domenica 28 agosto 2011

Una vacanza da sogno

L’unica cosa che non posso condividere è il profumo del fieno.
Tutto il resto appartiene al paradiso e sono sicura che tutti l’abbiamo conosciuto per qualche attimo.
Una vallata che più verde e prosperosa non si può. Un cielo terso e gelido che ti accoglie al mattino e poi si illumina di una luce accecante e ti scalda i sentimenti.
Un lago meraviglioso, placido e accogliente.
E dove l’uomo ha messo mano lo ha fatto con criterio e amore per questa terra: piste ciclabili ovunque, passeggiate interminabili, piccoli ponti sui ruscelli che sembrano opere di design, aiuole colorate, parchi giochi curatissimi e puliti, pannelli solari o fotovoltaici su quasi tutti i tetti, sagre senza pretese ma con una salamella divina.












Mi pare quasi superfluo sottolineare quanto questa vacanza sia stata a misura di tutti: i bambini che potevano giocare, divertirsi, correre senza limiti di orari e spazi; noi genitori che abbiamo approfittato dei loro lunghi sonni (la montagna li stanca!) per riposare, guardare, passeggiare, giocare, sbevazzare. Io mi sono dilettata con millemila foto, il marito si è tolto una voglia per troppo tempo repressa di barbecue e montagna vera. I bimbi litigano di meno, inventano giochi, lavano i sassi, scoprono vite, animali, odori, colori nuovi. Noi tutti abbiamo smesso di correre, di essere in ritardo, di essere connessi. (Già, la connessione internet. Una sofferenza i primi giorni, per la disintossicazione. Un sollievo poi, per aver trovato una misura nuova, che dà più senso e valore a quello che facciamo: una mancanza che mi ha fatto apprezzare ancora di più il mio status di privilegiata, dal momento che posso connettermi, scrivere, informarmi, conoscere). 
Tre settimane (tre?!) sono volate, abbiamo promesso di ritornare e lo faremo. Tanto abbiamo ancora le chiavi, yesss!

 
 






venerdì 26 agosto 2011

10 buoni motivi per non tornare a casa (e invece ci siamo)

1. Ovvio, il lavoro con tutti gli annessi - orari, colleghi, capi
2. Il marito in stato di grazia che, finalmente nel suo elemento (prati, boschi, montagne intorno) realizza il suo sogno: i figli che corrono scalzi nei prati e decine di grigliate
3. I bambini scalzi, sporchi, senza limiti nè orari
4. La dieta in modalità off
5. Le serate a giocare a scala 40 (dove stravinco io) e scopa (dove mi legna lui)
6. Le passeggiate all'aria aperta
7. Gli amici che ti vengono a trovare e si accontentano dei piatti di plastica
8. La scarsità di elettrodomestici: no lavastoviglie, no ferro da stiro, no forno
9. L'assillo del look? Non pervenuto
10. Libri e giornali come se piovessero.

Poi ci sarebbero quelle 4-5 cose che andrebbero sistemate, ma cosa mai saranno la mancanza di connessione web, i capelli che mi fanno assomigliare sempre più a Farrah Fawcett o a Lady D old style, i Little Einsteins e i Saurini, lavare le pentole, l'igiene precaria, l'invasione delle vespe?
Niente, quando le caprette mi fanno "CIAO"! 

venerdì 5 agosto 2011

Bye bye

Andiamo in vacanza.
Cioè portiamo i bambini in vacanza.
Meglio, la famiglia Cialtrons si riunisce e per due settimana non dormirà a casa Cialtrons ma nella casa di Heidi. Perchè le vacanze vere le abbiamo fatte in questi giorni: genitori da una parte e figli da un'altra. I bambini si sono stradivertiti dai nonni (a proposito, il monumento è quasi pronto!), noi ci siamo riposati, siamo usciti, abbiamo cenato SEDUTI, abbiamo anche visto un telegiornale intero.
Stare così tanto tempo senza figli comporta un solo, trascurabile, rischio: ci si abitua. Bene. Io sogno un nuovo ruolo: la MammaSkype. Cioè, adoro i miei mocciosi, li vedo crescere, imparare nuovi giochi e nuove parole, seguo i loro progressi... su skype! Vuoi mettere la gioia di riabbracciarsi dopo, chessò, 2-3 settimane? (mesi?). Ok, mi state mandando i servizi sociali, che permalosi.

E stasera... che dire? La serata perfetta. Un agriturismo sulle colline a 5 minuti dalla città, un panorama mozzafiato, una cena da 5 stelle a lume di candela. Ma anche una combriccola di attempati parigini ubriachi che legge poesie ad alta voce (godimento!), un papà tedesco con tre (tre) bambini perfetti, silenziosi, carini (ma come fanno?) e mio marito che confonde i ponti sull'Adige con degli archi di trionfo (ammazza se era buono quel vinello!).
E il ritorno in macchina, in silenzio, a godere di quest'attimo di perfezione dell'universo e una lacrima non scesa per chi è tornata nell'oscurità, lei.


Per i prossimi 15 giorni saremo probabilmente irragiungibili da qualunque contatto internet (rehab?), quindi vi prego vi prego, lasciatemi nei commenti i link a tutto quello che ritenete imperdibile. O sarete tutti in ferie?
Io farò tantissimi foto con la mia nuova macchinetta fotografica, e magari un'occhiata riesco a buttarla, qui sulla rete. Voi continuate a seguire i B.A.B che danno sempre delle belle soddisfazioni.
Au revoir!


lunedì 1 agosto 2011

Grandi novità!

La settimana in cui sono senza figli. Non ci sono parole per descrivere il senso di liberazione, di leggerezza e di riposo da cui sono/siamo pervasi; forse non mi riterrete una mamma troppo degna, ma il sentimento che suscita questa mia condizione attuale è per lo più l'invidia di altri genitori (pochissime mamme hanno detto "io non riuscirei a separarmi dai bambini per più giorni"), segno che qualche giorno di vacanza dall'unico mestiere che non conosce sosta non è sinonimo di cuore di pietra ma di SOPRAVVIVENZA!

Ma non è di questo che vorrei parlare, bensì dell'ultimo nato in casa Cialtrons: il bollino di qualità Bogo Approved Blog. Nato da chiacchierate con amici su FB, ha illustrissimi genitori: lo propone Silvia, lo appoggiano Nina e Nora, lo disegna Marco. E tutto questo mentre io sto lasciando i bambini in autostr dai nonni...
Cos'è B.A.B.? Innanzitutto un segno di affetto nei confronti dei blog che amo seguire e condividere con tutti. E poi un gruppo di amici che si incontrano e che, anche se non si sono ancora visti, si riconoscono. Un luogo dove entrare in punta di piedi, perchè non sapete ancora con chi avete a che fare. E quando lo scoprirete, non potrete più fare a meno di loro e delle loro storie.

Trovate la lista dei blog che si fregiano dell'ambitissimo bollino di qualità nella pagina "Bogo Approved Blog" (barra sotto il titolo).

lunedì 25 luglio 2011

Blogger da giardino

Che periodo ragazzi! Denso di incontri, contatti, idee, collaborazioni... tutto nel mondo parallelo del web, ma la passione è la stessa del reale e la prospettiva di realizzare alcuni progetti alimenta questa passione. Non so come incanalarla, come renderla, appunto, realizzabile, ma intanto tesso fili, conosco, imparo. E gioisco per chi ce la fa, sperando un giorno di brindare anche per me e la mia fulminante idea (che ancora non è pervenuta).
Leggo, leggo e leggo, tutto ciò che prima era carta, ora sono blog, siti, giornali on-line. Eppure tutto questo per gli altri ricade sempre sotto la voce "cazzeggio": non è giusto! E' vero, c'è anche lo spazio per la chiacchiera, ma per lo più c'è la condivisione di contenuti, opinioni, abilità.
Per esempio, la giornata del 21 luglio, con l'evento donnexdonne: troppi interventi da leggere, tutti bellissimi, ragionati, approfonditi. Ho tentato un riassunto, ma davvero le voci sono così variopinte che il tempo non lo permette, e la vita "reale" chiama forte, e reclama la mia presenza... e allora io concilio il dovere e il piacere: delle belle letture in giardino con un occhio alle malefatte dei mocciosi scatenati.


Poi il "riassunto" di donnexdonne lo farò: non sapete che energia mi ha dato leggere imprese di ragazze forti e propositive, intuizioni, approfondimenti, interviste, divagazioni, e pensieri raccolti tra lavoro, famiglia, vacanze.
Ho il cervello in fermento: una bellissima notizia ricevuta stamattina ha dato il via a una rincorsa di pensieri belli ma molto confusi sul mio futuro. Aspetto L'IDEA.

*il titolo del post è ispirato a questo articolo di Panzallaria.

giovedì 21 luglio 2011

#donnexdonne: Raccontare

C'è fermento tra le donne del web. Il 13 febbraio ha lasciato un segno in tutte noi: non siamo più quelle di prima, non accettiamo più in silenzio certe situazioni - abbiamo deciso di muoverci, di reagire e stiamo usando la rete per cominciare la rivoluzione. Non ci piace l'immagine di donne in guerra tra loro (detta anche del pollaio) in cui veniamo ritratte: ne abbiamo discusso, anche con toni accesi, nel gruppo Facebook #donnexdonne, e su twitter, e abbiamo deciso di pubblicare oggi, tutte in contemporanea, la nostra idea di buona prassi al femminile. La mia è questa: raccontare quello che succede. Non tacere. Non vergognarsi. Non sentirsi inadeguate. Chiedere aiuto. Valorizzarsi. Avere fiducia. E ancora raccontare...

Erica è una mia amica. E' da poco mamma di una bambina bellissima e deliziosa dal nome importante, identica a lei. Ci siamo conosciute nel periodo più furibondo della mia vita, siamo state sempre insieme per mesi, mi ha trovato il lavoro (ed era il mio capo), era con me la notte prima della mia laurea. Poi, per i casi della vita che il destino spariglia, ci siamo perse: le nostre amiche sono partite e la rete si è spezzata. Ci siamo ritrovate grazie alla nostra amica "de pariggi", che mi ha detto solo "Chiamala": Erica era incinta, innamorata, felice. Ed è ancora gioia di rivedersi, scambio di panze e vestitini, caffè e chiacchiere. E se all'inizio non si parla che di bambini, parti, svezzamento, poi il discorso si amplia sempre di più e si comincia a discutere della sua ripresa del lavoro - e l'ultima volta che me ne ha parlato giuro che mi stavo per mettere a piangere. Non c'è niente di nuovo rispetto a quello che siamo abituati a leggere in giro (per esempio sul blog di Stefania) sul tema maternità/lavoro, ma conoscere il valore  personale e professionale di una tua amica e vederlo umiliato così fa veramennte male. Le ho chiesto di scrivere due righe su quello che le è successo in ufficio e se potevo condividerle sul blog, ha accettato, e ora vi invito a leggere cosa succede in Italia nel 2011.

Mi racconti a grandi linee il tuo lavoro prima della gravidanza?
    Lavoro da 4 anni in una Società di un grosso Gruppo Bancario. Ero responsabile di un’importante funzione aziendale, a capo di un progetto strategico, ma soprattutto ero il “braccio destro” del Direttore Generale; sono un Quadro, quindi anche l’orario non era rigido, potevo gestire abbastanza autonomamente la mia giornata lavorativa; ero dotata di tutti gli strumenti aziendali necessari: pc portatile, blackberry e, quando mi serviva, l’auto. Oltretutto il mio ruolo prevedeva parecchi spostamenti nel nord e nel centro Italia. Insomma… il mio lavoro mi piaceva davvero un sacco!
Com'era il rapporto con i colleghi e i superiori?
    Ho sempre avuto un buon rapporto con tutte le persone di cui ero responsabile, ho sempre cercato di tenere al centro “la persona”, con i suoi bisogni e le sue attitudini, chiaramente senza perdere di vista gli obiettivi aziendali. Con il mio capo avevo un rapporto di totale fiducia, ho dato e avuto tanto.
Consideravo l’azienda un luogo piacevole in cui andare ogni giorno; un luogo in cui crescere, sia umanamente che professionalmente e, non ultimo, un luogo in cui coltivare soddisfacenti “rapporti umani”; difficile parlare di amicizie, soprattutto alla luce di come sono andati i fatti. E non dimentichiamo che, proprio fra i miei colleghi, ho trovato l’amore!! Purtroppo non tutti hanno gioito con me di questo incontro… Soprattutto quando ho detto di essere incinta.
La reazione di colleghi e superiori quando hai detto di essere incinta?
    L’ho detto prima di tutto al mio capo: l’ho invitato fuori in pausa pranzo e non scorderò mai la sua reazione! Ha smesso di mangiare e continuava a dire “Cazzo! Cazzo!". Mi ha chiesto di non parlarne più per tutto il pomeriggio, aveva bisogno di dormirci su per capire come organizzarsi. La mattina seguente, mi ha comunicato il suo piano: mi ha chiesto di dimettermi; mi avrebbe aiutato lui a trovare un altro lavoro, non dovevo preoccuparmi…
Pensavo di aver passato il momento peggiore e, per tirarmi un po’ su, ho convocato un incontro informale con il mio ufficio, sicuramente loro sarebbero stati felicissimi come lo ero io…
La sorpresa è arrivata quando una ragazza (NON UN MASCHIO!) mi ha detto “Ci hai tradito! Proprio tu incinta!”, ma il bello doveva ancora arrivare: rotto il ghiaccio, anche gli altri hanno trovato il coraggio di dirmi che da me non se lo sarebbero mai aspettati!
Che rapporto avevi con le colleghe mamme prima? secondo te erano discriminate?
    Ho sempre avuto, nei miei gruppi, mamme e posso affermare, senza timore di essere smentita, di non averle mai discriminate. Anzi, cercavo di valorizzarle.
Probabilmente, però, l’Azienda in cui lavoro non ha mai agevolato la famiglia. Lo vedo adesso, con gli occhi di mamma che capisce fino in fondo le mamme.
Hai lavorato durante la gravidanza?
    Ho lavorato fino al terzo mese, poi ho avuto una minaccia di aborto e sono entrata in maternità a rischio.
Avevo dato la mia disponibilità a lavorare da casa e ad andare in ufficio uno o due mezze giornate alla settimana. Ma, a mia insaputa, il mio capo aveva iniziato a screditarmi e ad accusarmi ingiustamente di cose fatte o dette.
Da allora NESSUNO dei miei colleghi mi ha mai fatto una telefonata.
In questi mesi, poi, è successo di tutto: mi hanno chiesto di restituire tutti gli strumenti aziendali; hanno assunto una persona nuova (non in sostituzione di maternità) che ha preso il mio posto in alcune delle mie mansioni; il mio capo ha inviato una mail in cui, a seguito di una riorganizzazione interna, un altro dei miei ruoli si è rivelato inutile e quindi mi ha esautorata (mi ringrazia per quanto fatto fino a qui e per la professionalità dimostrata). Insomma, se confronto un organigramma pre-maternità (in cui il mio nome compariva in 3 caselle, nella parte alta…) con uno attuale, vedo che il mio nome è SPARITO!
Come organizzerai il tuo tempo tra lavoro e bambina?
    Non ho chiesto il part-time, da noi è visto come un limite e, se decidessero di concederne qualcuno, devo mettermi in coda, ci sono almeno altre 8 mamme che l’hanno richiesto prima di me.
A settembre tornerò in ufficio (a fare cosa?), inserirò la mia bambina al nido, dove me la terranno fino alle 16.30 (perché, a detta delle simpatiche coordinatrici con cui ho parlato, non si possono caricare bambini così piccoli di troppe ore lontano dalla mamma), ma siccome io lavorerò a tempo pieno (necessariamente), ho bisogno anche di una baby sitter che vada a prenderla e la tenga fino a che io non torno a casa. Il tutto per la modica cifra di 870 euro mensili (escluse malattie della bambina).
Come cambierà secondo te il tuo modo di lavorare?
    Ho tanta voglia di tornare e di riprendere a lavorare. Mi piace pensare che sarà come prima, che riuscirò a dedicare al lavoro le energie e la passione di prima; il tempo no di sicuro, avrò i minuti contati e temo che questo si trasformi in una perdita di concentrazione.
Che tipo di aiuto ti è mancato o ti manca?
    Il vero limite è sapere di poter contare solo su sé stessi (io e il papà siamo soli qui a Verona), se non hai una famiglia d’appoggio ti accorgi che nessuno ti dà una mano. I nidi comunali non ti vogliono perché sei una famiglia con doppio reddito (!); i nidi privati costano una cifra e sembra che ti tengano il bambino perché sono gentili; trovare una baby sitter è un terno al lotto; frequentare altre mamme è difficilissimo; frequentare non mamme è impossibile!

Un'altra mamma messa da parte. Un'altra donna ferita.
Ma ne stiamo parlando, la state conoscendo, ci arrabbiamo con lei, le siamo vicine. E lei non è più sola, perchè noi sappiamo chi è, quanto vale, quanto ama il suo lavoro. E anchese questo non risolverà i suoi problemi dal punto di vista pratico, almeno non è più sola.

Leggete tutti gli interventi dei blog partecipanti cliccando questo link e su Twitter cercate il tag #donnexdonne. E buona giornata!

lunedì 18 luglio 2011

Picciridda is back!

La coppia delle meraviglie si è riunita, esultiamo! Non sto parlando dei principi monegaschi, detti anche il Panzone e la Secca, ma dei mocciosi del mio cuore: lei rientrata dal soggiorno alpino, lui rimasto qui ad attenderla impaziente. 
Lei, incapace di nostalgia per i genitori, è diventata la regina del paesello, grazie alle mise da spettino regalate dalla fiera nonna.
Lui, incapace di nostalgia per chicchessia, si è goduto lo status di figlio unico: sveglia tardi e partenze flaccide per il nido, giochi in esclusiva, genitori disponibili 24/7, ma soprattutto la prima volta al cinema! 
Dopo aver letto l'efficacissima recensione di (figli di) Genitoricrescono, il terzetto gaudente si è precipitato al centro commerciale, sede della multisala dove si proietta Cars 2. Piccola premessa: io e il Marito siamo allergici ai centri commerciali; per dire, ne hanno costruito uno vicino alla nostra ex-casa, enorme, 5 anni fa, e noi non ci abbiamo mai messo piede e per questo io sono vista come un'aliena. Cose tipo Ikea, Castorama, ecc con prudenza, ma io dopo massimo un'ora devo uscire, mi manca l'aria. Ebbene... arriviamo al mega centro commerciale in perfetto orario per lo spettacolo delle 16 e scopriamo che è la versione in 3D (e se dico che detesto anche il 3D?)... Minchia! Non ci pensiamo neanche ad affontare 2 ore con gli occhialetti e puntiamo allo spettacolo delle 17,10 - ergo: un'ora e dieci ad aspettare. Nel centro commerciale. No panic. Dopo gelato, 150 giri sulle scale mobili, puntatina in qualche negozio (e libreria a comprare questo), entriamo. Vorrei dire "buio in sala" ma questo avviene come sapete quasi mezz'ora (di pubblicità) dopo, durante la quale il nano chiede 700 volte "Quando comincia? Dov'è McQueen?". E poi, finalmente, buio in sala. Cosa ci è rimasto del film? A CialtrOne "Cricchetto che è andato in bagno e si è lavato con le spazzole"; al papà la spettacolare scena iniziale; a me una sensazione, durata un'ora e mezza, di non capire assolutamente niente della trama... ed era un film per bambini... E comunque la cosa più tenera era il moccioso che ogni tanto allargava le braccia e, mettendocele al collo diceva "Guarda i miei amici!". Bello lui!

Da oggi siamo tornati alla solita vita estiva: la mattina i nani al nido estate, costoso come una crociera nei Caraibi, io e Marito al lavoro e poi a boccheggiare; al ritorno dei nani, la casa si rianima di urla, dispetti, spinte, qualche "scusami non lo faccio più", qualche bacino, bibe, terra ovunque, crackers, acqua, "lasciala stare", "vi divido!", "vai in castigo", docce, DVD... E poi se Dio vuole mangiano (poco) e vanno a letto presto. Lasciandoci solo stanchezza e racconti, gelati e google plus (mannaggiattè).

domenica 10 luglio 2011

Senza picciridda

(Dedicato con pernacchia alla PDM* che ha detto che a casa sua non si deve usare la parola "scugnizzo") 

Quante possibilità avevamo di finire ancora al pronto soccorso col nano anche stavolta? Poche, se c'era da vincere il premio fedeltà pescato random tra i top utenti dell'anno; molte, se vediamo sotto quali auspici è iniziato l'anno. In breve, l'occhio del pupone ha intercettato qualche sassolino partito dal tagliaerba, e ben strofinato si è procurato una "parziale abrasione corneale". Io ho un po' sottovalutato l'entità del danno, ma visto che CialtrOne (peraltro noto palchista quando si tratta di microferite) continuava a piangere e lamentarsi, l'abbiamo portato in ospedale dove un oculista, un po' perplesso dalla forza fisica del treenne, lo ha impomatato e bendato. E benvenuto Pirata delle Dolomiti! (c'è di buono che poi ha dormito una cifra e stasera alle 9 era KO).
Però però.
Ho lasciato la piccolina dai nonni. Per qualche giorno. E se con suo fratello mi ero abbastanza abituata (abbastanza!), per lei è la prima volta e mi manca già tantissimo. E se gli addii non sono stati strazianti per lei, ma per noi che dovevamo consolare CialtrOne per la partenza, adesso il silenzio assordante della sua assenza mi stringe il cuore. So che sta bene e non le manchiamo ma che me ne frega? Io non riesco a stare senza di lei e se ripenso a tutte le volte che avrei voluto smaterializzarmi o che li minaccio di mandarli in collegio non vengo assalita dai sensi di colpa, ma dalla CERTEZZA di colpa. Quindi, Vostro Onore mi dichiaro colpevole di abbandono di nana ricciolona e sottovalutazione cronica dei rischi per la salute dei miei figli: sono pronta a scontare la mia pena di 5 giorni in balìa di un treenne che per consolarsi dell'assenza della sorella (o meglio per punirmi del fatto che non è rimasto lui dai nonni) avrà da me ogni briciola del mio tempo, che spenderemo in piscina, al cinema, al parco giochi; accetto la pena pecuniaria di euro 2,50 - corrispondenti a 5 chupa chupa; giuro che nelle serate romantiche col mio amore, e in particolare domani, che festeggeremo 7 anni insieme, non penserò ad altro che alla mia bambina picciridda. Ma non garantisco. 

*dicesi PDM la Persona Di Merda, in questo caso specifico un veronesedimerda, razzista e omofobo (oltre alla frase citata, ha buttato via le collanine colorate con cui giocava il figlio perché, dice PDM, "è un gioco da femmine").

venerdì 8 luglio 2011

Giorni sospesi

come fluttuanti su bollicine di champagne
festeggiamenti, vacanze, libertà
tutto sta per arrivare
ma è ancora tutto immobile come quest'aria che ci soffoca

la pagina bianca
una risata, una lacrima e poi niente
non c'è riconoscenza, non c'è comunione

e poi invece
chiacchiere risate progetti amiche
mai viste eppure così familiari

e un tavolino, due sedie
un niente che cambia l'estate,
la prospettiva più bassa più fresca più tranquilla
era a portata di mano

domani cominciano (o finiscono?) i nostri giorni sospesi, noi li toccheremo come bolle di sapone
Immagine presa da qui

domenica 3 luglio 2011

Hic manebimus optime

Il Paradiso. 
Siamo stati accolti dall'aria fresca di montagna, millemilamiliardi di molecole di ossigeno che ci hanno spettinati. Verde ovunque, distese di prati che i bambini hanno percorso a perdifiato. Un lago dal colore magico, smeraldo (pare che sia colpa di un'alga ma io continuo a sognare che sia solo perchè ci si specchiano gli alberi), l'acqua trasparente e invitante - infatti la nana ci è finita dentro fino alle ginocchia - e, uditeudite, pesci (veri) che nuotano vicino alla riva.

Sabato siamo andati a vederla e fra meno di un mese la casa di Heidi sarà nostra (solo per le ferie, eh, mica mi metto fare il formaggio di capra!).

giovedì 30 giugno 2011

Piccoli cialtroni crescono

E' finito l'anno educativo all'asilo "vecchio", come lo chiami tu per distinguerlo dall'asilo nuovo che l'anno scorso non ti piaceva (e domani ci torni, però con tua sorella, chissà che effetto vi farà). 
Da ieri non metti più il pannolino notturno. Ti fa sentire molto grande questa novità e stai già progettando la tua vita da adulto: il lavoro - pulire le strade di notte, ma con mamma e papà; la vita domestica - "quando divento grande mi insegni a stirare, a fare il letto e a usare il trapano?" (certo che sì!). Per inciso, la prima notte è andata benissimo.
Abbiamo montato la cameretta nuova un mese fa, adori salire sul letto a castello, facendo finta di essere il lupo dei tre porcellini e dici che vai sul "camino". Oggi hai scoperto quello che sarà il tuo nascondiglio, il rifugio e l'angolo dei dispetti alla tua "piccolina". L'hai già riempito di lego, scarpe, macchinine: sarà una dura lotta, caro il mio esploratore grandone!


domenica 26 giugno 2011

Sempre insieme

Lo sanno anche i sassi ormai che la mia seconda gravidanza non è stata affatto programmata, ma mandata dal buon dio degli scherzetti: alla fine l'abbiamo presa bene e, col senno di poi, è stata una meravigliosa sorpresa e abbiamo l'onore di aver accolto una personcina davvero deliziosa. 
Lei e il fratellone sono inseparabili, nel gioco e nella lotta, in bagno e in camera, compagni di mille avventure, disastri e coccole.
 
 
 
 

lunedì 20 giugno 2011

La Puglia, Internet e la profondità di pensiero

Succede che mentre guardo un programma come Tutti in piedi su Current ne discuto anche con delle amiche su Facebook e su Twitter: ricevo e contraccambio spunti, approfondisco sensazioni e idee con persone che non ho mai visto, ma con le quali scopro una insospettabile affinità di pensiero. Fantastico, ma... loro hanno domande argute, spiegazioni articolate, io balbetto qualche opinione che (mi) suona banale. E questo è solo l'allenamento. Guardo Daniele Silvestri cantare "Io non mi sento italiano" di Gaber e mi dico "Fico!", poi invece leggo che come minimo viene accusato di vilipendio, che non si doveva permettere di toccare un mostro sacro, ecc ecc. 1-0 palla al centro. Rivedo il Caimano di Moretti e ricordo che al cinema mi era piaciuto una cifra: poi mi inserisco in una discussione intavolata su FB e ne viene fuori che è una cagata pazzesca, insulsa e inutile. Rifletto sul fatto che è vero: non c'era niente di nuovo in quel film - la Buy divorziata, Orlando stressato e la Trinca ingenua - quello che mi era rimasto dalla prima visione erano solo poche scene originali (la valigia piena di soldi, la barca trasportata di notte, il monologo finale) e la musica. 2-0.
Questi sono casi particolari di una sensazione che mi avvolge da molto tempo: la mia incapacità di elaborare un pensiero o un'opinione in modo sufficientemente approfondito da sentirli miei, inattaccabili, inestinguibili. Questo vale per moltissimi argomenti... (come "non ti buttare giù!"? Ve li elenco?) L'epidurale, l'immigrazione, l'educazione dei figli, il fumo, Vendola, Baricco, Facebook, lo yoga, il cinema italiano... questi mi vengono in mente. Non mi ricordo praticamente niente di quello che ho studiato al liceo e buona parte di quello che ho fatto all'Università. Leggo montagne di libri e poi, a distanza di tempo, non mi ricordo di cosa parlano.
Dovrei ricominciare a leggere, studiare, sottolineare, appuntare, riscrivere, copiare e poi pensarci e ripartire di nuovo. Non mi basta respirare l'aria del cambiamento nel nostro Paese, voglio darle una forma e un colore, un nome: saperla descrivere, poter dire con cognizione di causa "io ho partecipato". Non ne posso più di decidere una strategia educativa imprescindibile e poi accorgermi che dopo 3 giorni l'ho abbandonata. Leggo, soprattutto in rete, di donne solide, consapevoli, impegnate; e quelle che oggi sono fragili lo sanno raccontare in modo accattivante, empatico, poetico. Mi scopro a voler imitare questo e quel comportamento, perchè la  sua narrazione mi ha rapita, ma non trovo un binario mio, fatto, appunto, di pensieri e opinioni inattaccabili.
C'è da dire che sono malleabile, imparo in fretta, mi convinci con poco: e quindi se leggo che Marlene ha tagliato con soddisfazione, seppur a malincuore, i riccioli alla Rana, decido che è ora di portare CialTwo dalla parrucchiera. E se d'impulso compro un sacco di friselle pugliesi, e mi insegnano come prepararle, succede che cucino un pranzo da sballo e che mio marito vuole friselle tutti i giorni fino a settembre. E se è vero che votare è un dovere e far passare i referendum un atto di civiltà, capita che ne parlo con tutti e mando 41  SMS per coinvolgere anche chi non sento da anni. E vinciamo.
E sono una sentimentale: ricordo che il Caimano mi era piaciuto tanto perchè era il primo film che ho visto al cinema col mio futuro marito. Che Daniele Silvestri può cantare anche "44 gatti" e a me piace comunque. Che tutte le mie amiche sono sempre state un gradino sopra di me, per intelligenza, memoria, letture, bellezza, ma hanno comunque scelto di essermi amiche. E quelle virtuali sono piene di pensieri carini per me e mi arricchiscono a ogni lettura.
Insomma, sono intelligente, ma non mi applico.

lunedì 13 giugno 2011

La vita dei bambini è legata a una cintura

Sono in trepidante attesa dei risultati dei 4 referendum, che noi siamo andati a votare ieri: ci siamo portati il  nano in cabina elettorale per fargli assaporare il dolce gusto della democrazia, anche se lui sperava che andassimo in piscina ("Andiamo a nuotare?" "No nano, andiamo a Votare!")... Mancano 20 minuti ai primi risultati, incrocio le dita...
Nel frattempo, per non rendere vano questo tempo (e non mangiarmi tutte le unghie) vi segnalo un'importantissima iniziativa di quattro big-best-vip della rete, ovvero genitoriscrescono, Mammafelice, Farmacia Serra e Veremamme. Riguarda la sicurezza dei bambini in auto: quante volte vediamo bambini seduti in braccio a qualcuno, liberi di fare le capriole tra i sedili, o seduti ma non correttamente allacciati o sull'apposito seggiolino? Io personalmente ne vedo molti. E mi arrabbio furiosamente: è vero che ognuno è libero di educare i propri figli come crede, ma non è legittimo mettere in pericolo la loro vita. A tutte le obiezioni opposte per non adottare un comportamento che dovrebbe essere di routine (vado piano, dobbiamo fare pochi metri, piange se lo lego, sta in braccio alla nonna, e ccazzate simili) rispondo con un video secondo me efficacissimo: cliccate qui se avete stomaco e se vi sentite di fare una cosa intelligente quando non allacciate la cintura ai vostri figli.
Chi mi conosce sa quanto posso essere paranoica quando si tratta della sicurezza in auto dei miei bambini, sa quanto a lungo riesco a discutere per ottenere di fare viaggi sicuri, ma, mi dico, vi sembra giusto? Devo giustificare un comportamento quando è corretto e quando può salvare la vita ai miei figli?
Oggi stamperò i post dei miei "colleghi" blogger e li consegnerò ai genitori del nido e chiederò al responsabile di affiggere un manifesto della campagna "Se lo ami legalo".
Adesso escono i dati del referendum, vado a brindare?

domenica 5 giugno 2011

Una settimana senza figlio. E senza blog.

La casa ha un aspetto ordinato, non da rivista, ma neanche da mercatino delle pulci.
Abbiamo festeggiato (un po' increduli) la vittoria alle amministrative; gioito per la sentenza della Cassazione che ci permetterà di votare anche per il referendum sul nucleare.
Abbiamo telefonato e telefonato ore e ore: tre, cinque, dieci volte al giorno, per sentirci dire qualche "ciao" e poi sentirlo scappare verso cose più importanti che parlare con noi.
Ho perso tempo su Internet... ma anche trovato informazioni, conosciuto persone, scambiato affinità elettive con "personaggi" eccezionali. E tra le foto di Parigi e i racconti di Nina ho trovato un supereroe, ma che dico?, un mantra per i momenti no: Mister Mappina!
In ufficio il mio supercapomegadirettore ha mandato una mail a tre boss dell'"azienda", mettendomi tra i destinatari, e indicandomi come riferimento per un'attività piuttosto spinosa appena partita - vabbè, senza informarmi prima - ma ne sono abbastanza orgogliona.
E' arrivata la nuova cameretta dei bimbi! A parte un dettaglio andato storto (misura del letto sbagliata...), è veramente carina e spaziosa - ma puzza tantissimo di mobilificio.
Ho organizzato con le altre mamme del nido la festa di mercoledì: metteremo in scena "I tre porcellini", tre mamme (maiale, direi) faranno i tre fratellini e abbiamo incastrato un papà dalla timidezza estrema per fare il lupo; la scenografia ha richiesto un lavoro lunghissimo, ma le dedicherò un post a parte.
Ho ricevuto un bellissimo libro in regalo dalla mia amica virtuale MelaZenzero (una delle mille identità di una donna eccezionale), anzi andate a farvi un giro da lei, se non la conoscete sarà una bella scoperta!
La nana si è espressa in tutto il suo splendore: parla (molto), balla (adora "Il diluvio" dei Subsonica, buongustaia!), salta, saluta, telefona, piange, dorme, stramagna. Ma. Soprattutto. Fa. Pipì. Nel. Vasino. (tiè, mamme invidiosette che avete le bambine brave solo voi - scusate, non voi, mamme normali)
Abbiamo fatto i conti. E non tornano. L'oste è scappato con la cassa. Secondo il Comune, se volessi portare i bimbi al nido a luglio e agosto dovrei spendere 1800 (milleottocento) euro: nonni santi subito!
Buona settimana a tutti! Qui a casa Ciltrons abbiamo in programma: un visita alla scuola d'infanzia, un cambio turno, la festa del nido, la serata con la psicologa, un viaggio (breve) di lavoro. Tra l'altro.
P.S. la lumachina è scappata, ingrata (o forse si è avviata verso il seggio elettorale: ha ancora una settimana per arrivare e votare 4 SI).

sabato 28 maggio 2011

Una nuova abitante di casa Cialtrons

Papà ieri l'ha portata a casa entusiasta "ecco la mia amica, avessi visto come andava sul cruscotto!". I bimbi continuano a chiedere di lei "dov'è, cosa fa, perchè dorme???". Da oggi è l'attrazione principale della casa: ha eletto come suo habitat il vaso di roselline (senza roselline) sul davanzale, si guarda un po' in giro, mangia foglie d'insalata che il suo "amico" le procura, ma intanto, secondo me, medita la fuga...

Aggiornamento: dopo una settimana (e premesso che è all'esterno quindi potrebbe andarsene in qualunque momento) è ancora lì, tra le roselline che non ci sono, dorme tantissimo, ogni tanto cambia foglia... Insomma, fa la vita che vorrei fare io!

lunedì 23 maggio 2011

Qualcosa non funziona

Questo post è nato stanotte, quando insonne e circondata da dormienti ripensavo al pesante weekend appena trascorso.
Ho avuto la febbre. Chi ha bambini piccoli che girano per casa sa cosa vuol dire: non più "prendo un'aspirina, mi metto a letto e aspetto che passi" ma un po' di riposo forzato dal marito e poi un crescendo di nervoso perchè la casa è da riordinare, gli elettrodomestici tutti da avviare, impegni da spostare, e quello che si riesce a fare costa fatica, i bambini reclamano, il corpo non risponde. Che poi lo sappiamo tutti quanto i figli riescano a picconare i maroni quanto più siamo nervosi o indisposti... La nana da giorni piange per ogni sciocchezza - saranno i denti? sarà la primavera? sarà il caldo? i ballottaggi? il taglio del rating? - il nano ne fa una per colore: picchia sua sorella, sputa, mena anche me, risponde come un tredicenne coi brufoli, mangia poco e sporcando tutto il possibile, sparge terra ovunque (sono solo quelle di ieri)... Io e il papà gli spieghiamo, chiediamo, cerchiamo di imporci, lodiamo, incoraggiamo, ma a volte perdiamo decisamente la pazienza. Ne dico due? 
Quei maledetti lego. CialtrOne adora giocare coi lego, costruisce torri, treni, autolavaggi (la sua fissa numero uno: "le spazzole"); poi comincia a calciarli spargendoli per tutta la stanza; infine li tira addosso alla nana (che piange) e li abbandona. Al che noi gli chiediamo di rimetterli a posto: non lo fa mai. Siamo passati per "metti a posto", "facciamo la gara a chi ne mette di più nel sacchetto?", "mettili via sennò li do a Tizio", "dai che sei bravissimo!", "quando li hai messi via puoi guardare un cartone", "ti do 100 euro": alla fine li abbiamo messi in garage. Perchè siamo sfiniti dalla raccolta dei Lego una, due, tre volte al giorno. Perchè quando decide di metterli via lui fa così: prima quelli rettangolari piccoli, poi quelli grossi, poi quelli singoli, poi gli arancioni, poi i rossi... poi tutti fuori di nuovo! 
Domenica siamo andati a una festa per bambini, organizzata da un'associazione di volontariato un una villa in campagna. C'era l'angolo delle fiabe, i disegni da colorare, i dottori-clown che gonfiavano palloncini, torte, canzoni, giochi... CialTwo scorrazza in giro decisa a non aver a che fare coi suoi genitori, col piglio di un parcheggiatore abusivo. CialtrOne lancia i sassolini del selciato. Quando alla fine mettono tutti i bambini in gruppo per uno spettacolini e chiedono "Vi siete divertiti?" lui urla "NOOOOOOO!", "Avete fatto tanti giochi?" "NOOOOOO!": non partecipa al girotondo e rimane in disparte a infilarsi sassolini in tasca. 
Abbiamo passato il finesettimana tra pianti di origine sconosciuta, capricci, litigi da sedare, castighi. Noi genitori affranti e stravolti dalla stanchezza a chiederci dove stiamo sbagliando.
Non ditemi che sono comunque belli e simpatici, lo so, e poi esistono davvero pochissimi bambini brutti e antipatici - ne conosco, eh!- , non ditemi che passerà... Io vorrei solo una bacchetta magica per avere il tempo e la capacità di capire cosa sta succedendo ai miei bambini e come posso aiutarli (e aiutarci). Chiedo troppo?

mercoledì 18 maggio 2011

Mamma stai tranquilla...

Coloro un po'...
Vado un attimo a lavarmi le mani...
Giochiamo insieme senza litigare!

lunedì 16 maggio 2011

Quando una giornata inizia bene...

Stamattina, per la gioia degli automobilisti che incontravo agli stop, in macchina ballavo "Boys don't cry" dei Cure: incredibile quanto la musica giusta a inizio giornata possa dare la svolta positiva garantita...
Arrivo in ufficio e non funziona niente: computer, server, programmi bolliti. Dopo alcune ore di amene chiacchiere con le colleghe decido di prendere un permesso e torno a casa un'ora prima.
E oggi un po' di buone notizie dal fronte elettorale! Dopo giorni in cui su twitter abbiamo cazzeggiato con i #morattiquotes e #masiampazzi è arrivata l'ora di #milanoliberatutti.
Evvai - forza Letizia, se i ragazzi non piangono, la mamma di Batman può!

mercoledì 11 maggio 2011

Consigli

Tutta la notte? 
Sì, neanche un risveglio.
Beata te, la mia si sveglia 2-3 volte, piange, vuole stare in braccio...
Ma guarda che io l'ho abituato da subito, in camera sua nel lettino appena tornati dall'ospedale. E quando piangeva lo lasciavo fare, anche per un'ora... Cioè non è che posso star sveglia tutta la notte perchè lui vuole venire nel lettone, scherziamo?
Ma io non riesco a lasciar piangere la bambina, cosa diranno i vicini?
Beh, si abituano! Ma mi raccomando non prenderla in braccio, sennò prende il vizio! Guarda che sono già furbissimi anche da neonati: lei ha imparato che tu la tiri su quando piange e adesso non te la cavi più. I vizi sono le prime cose che imparano!
Anche il pediatra me l'ha detto "Signora, la bambina deve imparare che siete i suoi genitori, non i suoi amici!"... Ma io proprio non ci riesco a farla piangere, anche perchè la allatto, magari ha fame...
Sicuramente hai poco latte! La fai la doppia pesata? Come no? E come fai a sapere se ha mangiato? La pediatra mi ha detto che non devono mangiare di notte sennò poi si abituano e sei schiava.
Adesso la attacco ancora un po'...
Ma se l'hai allattata un'ora fa? Poi non digerisce se mangia così spesso. Vedi che non hai latte?! Altrimenti a quest'ora sarebbe sazia. Ti ha presa proprio per il suo ciuccio, ormai ha il vizio. Ma poi ti metti ad allattare al parco, in pubblico?!
Ma piange!
Sono capricci, non l'hai ancora capito quant'è furba?

martedì 10 maggio 2011

Lago. Musica. Aperitivo

Visto da CialtrOne...
C'erano dei nostri amici che suonavano...
Uno suonava il tamburo - e poi si è tolto gli occhiali.
Uno suonava la chitarra - aveva le ciabatte!
L'altro... vabbè non importa! Suonava una specie di chitarra che si chiama basso.



CialTwo...
Amore ti piace la musica?
...
Ciccia hai visto che bello il lago? E quante barche?
...
Bella, vieni in braccio alla mamma?
...
Vuoi patatine?
SHI!

mercoledì 4 maggio 2011

Salvare la vita a un bambino: peggio del non fare è il non sapere

Devo raccontarvi che per una volta mi sono sentita molto fiera di me stessa: ieri sera ho partecipato a questa "LEZIONE INTERATTIVA MANOVRE DI DISOSTRUZIONE DELLE VIE AEREE IN ETA' PEDIATRICA". Il titolo altisonante significa una sola cosa: come evitare che un bambino (o un lattante) si soffochi (muoia) con un corpo estraneo. Premetto che quando ho annunciato che lo avrei fatto, il commento più gettonato è stato "ma così te la tiri (la sfiga)!"; mio marito invece, che è letteralmente terrorizzato all'idea del soffocamento, è diventato bianco come un cencio solo a sentire parola disostruzione, poi però ha voluto che gli insegnassi le manovre. Io non ho avuto dubbi sul fatto che sapere come comportarsi su un argomento così importante sia fondamentale, obbligatorio ed eviterebbe i 50 bambini morti ogni anno solo in Italia. 
La lezione, organizzata e tenuta dai volontari della Croce Rossa, è cominciata con una lettera straziante di una mamma che ha visto morire suo figlio di 2 anni per un chicco d'uva... Riuscite a immaginare un dolore più grande e un senso di colpa che schiaccierebbe chiunque poi scoprisse che con semplici mosse avrebbe potuto salvare suo filgio? Dopo esserci asciugati le lacrime, abbiamo letto di casi sparsi ovunque nel mondo (è una sfiga che colpisce tutti) ma anche di storie a lieto fine con protagonisti e salvatori proprio dei bambini (qui un esempio), per capire che le manovre sono veramente semplici, ma vanno imparate.
Non ve le spiegherò io in questo post, ovviamente, vi suggerisco solo di dimenticare quello che siete abituati a pensare si debba fare in caso di soffocamento: quindi niente "guarda l'uccellino", no pacche sulla schiena date a caso, non prendere i bambini per i piedi, non tentare di estrarre l'oggetto con le dita. Soprattutto andate a vedere questo video, informatevi qui e qui sui prossimi incontri (non solo a Verona), partecipate e pretendete che lo facciano anche le insegnanti dei vostri figli (c'erano tutte le educatrici del nido dove vanno i miei!) e chi si occupa di loro. Questo non è un suggerimento ma una minaccia. FATELO.

martedì 3 maggio 2011

Già un anno e mezzo?!

Stamattina abbiamo approfittato del sonno di tuo fratello per farci tutte le coccole rimaste in arretrato... Hai dormito sulla mia pancia, sul mio braccio e nell'incavo del collo: ti ho respirata forte, mi mancava questo tuo profumo, in silenzio, sotto le coperte. Ho ripensato a quando sei nata, a quelle ore dedicate solo a noi due, per conoscerci, per annusarci, per imparare a volerci bene. E credimi se ti dico che il bene che ti voglio aumenta ogni giorno. Perchè sono la tua mamma. Ovvio. Ma anche perchè ti addormenti alle 20.30 e dormi tutta notte, e se ti svegli è solo per il ciuccio o un po' d'acqua; perchè mangi tutto e ti piace tutto; perchè cominci a parlare, e anzi ogni giorno aumenti il tuo vocabolario  - questa settimana siamo a "mamma, papà, chi è, papera, palla, via, pipì, cacca e sì (anzi "shi")" - solo il nome di tuo fratello è ridotto a un suono gutturale che chissà quando evolverà; perchè cammini e corri senza paura di niente; perchè saluti e baci e sorridi e ti fai volere bene da tutti. E perchè sei sempre più bella.
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