azzerato ogni mia conoscenza, come se non fossi in grado di prendere in mano il malloppo con la formazione e studiarmelo e sapere tutto per domani (ho preparato così la maggior parte degli esami...). Ce l'ho anche con me stessa per non aver avuto la forza di oppormi e per non aver fatto valere le mie ragioni. Ora resterò zen, attenderò qualche giorno poi chiederò lumi su questa fantomatica formazione; non voglio risultare insistente ma neanche diventare parte della tappezzeria dell'ufficio... Già è deprimente... Per fortuna la mia splendida befana mi guarda e mi dà forza... Però che giramento di maroni...

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