venerdì 4 maggio 2012

Giocare con PicMonkey

Siamo stati qualche giorno in vacanza, nella casa di Heidi, ma questo non è interessante quanto il nuovo giochino che ho trovato: si tratta di un programma free (per ora) di elaborazione delle immagini digitali, PicMonkey. Io mi sono divertita a scarabocchiare un pochino le foto che ho scattato in quei giorni. E che mostrano una visione molto più edulcorata della vacanza: dico solo che la sera del ritorno a casa abbiamo messo a letto i nani alle 20 (di solito alle 21). Non li sopportavamo più (che brutti genitori!). Ovviamente hanno fatto un casino pazzesco in camera, ma poi sono crollati. Forse anche loro non ci sopportavano più!


E tanti sguardi al cielo

giovedì 26 aprile 2012

Che ci fate qui? Andate su GC!

C'è la mia nuova intervista nella rubrica genitoribloggano: stavolta tocca al mio corregionale Stratobabbo, un papà che racconta le gesta della sua bella famiglia in modo troppo autentico e simpatico. Io adoro sua moglie, per dire, se è solo la metà di come ne parla lui è troppo forte! Viva El Gae e viva Silver!
P.S. non è che sto intervistando troppi blogger del Nord Italia? E che è, una lobby? Prometto di rimediare.

giovedì 19 aprile 2012

Ma non chiamatemi nonnastra

Chi figlia giovane ha molte possibilità di essere nonno/a giovane :-) e così ieri il mio marito adorato è diventato nonno di una bambina bellissima tutta rosa e incredibilmente bionda. Sono riuscita a farle una foto sfocata col telefono, mi tremavano le mani per l'emozione...
Una bimba tutta nuova che porta gioia e scaccia paure e fantasmi, una bimba che continua a dormire e ciucciare (chissà se anche lei sarà una "mangiaedorme"...).

Abbiamo vissuto il parto quasi in diretta, e non è per niente divertente stare dall'altra parte senza sapere cosa sta succedendo realmente (come dite? non è divertente neanche stare da "quella" parte?), perché quello che ti viene riferito è impreciso o incompleto e giustamente chi porta notizie ha anche altro da fare (tipo spingere o dire "dai tesoro spingi"). So solo che non è stato il parto che ci auguravamo per una ragazza così giovane e neanche per la pupetta, che giustamente voleva finire la sua crociera nella panza. Alcuni dettagli sono già noti alle mie social-amiche, alle quali chiedevo lumi su ossitocina e induzione. Approfitto dello spazio del blog per pormi, e porvi, delle domande e cercare di capirci un po' di più sul perché il parto naturale non medicalizzato non è la prassi (ovviamente in assenza di complicazioni e patologie) ma una gran botta di culo.

Nipotastra la settimana scorsa (38ma) pensa che sia giusto mettersi podalica dopo n mesi a testa in giù e come darle torto. Lunedì la mamma è in preda all'ansia e allo sconforto, gli ormoni je danno giù di brutto e va in ospedale, dove le dicono che in due giorni si è nuovamente riposizionata bene quindi
le inducono il parto perché hanno paura che si rimetta podalica.
Qui inizia a tremarmi la palpebra inferiore dal nervoso. Magari mi sbaglio ma dentro di me penso che sia un'idiozia e penso che lo facciano solo perché in quel momento hanno posto in reparto. 
Inizia l'induzione, blanda, con uno stick poi soprannominato "Effetto zero". Dopo 24 ore applicano il gel all'ossitocina, poi ribattezzato "Neanche il solletico". (Ora io non lo so se quando inizi l'induzione poi non ti puoi più fermare e quindi sto blaterando, ma 'sta bambina non ne vuole sapere di nascere e il travaglio non si avvia, quindi chiedo: è proprio necessario insistere?). La sera di martedì la portano in sala travaglio e le rompono le membrane e somministrano ancora quella cazzz di ossitocina. Finalmente iniziano le contrazioni,  pare che siano proprio quelle del travaglio ma non c'è dilatazione.
"Se non ti dilati entro un'ora ti facciamo il cesareo"
Quando ci arriva l'sms con questa notizia mi parte l'embolo. E l'insonnia da parto altrui. Mi alzo per smadonnare e fumare e smadonnare, dovendo anche controllarmi per non far preoccupare mio marito che era già in ansia. Abbiamo aspettato questa minchia di ora senza altre notizie; per calmarmi mi sono messa lo smalto. 
Alle 2 è nata la pupattola con taglio cesareo. 

E' bella bellissima, la mamma è distrutta ma felice, alla fine è andato tutto bene. Ma io penso che questa storia potesse essere raccontata in modo diverso, penso che avessero entrambe diritto a una nascita migliore e naturale. E mentre smadonnavo mi è arrivata la mail di Patrizia, che, col suo permesso, copincollo:
"Forse per alcune donne non è importante il modo in cui si nasce, per altre si. Quindi la sopravvalutazione o meno del trauma dipende dalla posizione. Io sono fra quelle traumatizzate dal primo parto che ha scoperto la possibilità di un parto migliore. Il mio "embolo" parte perché secondo me in molti ospedali non si rispetta la fisiologia, non si rispettano i tempi e la privacy della donna. Anche la donna non sa cosa le sta per succedere e quindi non si può difendere. Forse ti sembro estremista, ma vorrei che tutte potessimo ricordare il parto come un momento forte e dolce. È come per i propri familiari, o figli, non ci si augura per loro forse sempre il meglio, dal proprio punto di vista? Siccome per me il meglio è un parto naturale indisturbato, allora ecco perché vorrei che tutte avessimo un parto dolce."

Benvenuta tra noi, piccolina.

lunedì 16 aprile 2012

Singing in the car #3

Ascolto soprattutto la radio in macchina, la mattina è d'obbligo il "Ruggito del coniglio" che spesso mette della musica fickerrima ma non dicono mai nè titolo nè autori delle canzoni. Non posso dirvi "cantatevi questa che fa tanananana bom tututututubaby!" quindi beccatevi un grande classico del mio repertorio automobilistico: vecchiotta ma sempre da brividi...


La rubrica è un'idea di Pentapata. O di Lucia. O dei giapponesi (pare).

martedì 10 aprile 2012

Ode alla coppetta

Immagine presa qui
La prima a parlarne e a mostrarla fu l'ostetrica al corso pre-parto (la quale è responsabile di quasi tutte le mie eco-scelte successive: pannolini lavabili, fascia, allattamento a richiesta, massaggio infantile, e soprattutto "i neonati non hanno vizi ma bisogni da soddisfare"): quello che ottenne fu un panzutissimo coro di "oddio che schifo!".
Poi ci provarono le ragazze di Nonsolociripà e lì cominciai a tentennare, "ma non ce la posso fare...".
Poi, una via l'altra, Elisa, Sara e Francesca.
Ma più di tutto lo spirito di squadra e di emulazione: lo scoprire che molte scettiche ce la fanno funziona molto di più di mille pubblicità. E così, un gruppo segretizzzzzimo su Facebook mi ha dato tutto ciò che cercavo: informazioni tecniche - molto tecniche, dove comprarla, come fare se non funziona e come ripartire con rinnovato entusiasmo. Un posto dove si parla senza mezzi termini del tubero nostro preferito e si trova lo spunto per superare gli insuccessi e le difficoltà.

La mia esperienza.
Sono felice felice felice! Testimone mio marito che mi vedeva uscire dal bagno sorridente ed esclamare "ma quanto sono felice della mia coppetta mestruale?!" (lascio immaginare la gioia sua e il coinvolgimento forzato quanto abbia acceso la passione...).
È facile da usare. Certo, all'inizio bisogna un po' prenderci la mano e correggere l'inserimento (e chi l'avrebbe mai detto?) e l'espulsione, ma dopo i primi utilizzi viene automatico. A ogni cambio si sciacqua e si rimette e si gode di aver risparmiato euri su euri di assorbenti. È un'intrusa molto discreta: non si sente, non ha odore, è anallergica, si usa di giorno e di notte senza problemi. E finalmente posso buttare le orribili "mutande da mestruazioni", le uniche adatte a essere usate con l'assorbente!

Io dico che tentar non nuoce, buttatevi! Al massimo perdete 20 euro o la usate come vasettino da fiori :-D

domenica 1 aprile 2012

Giorni speciali

Ieri era il mio compleanno, oggi è quello di mio marito. Non facciamo feste ma mi sono vestita di rosso per vedere l'effetto che fa, e devo dire che mi ci sento bene in questo colore, così mio.
I bambini sono stati bravissimi per tutta la settimana, sia nel delirio della mattina sia nei pomeriggi che abbiamo trascorso al parco giochi e mi hanno fatto un regalo immenso, che non pensavo sarebbe mai arrivato: mezz'ora seduta sulla panchina, a guardarli giocare da soli o con altri bambini senza spargimenti di sangue. Io, fino al giorno prima, li seguivo a un metro col timore che si facessero male o picchiassero altri bambini: in questi giorni stavo seduta e li scrutavo da "lontano", e facevo foto.
 
Ieri ovviamento ci hanno fatto pagare questa settimana di grazia, con ore di litigi, pianti, capricci. Li abbiamo messi a letto per sfinimento. A proposito...
Piccolo quiz di pedagogia: Il Bambino con le Fisse
Quesito 1: Lasciate una stanza e spegnete la luce. Il bambino piange e strepita perché voleva spegnerla lui: se va bene torna indietro, la riaccende e la spegne; se va male pianta una grana di mezz'ora, incolpandovi di avergli rovinato l'esistenza per non aver intuito che la luce voleva spegnerla lui. Domanda: tornate indietro a riaccenderla per fargliela spegnere?
Quesito 2: La portiera della macchina. Stesso discorso che per la luce: voi la chiudete e lui urla che voleva chiuderla lui. Stesso procedimento con la luce, ma con strepiti (vostri e del bambino) al parcheggio.
Quesito 3: La pasta senza sugo. Inspiegabilmente, nonostante i manicaretti che preparate a occhi chiusi, in particolare i sughi da sballo, il bambino vuole la pasta senza sugo, solo con olio (se va bene anche grana). Il giorno che "sbagliate" e condite tutta la pasta, finisce il mondo: lui la voleva scondita e non c'è verso di farlo mangiare. Domanda: menu a parte?
Quesito 4-144: crisi per ogni cosa che lui voleva diversamente (spegnere la tv, mettere i coltelli, aprire la porta, spostare un gioco, mettere giù il telefono, bere nel bibe, e qualunque altra puttanatina della vita quotidiana). Domanda: chi comanda?

A guarigione (sua) quasi completata, il papà porta CialtrOne dal logopedista per un problema di balbuzie che va e viene. Il pupo poeta la definisce così "Ho i fili incastrati nella bocca e mi escono le parole a pezzettini". Il medico parla di fasi e suggerisce contenimento, regole, vita all'aria aperta, giochi selezionati e soggiorni prolungati dai nonni :-) Esattamente come l'altra volta, solo che non ci ha fatto pagare...

Giovedì è stata pubblicata su Genitoricrescono la mia intervista a Barbara mammafattacosì: io dico che è imperdibile, che ne dite voi?

lunedì 26 marzo 2012

Singing in the car #2

Se qualcuno mi chiedesse oggi "Come va?", risponderei in veronese stretto "'Na val che se brusa"*.
Cantiamoci su (e la dedico alla mia amica Pentapata, che adoooora vivere in campagna)


La rubrica è un'idea di Pentapata. O di Lucia. O dei giapponesi (pare). 
*dicesi 'na val che se brusa (una valle che brucia) una situazione particolarmente dimmerda.

venerdì 16 marzo 2012

Moooolto meglio

Alla fine il buco nel muro non si è riempito ma almeno non fa più così male.
Grazie ai mattoni e alla malta che mi avete regalato coi vostri commenti,
grazie alla mia mamma che anche stavolta mi ha salvata, offrendosi di prendersi cura del nano febbricitante a suo domicilio
grazie a una canzone, mannaggiatté Nestore, che da quando l'hai rispolverata ho ritrovato il mio cd e adesso va in loop tutti i giorni in macchina
grazie al lavoro, che svolgo con passione matta e disperatissima, non capendo il 50% delle cose che faccio, ma sorridendo sempre
grazie alle chiacchierate social, che mi regalano ricette, viaggi immaginari (ma magari no), e una nuova scoperta (di cui vi parlerò quando la proverò...)
grazie alla primavera.
Il mazzolino di fiori che mi ha regalato CialtrOne

Però però... Amore mio, marito mio da 4 anni, che porcalavacca non siamo mai riusciti a festeggiare il nostro anniversario di battrimonio, guarisci presto perché tanto non lo trovo il completino da sexy-infermiera.

domenica 11 marzo 2012

Tediosi psicodrammi

Qualche giorno fa Claudia ha postato su FB la foto di un enorme buco sul muro di casa, per giustificare la sua assenza dal web: di sicuro starà rivoluzionando casa, quel buco è qualcosa di nuovo che arriva, un'idea che prende forma.
Quella foto mi ha ispirato.
Ma purtroppo io ci ho visto un'altra cosa.
Complici le malattie dei bambini, la pressione sul lavoro, la routine, la prigionia in casa malgrado le splendide giornate di sole.
Io ci ho visto una voragine nelle mie certezze.
Un senso di estraneità dalla vita che sto vivendo.
Non si spiega con nessun evento particolare, con nessuna attitudine all'umore nero.
Stavo vivendo e guardando il film della mia vita proiettato su un muro, ora lì c'è un enorme buco.
Vedo le mie sicurezze in briciole. Non quelle fondanti, ma quelle spicciole: alzarsi la mattina, portare i bimbi a scuola, andare in ufficio, tornare, spesa, casa, parco giochi, chiacchiere, riunioni, musica, tv, cucinare, film. Un frullato di routine piacevole e rassicurante. Ma quando i bimbi stanno male e non hai nessun aiuto, quando al lavoro ti chiedono di imparare in due ore un lavoro di estrema responsabilità che farai solo tu, quando le giornate si susseguono frenetiche eppur noiose a morte... Ecco lì io mi siedo e vedo tutto crollare.
E quel buco è riempito di pianti, tachipirina, antibiotico, minestrine, musi lunghi, pronto soccorso, termometri, excel, signorsìsignore, brufoli, lavatrici.
Ho voglia di metterci anch'io una finestra, o una porta, o anche dei bei mattoni.
Guariranno. Smetterò di invidiare chi nel bisogno ha un aiuto sempre a disposizione. Smetterò di pensare di essere una lavoratrice inaffidabile perché non si sa mai se domani ci sarò.
Cambierà. Intanto mi chiudo in bagno e quello che vedo allo specchio non mi piace.
Dicono che poi passa.

domenica 4 marzo 2012

Torcia, tacchi e tagliatelle

Ovvero come rendere felici due bambini senza comprare niente




mercoledì 29 febbraio 2012

#freeRossellaUrru


Cara Rossella, non ho molto da scriverti che non abbiano già fatto meglio di me mille altre persone.
Solo una cosa: anche se abbiamo dovuto aspettare Sanremo e una comica (strepitosa) per sapere di te, anche se sembra che le donne che interessano la cosiddetta opinione pubblica siano altre, anche se per mesi non abbiamo avuto più tue notizie, e non si capisce se era strategia o altro, vorrei che tu sapessi che non sei mai stata sola e che qui c'era una nazione intera ad aspettarti.
Guarda qui, che casino hanno fatto:

A presto, libera.

lunedì 27 febbraio 2012

Singing in the car

Oggi, complice la tangenziale bloccata per un incidente, cantavo questa


Canzone, gruppi e film che sono tutti nelle classifiche dei primi 5 miei preferiti nelle rispettive categorie.

La rubrica è un'idea di Pentapata. O di Lucia. O dei giapponesi (pare).

giovedì 23 febbraio 2012

Nuovo post su genitoricrescono!

Oggi viene pubblicata la mia nuova intervista per la rubrica "Genitoribloggano" su genitoricrescono. Stavolta tocca al Blog delle Matrigne: vi invito a leggerla e a commentarla, se vi va. Io ne sono molto fiera e ho ricevuto dei bei complimenti, tombola!

giovedì 16 febbraio 2012

3 giorni in ospedale: il post inevitabile

Come dice la mia amica Silvia "Il post di cronache da pediatria non ce lo leva nessuno, eh?" (ormai sei la mia ghotwriter ufficiale, tutti gli incipit sono tuoi!). E quindi cuccatevi le cronache della mamma che si è ritrovata decine di capelli bianchi in più grazie alle convulsioni febbrili della figlia duenne.

Io non sono una mamma ansiosa o iperprotettiva, se i bambini stanno male penso "Li curiamo come dobbiamo e guariranno", se so cosa devo fare lo faccio e basta: stavolta non ne avevo la più pallida idea. Sapevo dell'esistenza di questo bizzarro fenomeno, ma lo attribuivo a bambini più piccoli, predisposti e con altre patologie. Invece lunedì pomeriggio... avevo appena provato la febbre alla piccola, aveva 39,3°, le avevo messo la supposta di tachipirina da poco e avevo mandato il papà a prendere CialtrOne a scuola.  Dopo qualche minuto ha cominciato a emettere dei suoni gutturali, è diventata rigida, con lo sguardo perso nel vuoto, le labbra blu e ha cominciato a sbavare. Ho avuto il tempo di portarla in bagno pensando che dovesse vomitare, le ho dato qualche pacca sulla schiena temendo che le fosse andato qualcosa di traverso e poi ho capito che era una convulsione e che non potevo fare altro che aspettare che passasse. E' durato 15 secondi? (Non lo so, facciamo 10 capelli bianchi al secondo?) Poi le si ammoscia e si appisola. Dopo qualche minuto arriva mio marito, gli spiego cosa succede, chiama la pediatra che ci manda subito in pronto soccorso. Ci fanno passare davanti a tutti sia al PS che in pediatria, dove il medico mi conferma che si è trattato effettivamente di una convulsione e che la ricovera per almeno 48 ore. Coooooosa?!?!

La scelta della stanza
Infermiera: "Dottore, la mettiamo col trauma cranico o con l'infezione urinaria?"
Medico: "Mah, è lo stesso"
Io: "Ehm, io preferirei il trauma cranico"
Infermiera e medico: occhiataccia
Io: "No, sa, magari il trauma cranico non è contagioso..."
Infermiera: occhiataccia
Medico: "Ok per il trauma cranico"
Io: "Grazie dottore, non ho niente contro le infezioni urinarie, ma preferisco i traumi cranici :-)"
Medico: occhiataccia.

Problemi di logistica
Come faccio a dirlo in ufficio, sono appena arrivata, già mi faccio riconoscere...
Come facciamo con Cucciolone (che nel frattempo aveva messo a ferro e fuoco la sala d'aspetto della pediatria) che deve andare a scuola e tu al lavoro, nooo proprio questa settimana che sei a Culonia, tu esci di casa alle 6... Arriva in soccorso Santacognata che si fa carico di ben 3 risvegli malmostosi del nano e lo porta a scuola dopo una dose di cartoni animati (vietatissimi in regime ordinario!)

Compagni di stanza
Il bambino col cranio traumatizzato stava benissimo, anzi forse il cranio si è danneggiato con le 6 ore di Nintendo che si è sparato in un pomeriggio. Poi lo sfrattano a mezzanotte per fare posto a un bambino che aveva bisogno dell'ossigeno: ragazzi che spavento! E' arrivato questo bambino che respirava in un modo che mi ha fatto scoppiare a piangere come non ho mai fatto per i miei, gli avrei dato un polmone se avessi potuto... Per fortuna il giorno dopo stava meglio, ma abbiamo fatto una nottata da incubo, sua madre e io, con lui che ogni tanto rantolava paurosamente sotto lo sguardo preoccupato dei medici. Il terzo giorno lo hanno liberato da tutti i fili e si è fatto le gare di corsa in stanza con la mia picciona che era il ritratto della salute.


La mamma del bambino speciale
Ho scoperto che le mamme dei bambini speciali possono essere delle stronze imperiali proprio come tutte le altre, chissà che mi credevo... Certo che anche sua suocera ci metteva del suo...

La suocera
"Puccipucci mangia tutto sennò la mamma mi sgrida e io piango"
"Puccipucci certo che quando non c'è la mamma sei molto più bravo, eh!"

Co-sleeping
Cedo la poltrona letto alla mamma stronza (che infatti non la usa) e dormo nel letto con la nana.
"Mamma, pottati (spostati)!"
"Mamma vieni qui che ti faccio carezza!"
"Mamma spostati" "Amorino, spostati tu, hai tutto il letto dalla tua parte, sono sul bord... Azz amore mi butti giù!"
"Spostatiiiiiiii!!!"
Fanc* anche il co-sleeping va'!

La mamma del capo
C'è questo bambino ghanese di 5 anni, alto come uno di 12, enorme, che ti arriva alle spalle e ti chiede "Come ti chiami?" 10 volte fino a quando non riesce a ripetere bene il tuo nome e quando gli chiedi il suo ti risponde con un cognome lunghissimo e sua mamma ridendo del tuo sguardo perplesso ti corre in aiuto. Se ti vede al telefono ti chiede con chi parli, a pranzo "Cosa mangi???". E' stato nominato capo-reparto dalle infermiere perché lo conoscono tutti e lui si fa amare da tutti. Gioca tanto con la mia bambina, che a un certo punto gli porge una bambola... Arriva di corsa la mamma "Noooo, è un maschietto, non può giocare con le bambole!", e io "ma no signora, anche il mio gioca con le bambole, che problema c'è?" "Dici?" "Ma sì, dai!" E lei, a fiume: "No perché sai io ho tre figli maschi, giocano tutti con la macchinine... Anzi, adesso che ci penso, ne ho quattro di figli, anche mio marito, è uguale ai bambini, lui non sa niente, non trova mai niente, non sa neanche dove sono le sue mutande!".

La bambina slot machine
Medico: "Dov'è la nostra slot machine?" e i genitori giù a ridere per non tagliarsi le vene. La treenne bellissima gioca a fare le pappe e per sbaglio si ingoia una moneta da 5 centesimi*. Per fortuna piange subito, non si è fermata in gola, è andata nello stomaco*. Gliela tolgono con una gastroscopia in anestesia generale*. Pare che in famiglia da qual giorno entreranno solo soldi da 5 euro in su.
*ogni asterisco è un Porcaputtana che esclamavo durante il racconto della mamma.


Assurdità
Accendere tutte le luci della stanza a mezzanotte per far fare l'aerosol ai bambini mentre dormono (ovviamente si sveglieranno alla fine dell'operazione e si riaddormenetranno dopo due ore).
Rifarlo alle 6.
Svegliarti all'una per mettere il collirio alla piccola.
Aspettare due ore e mezza la lettera di dimissione.

La mancata dimissione
Aspetto il giro visite del mercoledì con la giacca addosso e la valigia pronta sul letto, la bimba è senza febbre, ha fatto già l'EEG...
"Signora, non la dimettiamo di certo oggi!"
"Ma cazzo dottore!! Perché, di grazia?"
"Perché vogliamo che stia almeno un giorno senza febbre"
"Ma porca di quella grandissima troia! Ah, ok (lacrima)"
"Porti pazienza, signora" ("porta pazienza" è l'espressione più usata nel veronese e significa "ti sto inc*lando, non lamentarti")

La dimissione
Accolta con trombette e coriandoli.
Poi a casa aveva 38°...

SocialGRAZIE
A tutti quelli che mi hanno sostenuta attraverso i vari tweet e post su FB. Non ce l'avrei mai fatta senza le belle parole, i messaggi e le risate che mi avete fatto fare.


lunedì 13 febbraio 2012

Biscotti alla rinfusa

featuring Francesca di Officina MuMtrioska che li ha fatti con dosi a catso ma le sono venuti buoni lo stesso...
Noi li abbiamo fatti venerdì, per combattere la noia dei freddi pomeriggi invernali e per fare qualcosa di divertente coi bimbi: alla fine di tutto io ero distrutta, loro idrofobici, ma i biscotti buonissimi (e se li è spazzolati quasi tutti papà, che di solito schifa i miei dolci).


Ieri ha nevicato benissimo, noi abbiamo giocato in giardino e la sera la nana aveva 38°... Oggi siamo a casa ad aspettare che passi con la tachipirina, spero non con metodi più forti. Oggi è il primo giorno che non vado nel nuovo ufficio, ma non direi che sono proprio triste.

AHHHHHHHH zotici! Ricordatevi che domani è il primo Zebuk Day, chissenefrega di San Valentino!

martedì 7 febbraio 2012

Parecchio stanca

Un weekend da sballo con gente fichissima a casa mia.
Una cena, detta "la maialata" o "dell'Italia unita sotto il segno del porco": risotto con pastìn, salama da sugo, cotechino, ciccioli, sattizzu. I bambini esaltati dalla presenza della loro amichetta preferita (e devo ricordarmi ogni volta di non avvisarli della sua venuta, altrimenti stanno tutto il giorno a piangere alla finestra "Ma quando arriva la Pichipichi?") e che vogliono essere messi a letto dalla di lei mamma, sennò sono altri pianti.
Una domenica improvvisata detta "dell'Europa unita", con amici che non vedo mai e che si accontentano degli avanzi della sera prima e di un po' di nutella. Tutto il giorno a chiacchierare di Grecia, ospedali, lavoro, affetti, musica, spread, famiglia e a qualcuno saranno fischiate le orecchie per ore. I bambini incantati da disegni, un telefonino che si trasforma in videogioco e una fatina che ti tiene sempre in braccio.
Il lavoro nuovo, esaltante, con le ore che passano senza pesare, anche se sono ancora senza computer e senza penne.
L'amore, le belle notizie, una spruzzata di neve.

E però sono stanca morta e anche stasera andrò a letto alle dieci, e domani mi sveglierò ancora più sfinita e maledicendo la sveglia. Capita solo a me?

mercoledì 1 febbraio 2012

Il primo giorno

Scrivo tutte le prime impressioni, con l'obiettivo di rileggerle quando sarò una veterana del nuovo ufficio e verificare se, come al solito, prendo delle cantonate colossali e la tipa che mi sembra così gentile e disponibile è in realtà una gattamorta, mentre quella che mi sembra un filo isterica è almeno bipolare.
L'aspetto più importante che mi preme sottolineare è la scrivania vicina alla finestra, vista capannoni ("ma quando c'è bel tempo si vedono le montagne!"), e non in mezzo all'ufficio. I colleghi sono tutti più agés di me, ne sanno a pacchi ma peccano molto in innovazione tecnologica... STAMPANO TUTTE LE EMAIL! I figuri che si aggirano all'ottavo piano sono tutti negli stereotipi di Camera café: l'anzianotto con 5 faldoni di documenti sottobraccio, la figona in tacco 12, gli ingrigiti da scartoffie, il giovane con pullover verde a rombi arancioni (giuro), il capo silente, la capa espertissima. Io sarò la mammina rimbambita, ma forse no, visto che oggi ho subìto l'interrogatorio su età/caratteri/nanna/pannolini dei mocciosi e non mi sembra che siano interessati ad altro (sospiro di sollievo). Consigli sul traffico, sulle macchinette del caffè, allusioni alla tipa che se ne va senza che nessuno la rimpianga. E poi centinaia di migliaia di informazioni sul lavoro che eredito da lei. Al momento mi sembra tutto difficilissimo, soprattutto a livello organizzativo e informatico mi sembra di fare 50 passi indietro rispetto a prima, quando non si vedevano praticamente fogli di carta ma passava tutto a video: qui ci sono scrivanie traboccanti di cartelline colorate e pratiche che spuntano ovunque (poveri clienti!).
Ah la cosa più importante! Mi sono messa un vestino nero e rosso portafortuna, ma ho visto sia giaccaecravatta che jeans, quindi dal lalto look sto scialla. 
Domani ho la vera prova tragitto, visto che oggi i bimbi li ha portati il papà che poteva: ci aggiungiamo il carico da 10, la neve, che blocca gli incapaci e stordisce i sani.
Prima impressione? Non ce la farò mai, non ce la farò mai, non ce la farò mai, non ce la farò mai, non ce la farò mai. Seconda impressione: beh, se ce l'ha fatta lui/lei...

martedì 31 gennaio 2012

Liberiamo una ricetta: gnocchi di zucca con burro, salvia e speck

Tanto per distrarmi dall'idea che domani la mia vita cambierà irrimediabilmente, domenica ho deciso di mettermi compulsivamente a cucinare. Avevo un bello spicchio di zucca e mi sono buttata su un grande classico: martedì gnocchi!! Ah... Dite che era giovedì gnocchi? Ma io giovedì sarò al secondo giorno del nuovo lavoro e non avrò tempo. Quindi oggi vi propongo i miei arcinoti gnocchi di zucca, e se non potete permettervi un ghostwriter d'eccezione si vede che non siete delle FBpC.

Ingredienti (tutto a occhio!)
- la polpa di mezza zucca
- un uovo
- farina
- burro
- salvia
- speck

Procedimento (ovvero, come la faccio io):
Lessate la zucca dopo aver tolto semi e filamenti interni: se siete sempre in ritardo come me, fatela cuocere al microonde per 7-8 minuti, anche con la buccia (che si staccherà in un attimo, dopo la cottura).
Mettete la polpa in una terrina e fatela raffreddare leggermente. Salate, pepate, aggiungete un uovo e mescolate.

Aggiungere a poco a poco un po' di farina bianca, fino a ottenere un composto morbido (attenzione, non sono gli gnocchi di patate, che dovete impastarli con le mani e tagliarli col coltello, questi si fanno col cucchiaio).

Mettete a bollire una pentola d'acqua salata. Nel frattempo in una padella mettete un bel pezzo di burro, foglie di salvia e speck tagliato a listarelle.

Quando bolle l'acqua aggiungete qualche goccio d'olio e bagnate il cucchiaio con cui farete gli gnocchi: e mo' come ve lo spiego... Raccogliete con la punta del cucchiaio un po' di composto e immergetelo in acqua, e continuate finché non avete finito tutto l'impasto. Guardate la foto va':
Man mano che gli gnocchi vengono a galla, raccoglieteli con una schiumarola e metteteli direttamente nella padella con burro e salvia (che a questo punto sta sfrigolando come un pazzo). Voilà:
Servite ben caldi, spolverando con parmigiano (mia mamma ci mette la ricotta affumicata, io coi bimbi non oso). Un buon vinello e una pennica completano l'opera.

"Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a un'amica. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web".

lunedì 30 gennaio 2012

Nuovo lavoro, morsa allo stomaco

Quante volte ho detto che non vedevo l'ora di cambiare ufficio, che dove lavoravo non ero affatto valorizzata, ma messa da parte come una mentecatta, che non sopportavo le mie colleghe, spesso razziste e superficiali, che che che...
Mercoledì 1 febbraio cambio ufficio: nuova sede, nuova mansione, nuovo tutto.
Dovrei saltare sui tavoli e festeggiare, telefonare in giro a dare la bella notizia, sorridere, finalmente.
Eppure ho una morsa allo stomaco che non si allenta ma cresce a ogni ora. Faccio fatica ad addormentarmi, continuo a pensare a quanto bene stavo nell'ufficetto che mi accoglie da 9 anni, a quanto mi mancheranno le colleghe che mi conoscono bene, che mi hanno vista diventare mamma, che ogni giorno mi chiedono dei bimbi. A loro non devo spiegare perché arrivo sempre trafelata o perché chiedo ore di permesso o ferie improvvise.
(Uh quanto odio i post poverame-comesonotriste-oddiocomefarò-sonolapiùsfigata)
Tutto ciò che precede è scritto sotto dettatura della mia paura di cambiare.
Lo so che il cambiamento è opportunità, crescita, valorizzazione.
Lo so che mi lamentavo sempre.
Quindi.
Adesso scrive la tipa pratica ma sbiellata dalla confusione interiore (ed esteriore).
Problemi non trascurabili che determinano la mia paura di cambiare:
- Il tragitto: è più lungo, tutto in tangenziale (spesso bloccata per lavori o incidenti), io non sono la regina del volante. 
- L'organizzazione mattutina: devo alzarmi prima (soffro!!) e svegliare i bambini, avere tutto pronto la sera prima, colazione rapida, uscire 20 minuti prima di adesso. Un giorno ho proposto il gioco della caserma: "Bambini siamo in ritardissimo, adesso si gioca alla caserma: io vi dico cosa fare e voi rispondete Signorsìsignore ed eseguite, ok?" "Ma mamma, se siamo in ritardo non possiamo giocare!".
- Non ho niente da mettermi: urge sessione intensiva di shopping
- Non ho un fondotinta: non posso più fare affidamento sui campioncini dei giornali, ne devo comprare uno vero (poca spesa massima resa: idee?).
Vero che andrà tutto bene?
Keep calm and?

giovedì 26 gennaio 2012

La mia (mia!) rubrica su genitoricrescono

Non ho idea di come sia riuscita a tenere questo segreto così tanto tempo, ma oggi finalmente lo posso gridare al mondo: Chiaradinome è su genitoricrescono!! Giuro! Guarda qua. Le sventurate mi proposero di tenere una rubrica mensile, genitoribloggano, in cui proporre nuovi blog da scoprire (e gli è andata così, che io ho accettato); da allora volo a due metri da terra, perché l'associazione tra il mio nome e parole come "intervista", "inviata", "rubrica" (anche leggermente decontestualizzate) realizza un mio sogno di bambina e io ancora non mi capacito... Stamattina ho riletto mille volte il tweet di Pentapata e poi tutti i messaggi di affetto e amicizia, i commenti, e giù pizzicotti per tornare in me... Senza contare che da ora nessuno potrà dirmi che perdo tempo su Internet, "perdio, sto lavorando per scoprire nuovi blog!". Oggi ho debuttato con un carico da 10, Destinazione Estero e ne sono molto orgogliosa, il prossimo ovviamente non ve lo posso svelare ma è una bomba. Come si dice in questi casi? Stay tuned!
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