
... arrivare in anticipo e vedere la piazza già mezza piena
... fare la fila per un palloncino bianco e un cartello ma scoprire che è tutto già esaurito: quando si dice, oltre le più rosee aspettative
... vedere donne, uomini, ragazze, bambini, nonne, cani
... e poi pellicce, piercing, barbe bianche, capelli viola, perle, guinzagli, ombrelli, tacchi alti, anfibi, cellulari, sigari, sorrisi e rabbia
... rivedere chi è invecchiato, chi prendeva solo 30 e lode, chi zoppica, chi è senza cappuccio
... sentire una signora anziana superimpellicciata e coperta di gioielli dire "Non ho mai partecipato a una manifestazione, ma questa volta non potevo restare a casa"
... ascoltare Michela Murgia
... eleggere il cartello più ironico: "Egitto-Italia 1-0"
... incamminarsi sotto la pioggia verso "la" piazza, non autorizzata ma riempita in pochi minuti con un'onda di palloncini e un solo grido: "Ora!"
I brividi e la commozione quando i palloncini bianchi sono volati in cielo col nostro augurio di aver creato qualcosa, di essere pronti a cambiare, di aver scaldato questa fredda giornata con un unico respiro.
Tornare a casa con due palloncini per i bambini e il cuore gonfio di gioia per aver partecipato a una grande giornata di civiltà, e indifferente ai commenti dei politicanti ignoranti e lontani da noi mai come oggi.