lunedì 29 aprile 2013

Trionfo di tulipani al Parco Sigurtà

Abbiamo approfittato dell'UNICO giorno di sole di questa stramaledetta primavera per ossigenarci le membra in un posto meraviglioso, il Parco Sigurtà a Valeggio sul Mincio. Siamo stati così fortunati da beccare in pieno la fioritura dei tulipani, con sommo gaudio della fotocamera dell'iPhone (che ho quasi fuso). Ci è andata meno bene col viaggio: il parco si trova a pochi chilometri da casa nostra, ma abbiamo fatto l'errore di prendere l'autostrada e uscire a Peschiera... Non uscite MAI a Peschiera: è il casello più stronzo del nord Italia. In più era giorno di festa, quindi abbiamo pascolato nervosamente per mezz'ora allo svincolo, due palle colossali. Secondo errore: dire ai bambini che stavamo andando in un parco. Per loro la parola parco non è mai disgiunta da -giochi, e ve la devo spiegare la figata di ripetere ogni quarto d'ora che non ci sarebbero stati giochi ma solo fiori, verdi prati e 4 animali da cortile? da qui la recensione lapidaria dei due bassi: "Questo parco è BRUTTTISSSIMO, non c'è neanche uno scivolo". (Ecco, se posso permettermi, cari Signori Proprietari del Sigurtà, lo spazio è immenso, mettetece du scivoli, 'na giostrina, 'na sabbiera, che ve costa? Non voglio immaginare cosa farebbe un trentino o un qualunque nordeuropeo con tutto questo verde a disposizione...). Se mi frequentate su Instagram avete già visto le foto, che ho copiosamente riversato senza filtro alcuno: in ogni caso io ve le rimetto tutte qui in fila, rifatevi gli occhi (però se non vi piacciono i tulipani cambiate blog)

 
 

domenica 31 marzo 2013

E tanti auguri a me

Metto sempre l'avvertenza quando arriva un post autoreferenziale, anche piuttosto stupidamente perché è il mio blog, se non parlo di me stessa di chi devo parlare? Premessa stupida due volte: primo, perché dice la prof non si parla del blog sul blog; secondo, perché non è vero che parlo di me stessa, ma del 15% di me e di quello che penso e che mi succede (le controindicazioni di essere me).
Insomma, oggi sono trentanove ed è pure Pasqua che per i cattolici prêt-à-porter come me (quelli che non vanno a messa ma si sposano in Chiesa, non pregano ma esultano per il nuovo Papa) è la festa delle uova di cioccolata, delle colombe, dell'abbacchio (ah, no, non è politically correct, l'ha detto pure il Papa) che noi abbiamo sostituito con cotechino (il maiale non soffre nonono) e lenticchie, viste le temperature BiancoNatal.
E quindi sono trentanove e non sentirli come dice il saggio, soprattutto perché i brufoli non mi abbandonano e io che speravo che bastasse aumentare gli anni senza diminuire la quantità di cioccolata.
E a trentanove non mi sento più chiamare Chiara o mamma ma Matilde, decisione presa all'unanimità da Sua Maestà delle Mocciose, che mi richiama all'ordine 1. se non ho fatto i compiti (quando Lei è la maestra) 2. quando non mi posso trattenere in cameretta e OSO parlare col papà, aka il Lupo Massimo o Giovanni (a seconda dell'umore) che è cattivo e mi vuole mangiare (quando Lei è la mamma). Quindi nelle placide stanze, rese tali dal Dio Lego, risuona un solo grido, stridulissimo, "Matideeeeeee!" (sì, senza L, perché intralcia).
Trentanove e godere per pochi minuti del Cialtrone nel lettone, ché un conto è a pochi mesi tra pianti, suoi, e mestizia, mia; invece adesso c'è tutta la tenerezza e la gratitudine della sorpresa e dell'imprevisto "Davvero posso dormire nel lettone con te?!". E vederlo addormentarsi con la mia mano sulla guancia che lo calma, che meraviglia signora mia, mi pare ieri che è nato, uh come passano in fretta...
E grazie degli auguri e dei fior


giovedì 28 febbraio 2013

Febbraio in pics

Perché questo mese non sia passato invano e il blog non rimanga intonso...
Chiedo aiuto alla regia per le slide:

Ho pregato tutti i santi che non avevo ancora tirati giù dal calendario perché rimanessero sani ALMENO fino alla festa di Carnevale della scuola: mi hanno ascoltata e anzi abbiamo la fortuna di essere ancora tutti integri nonostante intorno a noi si contassero le vittime dell'influenza. Tutta questa fede mi è venuta perché più di ogni cosa i mocciosi desideravano travestirsi e partecipare a questa agognata festa: non è passato giorno senza che mi chiedessero di provare i costumi di Spiderman (ereditato da una collega che mi passa i vestiti dei suoi figli) e di Biancaneve (pazientemente cucito da me comprato al centro commerciale dopo aver scartato 70 vestiti da principessa rosa-fuxia-ciclamino-lillà). Poi, come si conviene, su 150 bambini c'erano 40 Spiderman e 30 Biancaneve, 50 principesse e gli altri non pervenuti perché decimati dal morbo. 

Poi siamo andati al lago di Ledro a goderci la neve:
E ce la siamo non solo goduta ma abbiamo proprio dovuto apprezzare e sfruttare al massimo questo dono della natura...
Si capisce che la caldaia non funzionava? Che ci siamo scaldati core a core intorno alla stufa e non ci siamo lavati per tre giorni? Però è stato bello e istruttivo.

E mentre facevo l'eremita sul letto di paglia, il web mi regalava una nuova esperienza: per il mese di febbraio sono stata tra gli autori della sezione Bambino di Donna Moderna (qui il link ai miei post). La cosa che fa più riderissimo dell'universo è che mi hanno assegnato la rubrica Neonato nonostante io avessi esplicitamente sottolineato che "ringrazio Dio ogni giorno di non avere più neonati in casa": per fortuna la capa Laura è stata comprensiva e mi ha fatto scrivere di cose che so (e non di quello che vagamente ricordo dei neonati).

Quando ho iniziato l'avventura del blog venivo da anni in cui non leggevo altro che Panzallaria e Mammamsterdam. Non sono riuscita ancora a incontrare Panz, ma non demordo. Barbara invece...
Dopo anni di corteggiamento virtuale, e baci e abbracci, e quanto mi piaci, e perchè non scrivi un libro, e quando vieni in Italia, e come stai, e i bimbi, e tira e molla - alla fine il libro del cavolo l'ha scritto e ha organizzato pure il tour del cavolo nel Lombardo-Veneto approdando finalmente tra le mie braccia a Brescia. Premessa fondamentale: mi arriva a Brescia il giorno del patrono. Mi vedete col navigatore a girare per una città automobilisticamente parlando sconosciuta e nel dì di festa? E qui mi cala dalla nuvola la mia deus ex machina, Santa Patrizia che, prendendosi una piccola pausa dalla campagna elettorale, mi accoglie nella sua stellata macchina e mi trasporta dalla divina Summa. Grazie Patrizia!
E com'è 'sta Summa? Un ciclone di parole, di intelligenza, di ironia. Forse un po' più timida di come te l'aspetti, ma come si dice spesso dopo i blog-incontri, mi sembra di conoscerla da sempre. Quanto la amo! E quanto mi sono piaciuti i suoi amici, Massimo Giuliani, detto il Prefattore, che mi ha fatto finire pure su BresciaOggi; Silvia, amica d'infanzia di Barbara, la donna di cui m'innamorerei se fossi uomo, che fa la prof e ha anche un blog fico, I consigli di Morgana. Poi Barbara si stupisce (troppa umilté - alla Sacchi - signora mia), ma c'era anche una sua fan che accende il computer ogni giorno sperando in un suo nuovo post e ci ha anche raccontato che esiste un modo per far entrare la matematica anche nei cervelli di gallina, si chiama Kumon e lei lo insegna. 
Arrivo a Brescia a mani vuote, un classico mio, e torno colma di regali from Amsterdam: cioccolata, Statale 17 e un lavoretto carino e facile da fare coi bimbi
(non capisco peché i colori siano diversi nelle foto, comunque a sinistra è il before, a destra l'after)
(OVVIO che mi sono divertita di più io a farlo che quei due bassi, forse perché mi è piacuto tanto smadonnare per le istruzioni in olandese - solo alla FINE mi sono accorta che erano anche in inglese)

Ehi! Ma io ho un RAGAZZO di 5 anni a casa!
Buon compleanno amore! Ti auguro gioia, serenità, salute (e di smettere di ruttare a tavola, mentre ceniamo)

Facciamo il pane e andiamo a leggere in biblioteca

giovedì 31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: pane for dummies

Ho fatto il pane. IO ho fatto il pane.
Non che il pane comprato al forno non sia buono, anzi. Ma a un certo punto scatta la voglia di far da sé, di assaporare un nuovo "sapore di casa", di insegnare ai bambini che il pane non nasce nei sacchetti, così come il latte non cresce nei tetrapak né le uova nei contenitori di plastica. (E complice anche il libro della mia amica Elisa Artuso "Eco-famiglie" che da quando è tra le mie mani mi sta invogliando a fare cose molto intelligenti e salutari, tra le quali appunto il pane - poi lei lo fa con la pasta madre, ma per questo tunnel non sono ancora pronta).
Ma da dove comincio? Potrei chiedere a mia madre che lo fa da anni, ma lei ha un'impastatrice professionale e un forno da esterno extra, e poi lo sapete come sono le dosi-mamma? "Massì dai, finché va diventa così, che va bene, ma non troppo" che sarebbe la versione familiare e carina del q.b. (quanto basta - per far uscire dai gangheri, aggiungo io). Lancio la sfida su FB e ne ricavo almeno una decina di ricette.
Ok ce la posso fare, non può essere così difficile, dai-dai-dai!!
Da Bravamamma quale sono coinvolgo i bambini nella preparazione, per insegnare loro che il pane non nasce ecc ecc, ma loro, di fronte alla prospettiva di due ore di lievitazione mi mandano al diavolo ed escono a giocare. Per farla breve, ho fatto 3 impasti da 500 g di farina l'uno, sbagliando almeno una cosa in ognuno: in uno ho dimenticato il sale e il miele, nel secondo la tazza d'acqua nel forno, nel terzo ho messo tutto ma mi sono complicata la vita con un procedimento diverso. Alla fine ne ho ricavato soddisfazione e insegnamenti fondamentali, ma soprattutto dei panini buonissimi.

LA RICETTA
- 500 grammi di farina (la manitoba, tipo 0, è il massimo)
- 300 grammi di acqua (circa) (q.b. insomma)
- mezzo cubetto di lievito di birra
- 10 grammi di sale (un cucchiaino, circa, ahem...)
- un cucchiaino di miele
- 3 cucchiai di olio evo (lo dico? Più o meno)

Ho sciolto il lievito in poca acqua tiepida poi l'ho aggiunto alla farina nel mixer con acqua (dove avevo sciolto il sale), olio e miele (che serve per "colorare" il pane). Ho mixato per poco tempo, giusto per amalgamare gli ingredienti finché si è formata una palla compatta ma morbida e liscia.
Ho trasferito la palla in una terrina di vetro, l'ho coperta con un canovaccio e l'ho lasciata lievitare fino a quando è raddoppiata (tipo per 3 ore). A me sembra ancora una cosa magica, questa cosa della lievitazione...
Ho preso l'impasto e messo sul tavolo con poca farina ho dato ordine ai garzoni bambini di fare i panini.
Ho dato una forma normale ai suddetti panini e li ho tagliati un po' in superficie, poi li ho lasciati riposare un'altra mezz'oretta. (E loro crescevano ancora, che carini!)
Ho acceso il forno a 200° e ho messo sul fondo una tazza con acqua (per non far seccare troppo il pane): ho infornato le creature (i panini) e dopo circa 25 minuti erano pronti. PERFETTI!

COSA HO IMPARATO
La pazienza: non si può mettere fretta alla lievitazione.
La precisione: a parte le quantità a occhio, che si imparano col tempo, bisogna mettere TUTTI gli ingredienti (è molto frustrante addentare il panino ancora caldo e scoprire che ti sei dimenticata il sale).
La bellezza: fare il pane appaga tutti i sensi... Impasti, gusti, la casa si riempie di profumo, i panini "scrocchiano" appena usciti dal forno... Un'estasi!
La gioia di far da sé. Si sa.

Perché "liberiamo una ricetta"?
L'anno scorso abbiamo segretamente preparato l'evento per stringerci intorno a un'amica e da lì sono nate nuove amicizie, scambi, condivisioni che, come dico sempre, di virtuale non hanno niente. Quest'anno riproponiamo l'iniziativa perché siamo delle inguaribili romanticone nostalgiche, ma stavolta c'è qualcosa di nuovo: la solidarietà. Oggi moltissime blogger pubblicheranno le loro ricette e quelle dei loro ospiti (che non hanno un blog) e avranno la possibilità di donare l'equivalente della spesa fatta per creare il piatto al Centro Astalli di Roma, che gestisce una mensa per i rifugiati: in questo modo inviteremo a tavola con noi, anche se virtualmente, delle persone che sono dovute fuggire dal loro Paese a causa di guerre e persecuzioni e che in Italia devono ricominciare da zero. Naturalmente anche se non siete blogger, non cucinate e non liberate ricette potete in qualsiasi momento fare una donazione al Centro: qui la pagina con tutte le modalità. 

Adesso non vedo l'ora di leggere tutte (oggi saranno dappertutto: su FB, su twitter con l'hashtag #liberericette e #freearecipe, ma per comodità Mammafelicematraslocante le linka qui).
"Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web".

lunedì 21 gennaio 2013

Chi #saltalamerda gode

Certe serate si spiegano solo così (Zerocalcare è il genio assoluto) purtroppo, altre invece sono un rincorrersi di contenuti e sollecitazioni, rimandi e dubbi, scoperte più o meno gradevoli. In rete ho a che fare con persone per lo più molto intelligenti e sensibili con le quali ho scambi quotidiani di esperienze e riflessioni intense (oltre che di intense cazzate, ovvio) e con le quali condivido una visione del mondo che definirei sensata, perché il contrario di da stronzi non mi viene.
Ed è proprio in una giornata come queste, con persone così, che la visione confusa di ciò che mi circonda, parlando di web ma non solo, assume dei contorni nitidi e trova un modo per affrontare la cattiveria, la superficialità, l'ipocrisia, e nasce #saltalamerda
Lo spiegano come sempre meglio di me le Gran Dame della Combriccola Nicchiona (sembra il titolo di un film porno, sì)
- Barbara Mamma Fatta Così
- Lucia in mezzo al mar
- Francesca Mumtrioska
- Giada Quando Fuori Piove

Cosa vuol dire #saltalamerda?
Il concetto è piuttosto intuitivo, non servono grandi ragionamenti...
Quando mi è servito negli ultimi giorni?
Quando ho letto post veramente sgradevoli, con commenti se possibile ancora peggiori; quando ho sentito i miei colleghi affermare che "ci vuole il ritorno del Duce"; quando ho provato a informarmi sulla campagna elettorale in corso.
Attenzione! non si #saltalamerda e basta! Bisogna anche trovare il fiore!! Questi i miei:
- (occhio alla glicemia) "Mamma sei bellissima, anzi no, strabella" dopo ore di braccio di ferro per far passare queste interminabili giornate di pioggia
- il post di Serena Che madre sono?, un antidoto alla superficialità e alla polemica 
- il ritorno del blog della mia amica Luana aka la Staccata, che però adesso deve offrire da bere.

E voi? Siete pronti a saltare?

lunedì 31 dicembre 2012

Auguri last minute

Sono contraria ai bilanci di fine anno, ma posso fare un'eccezione.
Il 2012 si è confermato, come tutti i bisestili che lo hanno preceduto, un anno di grandi svolte, cambiamenti e positività. Sfighe anche, ovvio. So che qualcuno si aspetta il solito elenco random e non lo deluderò:
- ho cambiato lavoro: sono diventata una tipa che lavora sodo, competente e cui fare riferimento. Prima ero solo una che è tornata dalla maternità col cervello inutilizzabile
- abbiamo abbandonato finalmente la prima infanzia: belli bellissimi i bébé ma quanto è più divertente e stimolante avere in casa due bambini che (stra)parlano, giocano insieme, interagiscono, sono indipendenti e sviluppano capacità e autonomie proprie?
- sono passata di grado: da matrigna semplice a nonnastra più; da blogger cialtrona e intervistatrice doc; da vodafone a wind
- una stronza malattia mi ha portato via una cara amica, in lotta da anni. Io non riesco ancora a cancellare il suo numero dalla rubrica, come se sperassi di poter chiamarla
- ho vinto due soggiorni due in pediatria grazie alla ditta Convulsioni&Gastroenterite e un bonus pidocchi forse riutilizzabile
- ho partecipato agli eventi social di Mammacheblog e Blogfest facendo la mia porca figura
- abbiamo rischiato di perdere il lavoro di mio marito, ma chiusa una porta scrausa si è aperto un portone e io ci entro da fist lady (e Michelle viene a lavarmi i piatti)
- ho chiacchierato tanto ma tanto
- sono entrata in una setta e in una nicchia
- c'ho l'aifon

Come dite? Devo scrivere i buoni propositi per il 2013? Non ce li ho. Ad maiora!!!

venerdì 14 dicembre 2012

Oggi sono ovunque, come la neve

Attenzione: post autoreferenziale! 


Oggi sono rimasta a casa, ad ammirare questo spettacolo che m'incanta sempre...

(in realtà non ho le gomme da neve, non ho le catene, e non saprei metterle, nonostante i geni dolomitici, quindi non me la sono sentita di muovermi in macchina...)

Dicevo, sono rimasta a casa mia ma sono entrata  nelle vostre così...

Il calendario dell'Avvento dei Piccolini Barilla oggi ospita una mia favoletta "I fratelli Bravissimi": ogni riferimento a fratellini litiganti reali è puramente casuale, come si può ben immaginare ;-)

E addirittura con un video! Anzi una videorecensione al libro di Barbara Summa "La risposta del cavolo" (ne ho parlato qui), registrata con Serena di Genitoricrescono. Ecco, se riuscite ad andare oltre alla mia messa in piega à catso, al mio maglioncino peloso da tenutaria, ai disturbi video, e al mio orrido accento veneto, guardatela, io mi sono divertita da pazzi a farla (no, no, non ero agitata!!!).
Domani ritorno nel mio angolino, promesso!!

lunedì 3 dicembre 2012

La risposta del cavolo: una recensione cialtrona

"Mamma, ma la Daria come ha fatto a uscire dal tuo pancione? Ti si è rotta la pancia? È scoppiata?"



AIUT.



E ora cosa gli rispondo?
- Vado di api, fiori, cavoli, cicogne?
- "Si sono rotte le acque, sono andata in ospedale, visita, monitoraggio, dilatazione, massaggi, contrazioni, spinte, manovra della gina, e poi è uscita"
- Corro in bagno, mi disegno una cicatrice sulla pancia, esco trionfante e voilà (il cesareo è così facile da spiegare, ma perché diavolo non ho fatto un cesareo?!)

- Chiara?
- Chi? Io?
- Sì (cretina), tu...
- Sei un angelo venuto a salvarmi? Un angelo femmina?
- (Quant' si' scem') Chiara torna in te. Ricordi? Sei una mamma moderna, intelligente, sveglia!
- Moderna, sì.
- Dicevo, ritorna in te. E pensa al libro che hai appena letto, in anteprima (sì, perché solo i fighi veri leggono i libri inediti, nevvero?)...


- Gesù! Anzi Dio! Anzi angelo! Anzi BARBARA SUMMA! Avrei dovuto capire subito che eri tu la mia salvezza!
- L'accento abruzzo-olandese avrebbe dovuto suggerirti qualcosa, infatti...
- Già, ma la domanda del pupo mi ha rallentato le sinapsi...
- Allora, fammi vedere che hai capito quello che hai letto.
- Ok, la rifacciamo.

"Mamma, ma la Daria come ha fatto a uscire dal tuo pancione? Ti si è rotta la pancia? È scoppiata?"
"No, non si è rotta la pancia. La mamma ha spinto forte e Daria è uscita dalla patatina"
"Ah, ok"
#EPICWIN

Qui non voglio rivelarvi tutto il prezioso contenuto de "La risposta del cavolo. Guida semiseria per genitori disperati alle risposte dei figli su sesso e società" di Barbara Summa, la mitica Mammamsterdam (ma è anche ancora qui). Ma tra le leggi fondamentali del libro c'è "dare risposte chiare, concise e soprattutto comprensibili" (sperando che non generino ulteriori domande, magari più spinose): questa legge è ormai dentro di me (e il cielo stellato sopra di me) e la applico non solo alle (per ora rare) domande sul sesso. C'è da dire che i miei figli sono ancora piccoli e hanno delle menti semplici, mica come i suoi che le chiedono anche "come si fa a togliere il tampax": la temuta domanda successiva, "E come ha fatto la Daria a entrarci?" arriverà tra un po', ma anche per quella ho la risposta già pronta (ovvio che l'ho letta nel libro di Barbara).
[Figli miei non vi temo, chiedetemi la qualunque, le so tutte!]
Attenzione! Non è un manuale né un prontuario per genitori incapaci! Anzi, i capitoli finiscono con i contro-esempi dal titolo "Non fatelo anche voi" (anche i guru sbagliano, per fortuna!) tipo quando, riferendosi al classico pirata della strada, denominato lo stronzo, lei dice ai figli "E niente amore, più che uno stronzo è uno che crede di avere il pisello piccolo e se si siede su una moto grossa e rumorosa gli sembra di averlo più grande", vaglielo a spiegare poi...
Dicevo, non è un libretto d'istruzioni: è innanzitutto un godibile viaggio nel mondo di Barbara e della sua famiglia (io adoro sua madre!) raccontato con lo stile che noi lettori di Mammamstedam conosciamo bene, con qualche volo pindarico in meno (santa editor!) a vantaggio di una scrittura appassionante e coinvolgente. E poi è la comunicazione viva a attraente di un modo di affrontare i dubbi dei bambini, e dei genitori, su tutti i temi che riguardano la sessualità e la società: si passa dal rispetto del corpo alla masturbazione, dalla pedofilia alla prostituzione, ma c'è spazio per omosessualità, separazione, sessismo, internet.
E si fa pace con gli errori che abbiamo fatto e che per fortuna faremo ancora: insomma, si cresce. Ma ridendo un sacco, anche.

(Post it)
Io mi sono commossa già dall'introduzione di Massimo Giuliani, potete leggerne una parte qui.
Ma ancora di più mi commuove questa possibilità, per noi forti lettori (quelli che conosco sono tutti così: entrano in libreria e cambiano espressione, si estraniano per ore; ricevono il pacco di libri ordinati su Internet e lo aprono come se fosse il regalo di Natale tanto atteso; non importa se su carta o su tablet, il libro è per noi una magia, sempre): quella di conoscere, anche se solo virtualmente (ormail la odio questa parola), gli autori dei libri che leggiamo o che leggeremo. Li seguiamo nella fase della scrittura, esultiamo per la pubblicazione, andiamo alle presentazioni come a trovare gli amici, ci scambiamo opinioni... Questo non toglie nulla alla magia della scrittura, e neanche la soggezione che continuano a incutermi gli Scrittori. Però quanto mi dà soddisfazione leggere quei nomi in copertina e conoscerli già? L'altra sera con Barbara, la mia MSS, discutevamo del nostro carrello dei libri di Natale... "Ne abbiamo una cifra da prendere: quello di Claudia, quello di Elisa, poi Barbara, Luana, Anna, Zelda, Rossella...". Capito cosa intendo?

(Post it 2 fondamentale)
"La risposta del cavolo" esce il 5 dicembre, ma si può già prenotare e acquistare qui:
Amazon
La Feltrinelli
Ibs
e per restare aggiornati sul tour di presentazioni c'è la pagina di FB.

giovedì 22 novembre 2012

Non-pidocchi e Minuscolo

No, ma dai! Da quanto tempo!
Che leggoleggoleggo e non commento l'ho già detto? .
Che non so mai che catso scrivere? Sì, già detto.
Che sono mezza esaurita? Oh, Yes. (Tra l'altro appena scrivo che i mostri mi fanno impazzire diventano degli angioletti per ORE intere... un classico)

Ah già, abbiamo avuto i pidocchi. O forse no. Sulla porta della scuola materna c'è sempre affisso il cartello "Si sono verificati casi di pediculosi, vi preghiamo di controllare i bambini e nel caso di fare il trattamento": solo a leggerlo mi viene da grattarmi la testa. Finora l'abbiamo sempre sfangata, ma qualche giorno fa anche la bimba ha cominciato a grattarsi, senza peraltro aver letto il cartello. E anch'io, forse per solidarietà. Non so se li avesse veramente, perché non li ho visti, ma lascio immaginare quanto sia facile ispezionare una capellona schiava del cartone di Rapunzel. Insomma, per tagliare la testa al toro, anzi, al pidocchio, ho fatto il trattamento a lei, al fratello e pure a me. Un trattamento social, ovviamente: ho chiesto consigli a tutta la rete e ho trovato la Maestra Spidocchiatrice Suprema, Barbarafattacosì, che ho assillato di sms e telefonate per venirne fuori. A quanto pare, ed è verificato, senza il pettinino di metallo da 18 euro il trattamento è inutile: e comunque, alla prova pettinino ne è uscita indenne da parassiti, gaudeamus igitur. Io invece continuo a grattarmi... e visto che, come dice la mia M.S.S. "Nessuno spidocchia le mamme", sono pronta per la prova "shampoo colorante", l'ammoniaca ammazza i deboli e dovrò abbandonare il mio colore (ma anche i capelli bianchi) per qualche giorno, ma è per una nobile causa.

E Nina è incinta. E questa è la notizia più meravigliosa del secolo. Mi vengono ancora i brividi ogni volta che penso alla sua panza abitata da un Minuscolo miracolo e sono felicissima per lei e spero in un altro miracolo per tutte quelle che come lei cercano così fortemente e testardamente di diventare mamme. Lei fa benissimo a godersi ogni attimo di questa gravidanza e ha ragione a dire che non c'è nessun motivo per essere prudenti e aspettare, che non si sa mai, per precauzione o scaramanzia... Cito: "Perché se dolore ci sarà, avrà la stessa portata distruttiva, sia in un caso - quello che mi ha visto credere in questo miracolo con tutte le mie forze, entusiasmandomi - sia nell'altro - quello in cui sono stata misurata e ho inibito la mia voglia di gioire." Nina bella e gioiosa, saremo sempre con te!

Oggi esce su Genitoricrescono una nuova intervista, non perdetela!! (Io mi sono commossa a leggerla, perché adoro quella donna, quello che fa e come lo scrive)

[Me tapina! Non avevo segnalato qui l'intervista a Rossella Calabrò su Zebuk: donne, anzi, Gine! Sfanculate Mr Grey del cavolo e buttatevi (di più) sul Gigio. E se il Gigio si ribella, consolatelo con le "Cinquanta smagliature di Gina", successo e coppia gaudente assicurati!]
[Ah! News à gogo in arrivo: libri, tacchi, recita della scuola...]
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