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lunedì 3 dicembre 2012

La risposta del cavolo: una recensione cialtrona

"Mamma, ma la Daria come ha fatto a uscire dal tuo pancione? Ti si è rotta la pancia? È scoppiata?"



AIUT.



E ora cosa gli rispondo?
- Vado di api, fiori, cavoli, cicogne?
- "Si sono rotte le acque, sono andata in ospedale, visita, monitoraggio, dilatazione, massaggi, contrazioni, spinte, manovra della gina, e poi è uscita"
- Corro in bagno, mi disegno una cicatrice sulla pancia, esco trionfante e voilà (il cesareo è così facile da spiegare, ma perché diavolo non ho fatto un cesareo?!)

- Chiara?
- Chi? Io?
- Sì (cretina), tu...
- Sei un angelo venuto a salvarmi? Un angelo femmina?
- (Quant' si' scem') Chiara torna in te. Ricordi? Sei una mamma moderna, intelligente, sveglia!
- Moderna, sì.
- Dicevo, ritorna in te. E pensa al libro che hai appena letto, in anteprima (sì, perché solo i fighi veri leggono i libri inediti, nevvero?)...


- Gesù! Anzi Dio! Anzi angelo! Anzi BARBARA SUMMA! Avrei dovuto capire subito che eri tu la mia salvezza!
- L'accento abruzzo-olandese avrebbe dovuto suggerirti qualcosa, infatti...
- Già, ma la domanda del pupo mi ha rallentato le sinapsi...
- Allora, fammi vedere che hai capito quello che hai letto.
- Ok, la rifacciamo.

"Mamma, ma la Daria come ha fatto a uscire dal tuo pancione? Ti si è rotta la pancia? È scoppiata?"
"No, non si è rotta la pancia. La mamma ha spinto forte e Daria è uscita dalla patatina"
"Ah, ok"
#EPICWIN

Qui non voglio rivelarvi tutto il prezioso contenuto de "La risposta del cavolo. Guida semiseria per genitori disperati alle risposte dei figli su sesso e società" di Barbara Summa, la mitica Mammamsterdam (ma è anche ancora qui). Ma tra le leggi fondamentali del libro c'è "dare risposte chiare, concise e soprattutto comprensibili" (sperando che non generino ulteriori domande, magari più spinose): questa legge è ormai dentro di me (e il cielo stellato sopra di me) e la applico non solo alle (per ora rare) domande sul sesso. C'è da dire che i miei figli sono ancora piccoli e hanno delle menti semplici, mica come i suoi che le chiedono anche "come si fa a togliere il tampax": la temuta domanda successiva, "E come ha fatto la Daria a entrarci?" arriverà tra un po', ma anche per quella ho la risposta già pronta (ovvio che l'ho letta nel libro di Barbara).
[Figli miei non vi temo, chiedetemi la qualunque, le so tutte!]
Attenzione! Non è un manuale né un prontuario per genitori incapaci! Anzi, i capitoli finiscono con i contro-esempi dal titolo "Non fatelo anche voi" (anche i guru sbagliano, per fortuna!) tipo quando, riferendosi al classico pirata della strada, denominato lo stronzo, lei dice ai figli "E niente amore, più che uno stronzo è uno che crede di avere il pisello piccolo e se si siede su una moto grossa e rumorosa gli sembra di averlo più grande", vaglielo a spiegare poi...
Dicevo, non è un libretto d'istruzioni: è innanzitutto un godibile viaggio nel mondo di Barbara e della sua famiglia (io adoro sua madre!) raccontato con lo stile che noi lettori di Mammamstedam conosciamo bene, con qualche volo pindarico in meno (santa editor!) a vantaggio di una scrittura appassionante e coinvolgente. E poi è la comunicazione viva a attraente di un modo di affrontare i dubbi dei bambini, e dei genitori, su tutti i temi che riguardano la sessualità e la società: si passa dal rispetto del corpo alla masturbazione, dalla pedofilia alla prostituzione, ma c'è spazio per omosessualità, separazione, sessismo, internet.
E si fa pace con gli errori che abbiamo fatto e che per fortuna faremo ancora: insomma, si cresce. Ma ridendo un sacco, anche.

(Post it)
Io mi sono commossa già dall'introduzione di Massimo Giuliani, potete leggerne una parte qui.
Ma ancora di più mi commuove questa possibilità, per noi forti lettori (quelli che conosco sono tutti così: entrano in libreria e cambiano espressione, si estraniano per ore; ricevono il pacco di libri ordinati su Internet e lo aprono come se fosse il regalo di Natale tanto atteso; non importa se su carta o su tablet, il libro è per noi una magia, sempre): quella di conoscere, anche se solo virtualmente (ormail la odio questa parola), gli autori dei libri che leggiamo o che leggeremo. Li seguiamo nella fase della scrittura, esultiamo per la pubblicazione, andiamo alle presentazioni come a trovare gli amici, ci scambiamo opinioni... Questo non toglie nulla alla magia della scrittura, e neanche la soggezione che continuano a incutermi gli Scrittori. Però quanto mi dà soddisfazione leggere quei nomi in copertina e conoscerli già? L'altra sera con Barbara, la mia MSS, discutevamo del nostro carrello dei libri di Natale... "Ne abbiamo una cifra da prendere: quello di Claudia, quello di Elisa, poi Barbara, Luana, Anna, Zelda, Rossella...". Capito cosa intendo?

(Post it 2 fondamentale)
"La risposta del cavolo" esce il 5 dicembre, ma si può già prenotare e acquistare qui:
Amazon
La Feltrinelli
Ibs
e per restare aggiornati sul tour di presentazioni c'è la pagina di FB.

giovedì 25 ottobre 2012

Alimentazione cialtrona

Il tema del mese di Genitoricrescono mi offre lo spunto per fare il punto (spunto-punto e vabbè) su come stanno crescendo i miei due Cialtroni. Mi vorrei concentrare su come è cambiato nel tempo il modo di mangiare di CialtrOne: primo, perché lui ha quasi 5 anni e il periodo di osservazione è più lungo; secondo, perché sua sorella, 3 anni, mangia tutto-sempre-dicontinuo e quindi non fa testo: nessuna variazione, nessun momento di down, quella magna come un lupo a ogni ora del giorno.
E lui? Ha avuto diverse fasi.

Allattamento. Latte di mamma esclusivo fino ai sei mesi, poi solo notturno fino ai 13, ma ve l'ho già raccontato qui. Praticamente ce l'avevo attaccato sempre, 36 ore su 24, era un vero tossico della tetta, io indossavo solo maglie scollatissime perché reclamava il pasto a ogni dannata ora del giorno e della notte.
Svezzamento. Da manuale (del pediatra italiano): brodo e farine, passati di verdura, omogeneizzati, mela frullata. Tutto bene, non ha mai schifato il pappone brodoso, tranne i primi che erano veramente inguardabili, me cretina che mescolavo la farina col cucchiaio invece che con la forchetta. E se aveva sete? "Allontana da me quell'amaro calice" che poi era il biberon, che non ha mai considerato come oggetto per bere fino ai 12 mesi. E quindi tetta. Però la prima parola che ha detto bene è stata acqua (proprio col cq l'ha detta).
La fase mangio tutto, assaggio tutto. "Delizioso questo passato di verdure!", "Mmmmmm buono il baccalà!", "Adoro la frutta", "Ah guarda, potrei anche diventare vegetariano per quanto mi piacciono le verdure!" "Carne tutta la vita! Ma vuoi mettere il pesce?!" [Libere interpretazioni della mimica facciale e dei pochi suoni gutturali che uscivano durante i pasti].
La fase "Che schifo!". Tutto schifo, tranne la pasta in bianco, ma non sempre, il pane, la carne ma tagliata come voleva lui, il latte.
La (conseguente) fase del "tutto purché mangi". E quindi qualunque schifezza era concessa purché introducesse qualche caloria nel magro corpicino. 
L'attuale "mangio anche i muri". E concludo i pasti con uno yogurt, grazie.

Ovviamente tutto questo quando si parla di mangiare a casa. Al nido prima e alla materna ora mangia la qualunque, anche spinaci e insalata. Per non parlare di quando è dai nonni. 
"Ciao nonna [...] cos'ha mangiato il puzzone?" 
"Pasta col ragù, due bistecche, un wurstel, patate, un pezzo di formaggio, pane e uno yogurt." 
"Minchia!" 
"A pranzo. A cena invece due piatti di minestra, due uova sode, pomodori, formaggio, pane e due yogurt" "Ah". 
Già. 

Mi sento molto figa fortunata perché non mi ha mai dato grossi problemi da questo punto di vista, non ho mai insistito perché finisse tutto (anche se mi fa incazzare abbestia quando si alza da tavola a metà piatto) né mi sono preoccupata quando era nel periodo in cui mangiava due fusilli in tutto il giorno. Sono della scuola "I bambini non si lasciano morire di fame" "Quando avrà fame mangerà" "I bambini si autoregolano" e soprattutto "Gallina che non becca ha già beccato". 
Quanto all'educazione vera e propria al pasto come goduria, momento di convivialità e cultura, aspetto che abbiano l'età per davvero godere del cibo, ora per loro è solo un momento di distrazione tra un gioco e l'altro. Certo, entrambi adorano vedermi cucinare e vorrebbero sempre aiutarmi (e lui per esempio era in fissa coi programmi "dove ci sono quelli che fanno da mangiare"), ma poi raramente associano tutta la preparazione al risultato e quindi per loro è indifferente sapere che "hanno cucinato loro". Ma cresceranno. E non vedo l'ora che siano loro a cucinare, perché io ormai ho un solo mantra, quello delle 19 in punto, ogni sera "Non so cosa fare per cena".

Questo post partecipa al blogstorming

venerdì 20 luglio 2012

La carrozzina

Ci siamo conosciute quasi tre anni fa (anzi, tecnicamente più di tre anni fa) e pensavo di sapere tutto di te: so che canti benissimo e sempre, adori giocare con le tue bambole e metterle in castigo a fare i pensierini, mangi tutto e in due tempi, vai all'asilo felice e torni a casa altrettanto felice, ti cambi le scarpe quattro volte al giorno, ti lamenti per ogni microdolorino, non vuoi baci da nessuno che non sia il tuo papà. Sì sì, credevo di conoscerti a memoria e invece oggi, con la prospettiva di un weekend intero da sole ti ho proprio ri-conosciuta. Non sei affatto piagnucolona e smorfiosa, giochi per ore inventandoti una vita dietro ogni filo d'erba, che ora è un cavolfiore, ora è una medicina per la bambola, ora una penna; consoli la bambola che "non vuole andare dalla dottoressa perché non vuole curarsi", staresti ore a guardare il video dell'asilo, mi abbracci forte e mi dici che mi vuoi bene ogni quarto d'ora, sei ordinata e prima di farti la doccia hai messo tutti i tuoi vestiti nel cesto della biancheria. Prima che nascessi mi sono spesso chiesta, con senso di colpa, se non avrei fatto un torto a tuo fratello dandogli una sorellina piccola che lui non era pronto ad avere: ora mi chiedo come saresti tu senza tuo fratello. Mando via questi brutti pensieri e penso che forse non sapresti che ti piacciono anche i trattori e le macchinine, saresti vestita più da femmina e non con i vestiti suoi da maschio, saresti meno generosa e meno comprensiva di fronte agli sbrocchi di un altro bambino.
Oggi ti ho finalmente regalato la carrozzina nuova per le tue bambole perché sei proprio l'amore mio totale (goditela tanto finché non torna il buzzurro assassino di giochi).

martedì 5 giugno 2012

Solo per i nonni!


Venerdì 1 giugno abbiamo diplomato anche CialTwo...

giovedì 30 giugno 2011

Piccoli cialtroni crescono

E' finito l'anno educativo all'asilo "vecchio", come lo chiami tu per distinguerlo dall'asilo nuovo che l'anno scorso non ti piaceva (e domani ci torni, però con tua sorella, chissà che effetto vi farà). 
Da ieri non metti più il pannolino notturno. Ti fa sentire molto grande questa novità e stai già progettando la tua vita da adulto: il lavoro - pulire le strade di notte, ma con mamma e papà; la vita domestica - "quando divento grande mi insegni a stirare, a fare il letto e a usare il trapano?" (certo che sì!). Per inciso, la prima notte è andata benissimo.
Abbiamo montato la cameretta nuova un mese fa, adori salire sul letto a castello, facendo finta di essere il lupo dei tre porcellini e dici che vai sul "camino". Oggi hai scoperto quello che sarà il tuo nascondiglio, il rifugio e l'angolo dei dispetti alla tua "piccolina". L'hai già riempito di lego, scarpe, macchinine: sarà una dura lotta, caro il mio esploratore grandone!


domenica 5 giugno 2011

Una settimana senza figlio. E senza blog.

La casa ha un aspetto ordinato, non da rivista, ma neanche da mercatino delle pulci.
Abbiamo festeggiato (un po' increduli) la vittoria alle amministrative; gioito per la sentenza della Cassazione che ci permetterà di votare anche per il referendum sul nucleare.
Abbiamo telefonato e telefonato ore e ore: tre, cinque, dieci volte al giorno, per sentirci dire qualche "ciao" e poi sentirlo scappare verso cose più importanti che parlare con noi.
Ho perso tempo su Internet... ma anche trovato informazioni, conosciuto persone, scambiato affinità elettive con "personaggi" eccezionali. E tra le foto di Parigi e i racconti di Nina ho trovato un supereroe, ma che dico?, un mantra per i momenti no: Mister Mappina!
In ufficio il mio supercapomegadirettore ha mandato una mail a tre boss dell'"azienda", mettendomi tra i destinatari, e indicandomi come riferimento per un'attività piuttosto spinosa appena partita - vabbè, senza informarmi prima - ma ne sono abbastanza orgogliona.
E' arrivata la nuova cameretta dei bimbi! A parte un dettaglio andato storto (misura del letto sbagliata...), è veramente carina e spaziosa - ma puzza tantissimo di mobilificio.
Ho organizzato con le altre mamme del nido la festa di mercoledì: metteremo in scena "I tre porcellini", tre mamme (maiale, direi) faranno i tre fratellini e abbiamo incastrato un papà dalla timidezza estrema per fare il lupo; la scenografia ha richiesto un lavoro lunghissimo, ma le dedicherò un post a parte.
Ho ricevuto un bellissimo libro in regalo dalla mia amica virtuale MelaZenzero (una delle mille identità di una donna eccezionale), anzi andate a farvi un giro da lei, se non la conoscete sarà una bella scoperta!
La nana si è espressa in tutto il suo splendore: parla (molto), balla (adora "Il diluvio" dei Subsonica, buongustaia!), salta, saluta, telefona, piange, dorme, stramagna. Ma. Soprattutto. Fa. Pipì. Nel. Vasino. (tiè, mamme invidiosette che avete le bambine brave solo voi - scusate, non voi, mamme normali)
Abbiamo fatto i conti. E non tornano. L'oste è scappato con la cassa. Secondo il Comune, se volessi portare i bimbi al nido a luglio e agosto dovrei spendere 1800 (milleottocento) euro: nonni santi subito!
Buona settimana a tutti! Qui a casa Ciltrons abbiamo in programma: un visita alla scuola d'infanzia, un cambio turno, la festa del nido, la serata con la psicologa, un viaggio (breve) di lavoro. Tra l'altro.
P.S. la lumachina è scappata, ingrata (o forse si è avviata verso il seggio elettorale: ha ancora una settimana per arrivare e votare 4 SI).

martedì 3 maggio 2011

Già un anno e mezzo?!

Stamattina abbiamo approfittato del sonno di tuo fratello per farci tutte le coccole rimaste in arretrato... Hai dormito sulla mia pancia, sul mio braccio e nell'incavo del collo: ti ho respirata forte, mi mancava questo tuo profumo, in silenzio, sotto le coperte. Ho ripensato a quando sei nata, a quelle ore dedicate solo a noi due, per conoscerci, per annusarci, per imparare a volerci bene. E credimi se ti dico che il bene che ti voglio aumenta ogni giorno. Perchè sono la tua mamma. Ovvio. Ma anche perchè ti addormenti alle 20.30 e dormi tutta notte, e se ti svegli è solo per il ciuccio o un po' d'acqua; perchè mangi tutto e ti piace tutto; perchè cominci a parlare, e anzi ogni giorno aumenti il tuo vocabolario  - questa settimana siamo a "mamma, papà, chi è, papera, palla, via, pipì, cacca e sì (anzi "shi")" - solo il nome di tuo fratello è ridotto a un suono gutturale che chissà quando evolverà; perchè cammini e corri senza paura di niente; perchè saluti e baci e sorridi e ti fai volere bene da tutti. E perchè sei sempre più bella.

venerdì 19 novembre 2010

L'ultima poppata

Ieri sera la mia bella ha ciucciato per l'ultima volta al mio martoriato seno.
Da alcuni giorni sembra adorare il latte artificiale nonchè quello vaccino e ne ho approfittato per sostituire alcune delle 6 poppate tettesche notturne con dei bibe di latte. Morale della favola: da alcune notti non si sveglia più 6 volte ma 2... o UNA (sì è successo!).
Ora finalmente potrò:
- ubriacarmi
- bere moltissimo caffè
- mangiare extra-piccante
Ma soprattutto potrò pronunciare la magica frase: "Amore vai tu dalla bambina, si è svegliata" e girarmi dall'altra parte. Nonchè finalmente programmare una serata d'amore, un cinema o, udite udite, un weekend childrenfree! NON VEDO L'ORAAAAAAAAAAAAAA!!!
P.S. aggiornamento: stanotte ha fatto orario continuato dalle 20.30 alle 5.45, non è un miracolo?! Naturalmente non ho dormito anch'io tutte quelle ore perchè alle 2, chevvelodicoaffà, si è svegliato il nano caduto dal letto, poverino...

martedì 9 novembre 2010

L'evoluzione del linguaggio

"NO, perchè sono arrabbiato" (risposta a qualsiasi domanda)
"Papà sei senza soldi? (No, che dici? veramente quella è la mamma...) Adesso ti compro i soldi" (con la faccia di uno che VERAMENTE ti sta per dare 500 euro...)
"L'erpice (giuro, stavamo leggendo il libro della fattoria) serve per schiacciare la terra e l'erba e il muro e il tappeto e la pianta e la tv"
"Comunque..."
"Cosa dice quel signore? (Berlusc) E' arrabbiato? (mah, vedi tu!)"
"Sono stato proprio ECCEZIONALE a fare la cacca marrone nel vasino"
"Amore della mamma dove sei?" "Mi sto tirando il pisello, è lunghissimo" (e daje...)

lunedì 11 ottobre 2010

La magia del teatro per un bambino

Ieri siamo io e il nano siamo andati a teatro: lo spettacolo era "Processo alle verdure", il teatro piccolino e pieno di bambini festosi... 
Il vero spettacolo però era in platea. 
Era il mio bambino.
Lo abbiamo svegliato dal pisolino pomeridiano, e non era molto d'accordo, anzi era stortissimo e malmostoso, impossibile da vestire, "Dai amore che andiamo a teatro!" "Ma perchè??". All'ingresso non voleva entrare, poi voleva saltare la fila in biglietteria ("Cosa stiamo aspettando?"), poi finalmente ha intravisto la platea, il palco, le decorazioni alle pareti... E la magia ha avuto inizio! "Mamma mi piace andare a teatro, che belle sedie, andiamo a vedere il bagno (temevo incidenti e gli ho prospettato uno stupendo bagno del teatro), ci sono i bambini, che tanti!". 
BUIO IN SALA. E luce sul mio bambino meraviglioso. 
L'emozione, lo stupore, la gioia nei suoi occhi, il cuore che gli batteva forte, le risate che scoppiavano fragorose, la bocca aperta e gli applausi a piene mani...
"Bravi! Bravi!" ha gridato alla fine battendo le mani, poi è scappato via, come se tutto questo fosse troppo per lui e avesse bisogno della luce per capire...
La sera non ha voluto parlarne, solo ricordare un po' le luci e il buio, e la carota e la bambina. Se lo conosco bene, oggi vorrà che gli racconti ancora di Carlotta che non voleva mangiare il minestrone, che faceva la nanna con l'orsetto, del sindaco col vocione, del fagiolo che faceva le pernacchie e della cipolla puzzona, la canzone delle streghe e "Se le verdure sapessero di cioccolata...", ma anche i biglietti per entrare, il bagno con la finestra bellissima, il sole e la luna grandissimi alle pareti e le sedie rosse che si piegavano... Altro che DVD!
"Mamma voglio andare ancora al teatro!".

venerdì 1 ottobre 2010

Un Ned Flanders puzzone

- Buona giornata nonna e buona settimana!
- Gira la chiave per accendere la macchina, mamma, brava!
- Buon lavoro papà, a dopo!
- Bambino mi presti il triciclo? Grazie!
- Ciao piccolina, ti abbraccio
- Sei bello papà, bacino, buonanotte!
Tutto con dizione perfetta, che, a due anni e mezzo, non è affatto scontata.

- Sei brutta nonna, mamma, papà, zia A., zio R.
- Sei brutto bambino! (schiaffo e triciclo strappato dalle mani)
- Non voglio andare a casaaaaaaaa! ASILOOOOOOOOOOO!!!!!!!
Lo stesso personaggio di prima, che CialtrOne è e cialtrone rimane.

- Mamma ho fatto due ruttoloni piccoli!
- Mamma ho fatto una scoreggiona nelle ciapette!

lunedì 6 settembre 2010

Amarsi un po'

Il mio primogenito ha scoperto che a sud dell'ombelico qualcosa scalpita e non esita a estrarre il suo Pitolento nelle più disparate occasioni e sollazzarsi con faccia ebete e risatine: in particolare mentre i vicini lo esortano a raccontare i mille e mille episodi accaduti in vacanza, lui estrae e trastulla... I suddetti vicini osservano basiti e deplorano l'educazione e il pessimo esempio impartiti dai perplessi genitori del Nobel.
(Quel pirla di mio figlio esibisce fiero il pisello soprattutto davanti ai vicini facendomi fare delle colossali figure di merda).
Non per niente si chiama come la nota pornostar.

domenica 8 agosto 2010

Questa piccola befana


che mi illude ogni notte, che invece la tetta la vuole sempre anche se è passata solo un'ora, che gattona velocissima e vorrebbe già camminare, che mangia la terra e il rosmarino e le zucchine dell'orto, che sorride sempre... questa befana che adora suo fratello, che illumina le giornate coi suoi occhi, che chi l'avrebbe mai detto e invece, che per ora ha più ricci che capricci e che fra un mese farà il suo spettacolare ingresso al nido... ecco, questa befana alla bella età di nove mesi + 5 oggi ha messo il primo dentino!

domenica 1 agosto 2010

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